Benedetto, i 300 e l’anima mia che mangifica il Signore.

Quando il Papa ha deciso di abdicare, questo blog ha avuto un picco di contatti.

Immagino che in molti volessero ottenere informazioni finché la notizia era ancora calda!

Non sono stati soddisfatti.

Un notizia così importante ed impattante sulla nostra vita non può essere commentata sulla base dell’emozione di cinque minuti: è una notizia che va meditata ed è una notizia bisogna pregare chiedendo al Signore di farci intravvedere il senso della storia.

Perché la storia in questi giorni, sta camminando al nostro fianco.

Non penso di essere ancora pronto a dare un opinione ma, spinto da quanto sento dire in giro, sento la necessità di dare alcuni spunti perché le vostre meditazioni spazino anche in una direzione che ritengo essere poco battuta.

Chi ritiene che Benedetto XVI sia uomo che rinuncia a dare il suo contributo perché “stanco” o “stufo”, non solo ha letto poco di quanto è stato scritto e fatto da questo grande uomo, non ha neanche considerato che egli aveva un’opzione molto più semplice.

I papi possono sempre morire con calma.

Si mettono comodi comodi nei loro alloggi in Vaticano, pronunciano discorsi di circostanza, magari studiano, leggono, pregano, finché il Padre non li chiama a loro.

Uno che vuole fare così non pubblica un discorso come quello costituente il messaggio del Papa per la XLVI Giornata Mondiale della Pace nel quale, anche se i giornali hanno pensato bene di travisare “leggermente” il messaggio, non ha detto che i gay mettono a rischio la pace: ha detto che i banchieri e gli speculatori mettono a rischio la pace.

Uno che vuole “vivere facile” non dedica la maggioranza dei suoi discorsi alla giustizia sociale.

Se vi informate su quanto egli ha veramente fatto, vi renderete Benedetto XVI non è mai stato un papa amante della tranquillità: è stato sempre un uomo in prima linea e, secondo me, lo è anche adesso.

Si è reso conto che, per affrontare i mali di Babilonia da lui smascherati devono essere affrontati da una Chiesa forte e chiaramente schierata, ed ha agito in questa direzione sacrificando sé stesso.

Si è comportato come un altro uomo prima di lui che non è precisamente ricordato dalla storia come un pusillanime.

Parlo di un Re che, resosi conto della necessità di un segale forte che generasse nel suo regno una reazione decisa contro un male incombente, si scagliò, protetto dalla sua sola guardia personale, contro un esercito di più di 4 milioni di uomini.

Pensava di vincere? No.

Pensava di scuotere le coscienze e dare il via al quel combattimento spirituale necessario alla vittoria in ogni battaglia mondana.

Quell’uomo si chiamava Leonida ed, alle Termopili, dimostrò che le vittorie si ottengono con lo spirito e non con numeri, denari e frecce.

Ora, in conclave, la Chiesa dovrà fare una scelta e preghiamo tutti che lo Spirito la illumini.

Io prevedo due possibilità: o vedremo sul soglio di Pietro un uomo del passato che ci proporrà una Chiesa crepuscolare, finanziaria e collusa con il potere, oppure pronuncerà il suo “Eccomi!” e si affiderà ad un uomo forte e risoluto che tuonerà la necessità di una testimonianza attiva dei valori del Vangelo da concretizzarsi in una militanza dedicata al bene comune ed alla giustizia sociale.

Io imito Benedetto ed ho fede: saremo condotti a pascoli erbosi ed acque tranquille.

E la Chiesa tutta sarà in grado di dire:

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e santo é il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!