Un amico mi ha chiesto

Un amico oggi mi ha chiesto cosa pensassi della campagna elettorale. In quel momento, a quella domanda, mi sono accorto di non seguire quasi più le notizie, non sapevo cosa rispondere, ho divagato, poi come un bravo gesuita ho girato la domanda a lui, sapevo che era informato, così è stato. Ora conosco tutte le ultime novità, ora conosco l’ultima versione del nulla che avanza, le forme e i colori delle nuove maschere che di volta in volta i vari guitti della politica indossano per rendere appetibile la loro impresentabilità. Tutti costoro ci vogliono convincere per il nostro bene, che la loro particolare forma di potere è la migliore per noi, la più conveniente, un affare, e se poi siamo proprio indecisi, allora sono pronti ad allearsi, coalizzarsi, per un potere tutti frutti, che non potrà certo soddisfare nessuno ma che non avrà colpevoli, solo complici.

José Alberto “Pepe” Mujica Cordano, nel filmato del post precedente, ci dice la cosa più semplice e più vera del mondo, ci dice che la vita è breve, e che bisogna essere felici, ci dice che non si può essere felici in un mondo che si basa sul consumo, la competizione e la velocità. Cose così semplici e naturali che anche un bambino riesce a comprenderle, ma non i nostri politici, li immagino già a dirci, che condividono in pieno queste idee ma che bisogna fare i conti con la realtà, bisogna essere realisti e obiettivi, loro sanno come vanno le cose e stanno facendo di tutto per la nostra felicità. Io sono molto più esigente di loro, non voglio solo la nostra felicità ma anche la felicità degli altri, e allora mi torna in mente Jaspers e il suo concetto di colpa.

Karl Jaspers psicologo e filosofo, che aveva sposato una donna ebrea, fu costretto ad abbandonare all’università di Heidelberg e comandato a scegliere tra l’abbandonare la moglie o espatriare, lui non fece nessuna delle due cose, restò in silenzio nascosto pronto al suicidio pur di non separarsi dalla sua amata compagna. Heidelberg fu liberata poco prima che l’ordine d’arresto lo raggiungesse. Riavuto la cattedra universitaria, Jaspers fece un seminario sulla colpa della Germania, in quelle lezioni che furono disertate dalla maggior parte degli studenti, egli definì quattro colpe di cui quella metafisica è la più grave:

l) Colpa giuridica: si riferisce a quelle azioni che trasgrediscono la legge e che possono essere provate oggettivamente. La competenza è del tribunale e l’imputazione riguarda i singoli individui.

2) Colpa politica: si riferisce alle azioni degli uomini di Stato e coinvolge quanti appartengono a quello Stato, perché, scrive Jaspers, “ciascuno porta una parte di responsabilità riguardo al modo come viene governato”. La democrazia, infatti, ci rende responsabili e quindi, negli errori, colpevoli.

3) Colpa morale: si riferisce alla colpa individuale rilevabile al tribunale della propria coscienza “a cui non si può chiedere un trattamento amichevole”. Qui la giustificazione, che può avere una sua plausibilità nel mondo giuridico, dove può trovare accoglienza il principio secondo cui “gli ordini sono ordini”, per Jaspers non ha valore sul piano morale perché, di fronte alla propria coscienza, “i delitti rimangono delitti anche se vengono ordinati”.

4) Colpa metafisica: si riferisce a quella colpa che investe qualsiasi uomo che tollera ingiustizie e malvagità che possono essere inflitte a un proprio simile e non fa nulla per impedirlo. Questa colpa ha per oggetto l’infrazione del principio della solidarietà tra gli uomini, offesa la quale, viene messa a rischio quella base di appartenenza al genere umano che poggia sul riconoscimento di se stessi nell’altro.

A questo livello, scrive Jaspers: “II modo di sentirsi colpevole non può essere compreso da un punto di vista giuridico, politico o morale, ma il fatto che uno sia ancora in vita, dopo che sono accadute cose sul genere delle atrocità naziste, costituisce per lui una colpa incancellabile, perché, pur di salvare la propria vita, ha rinunciato alla vita degna che, nel caso dell’uomo, vuole che si viva insieme o non si viva affatto”.

Da Umberto Galimberti La casa di psiche Feltrinelli

La colpa metafisica è pertinente al comportamento dell’Occidente nei confronti di molti Popoli e Nazioni del Mondo, ma è anche pertinente riguardo al comportamento dell’Unione Europea nei confronti della Grecia, dove molti bambini sono denutriti, i malati muoiono per mancanza di farmaci salva vita, e il popolo soffre la fame, il freddo e sono in continuo aumento i disperati, i suicidi e le malattie mentali.

Tutto questo in ragione del debito, che come diceva Thomas Sankara in un memorabile discorso all’ONU, se non pagato non farà certo morire di fame i creditori, mentre se pagato farà morire i debitori.

Ora, fatta eccezione per il MoVimento 5 Stelle, tutti i principali partiti di queste elezioni, non mettono minimamente in dubbio l’esigibilità del debito e quindi il pareggio di bilancio, il blocco della spesa pubblica e il mantenimento di un alto livello di tassazione, tantomeno hanno dubbi sul percorso europeistico. Tutto questo non può avere altra conseguenza che recessione, depressione economica e sociale, mentre la sempre maggior prevalenza delle istituzioni europee su quelle nazionale ci renderà irreversibilmente schiavi per debito e quindi dipendenti dalle scelte e dalla volontà altrui.

Quindi i nostri politici, non vanno cacciati perché rubano, loro in realtà stanno rubando le briciole, vanno cacciati perché permettono che il sistema finanziario e bancario ci derubi di tutto, badate, il colpo gobbo da fare con il prossimo governo è la vendita di tutte le proprietà dello stato, dopo di che non avremmo più nulla da dare, allora saremo schiavi, schiavi per debito come il Popolo greco.

Ora siamo ancora in tempo. L’Italia è il perno su cui l’Europa continentale, ma soprattutto la Germania cerca di costruire il suo predominio sulle nazioni del Mediterraneo, per questo ci è stato imposto il governo Monti, non si possono permettere che l’Italia faccia qualcosa che per loro sarebbe irreparabile ma salvifico per il Popolo Italiano.

Per questo v’invito a votare il MoVimento 5 Stelle che è l’unica speranza che ci rimane, oltre la quale resta la deriva regressiva e paranoica del fascismo, che come già in passato si oppone allo strapotere finanziario in ragione della centralità di uno stato autoritario e verticistico e sappiamo dove ci porterebbe un tale percorso.

Bernardo Luraschi

La fotografia è stata da me scattata il settembre scorso a Karpatos isola del Dodecaneso, Grecia

Link Originale: http://periferiaoccidentale.wordpress.com/2013/02/06/025-un-amico-mi-ha-chiesto/

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