L’unica proposta politica che non fa mai nessuno

Chi getta semi...

I partiti hanno fallito.

Non c’è dubbio.

Hanno fallito nella loro funzione costituzionale che è quella di fare da tramite tra le istituzioni ed i cittadini.

Hanno fallito nella loro funzione educativa e formativa.

Hanno fallito nel loro ruolo di tutori della sovranità dei cittadini.

D’altro canto, le soluzioni che mi sento proporre per reagire a questo fallimento passano sempre e comunque attraverso la rinuncia a tutti questi servizi.

Veniamo convinti come la volpe dell’utilità di denigrar quell’uva che la sorte ci ha voluto negare.

Ed adesso ci offrono due opzioni.

Da una parte si propone di votare leader carismatici, cotonati e plasticati, rinunciando però all’esistenza di un partito.

Il leader ci può governare. Forse ci può arricchire. Di sicuro non fa da tramite con nulla, non forma e non tutela.

Il risultato di questa opzione si può condensare nella parola “Berlusconismo”.

I cittadini non si rendono conto che, schegliendo un leader ed abdicando in suo favore ogni loro scampolo di sovranità, alla fine smettono di essere cittadini e si ritrovano sudditi.

Dall’altra parte si propone ai cittadini di intervenire su forum impersonali, inserire interventi di pochi minuti, e poi pretendere che la soluzione emerga magicamente cucendo assieme interventi di persone che non si conoscono, non si sono minimamente qualificate ed, alla fine, non si sono nemmeno ascoltate.

Cosa hanno in comune questi due “proposte politiche”?

Semplice: la proposta ai cittadini di fare politica senza entrare in contatto gli uni con gli altri.

La proposta di essere isole di un arcipelago nel quale le barche sono piene di buchi ed è pura follia anche solo pensar di toccare una spiaggia situata oltre il mare.

Dopo tutto ed in fondo, se ci pensate bene, l’impossibilità del contatto con chi è “altro” da noi ci fa stare tranquilli.

Il prossimo puzza, sporca, parla a vanvera e importuna le zie zitellone.

Però, senza scambi col prossimo, l’unica politica che ci è dato di fare  è chiamata “oppressione”.

Oppressione donata e oppressione subita.

La diversità è ricchezza ed è sale di una vita che altrimenti si spegne. Io desidero trovare un modo di usare questa ricchezza per alimentare la mia vita personale, spirituale e politica.

Nella politica italiana attuale, quella che ci manca è la proposta di creare comunità.

Il soggetto politico che vado cercando deve invece partire dal concetto di creare tante piccole polis che imparino a federarsi e convivere.

Ciò, a mio avviso, non deve essere fatto in ragione di un odio comune e nemmeno di un interesse comune.

L’interesse comune non implica il “fare assieme”. Implica invece l'”usarsi a vicenda” e finisce immancabilmente con il più forte che opprime (cioè utilizza indiscriminatamente) il più debole.

Al contrario, la convivenza delle diverse polis può avvenire unicamente a valle di un sogno.

Parlo di un’idea di civiltà più bella, buona e giusta che si vuole realmente perseguire con l’unico limite del rispetto per la vita dell’essere umano.

Questo sogno tiene più caldo di qualsiasi odio, perchè a differenza dell’odio non consuma chi lo prova, ed è più forte di qualsiasi interesse, perchè a differenza dell’interesse rafforza l’unione delle persone mammano che ci si avvicina all’obiettivo comune.

Spero di trovare altre persone che abbiano questa stessa mia esigenza in quanto, una volta che si mette assieme un gruppo di fratelli anche piccolo piccolo, le problematiche per trasformarlo in comunità possono essere tutte agevolmente superate.

– Articolo originalmente proposto il 5 dicembre 2012 –

2 pensieri su “L’unica proposta politica che non fa mai nessuno

  1. Filippo

    beh…hai un fratello (e la sua famiglia: oggi nostro figlio compie un anno)in provincia di Piacenza che condivide il tuo sogno e la tua esigenza…

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  2. Guido Autore articolo

    E con te siamo in 5, spero probabilmente anche 6.
    E’ un punto di partenza.

    Mi devo mettere al lavoro per creare, su questo sito, uno spazio di discussione su questo argomento.

    Un abbraccio

    Guido

    Rispondi

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