Perché, per un bel po’, le imprese italiane non vedranno una lira (secondo Uriel)

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Ogni tanto, le cose spiegate da Uriel Fanelli sono dannatamente chiare.

Ed a me serve un Malox.

Il credito in Italia. Perche’ manca.

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Una domanda che mi arriva , dopo il post sul buyback, e’ come mai dopo l’abbassarsi dello spread il credito alle aziende non sia tornato. Sia chiaro: ho detto che il buyback sia una pessima pratica perche’ sarebbe meglio prestare i soldi alle aziende piuttosto che prestarli allo stato, e ho detto che contribuisce alla decrescita del credito alle aziende, ma non e’ la sola cosa. Se vogliamo prendere il fenomeno, allora dobbiamo mettere in campo altri parametri, oltre al famoso “spread”.

La prima domanda che potremmo porci e’ se le banche abbiano soldi e che cosa ci stiano facendo. E’ vero che molti dei soldi avuti con l’ LTRO sono stati spesi per l’acquisto di titoli di stato, ed e’ anche vero che con la loro stabilizzazione sul mercato tali titoli sono scambiati oggi prevalentemente nel mercato europeo, ove l’assalto con i CDS e’ meno probabile per via dei divieti di vendita allo scoperto.

Tuttavia, non tutti i soldi presi dalle operazioni LTRO sono stati spesi per comprare debito pubblico. E qui c’e’ il primo punto. Se esaminiamo un indice preciso, che si chiama ECBLDEPO , notiamo che attualmente le banche europee tengono in deposito presso la BCE circa 400 miliardi di euro. Questo significa che le banche europee i soldi li hanno ECCOME. Ne hanno 400 miliardi, che potrebbero investire quando vogliono finanziando le imprese.

Chi dice che le banche non diano credito perche’ i tassi sono alti per via dello spread mente sapendo di mentire. Le banche hanno ottenuto all’ 1% fior di soldoni, li hanno chiesti ed ottenuti in prestito, e ne tengono 400 miliardi FERMI nel deposito overnight della BCE.

In particolare, facendo le dovute quote, le banche italiane dispongono di circa 70 miliardi di euro che potrebbero investire DOMANI finanziando le imprese italiane. Hanno i liquidi, LI HANNO PAGATI POCO, ma li tengono fermi nel deposito overnight.

A questo punto la domanda e’ : perche’ diavolo non vogliono lavorare, ovvero guadagnare?

Paese per paese, potremmo menzionare numerose ragioni. In Francia perche’ Hollande ha promesso un interventismo pubblico che rischia di cancellare aziende nelle quali le banche potrebbero aver investito. Inoltre gli LTRO sono troppo corti nel termine rispetto al rientro di grandi progetti. In Germania perche’ con le banche locali il credito non e’ mai davvero venuto a mancare, ed il mercato e’ essenzialmente saturo. Inoltre tradizionalmente il piccolo imprenditore tedesco non ama chiedere soldi alle banche, preferisce farsi pagare cash. Ogni paese ha le sue motivazioni, ma suppongo voi vogliate sapere dell’ Italia. Che cosa blocca il credito alle PMI italiane?

Per prima cosa, il quadro normativo. Se siete una banca e volete far del credito, quello che farete e’ chiedere un bilancio ed uno stato patrimoniale. Il guaio e’ che per potervi fidare dei bilanci, dovrete pensare che per qualche motivo i bilanci dicano il vero. C’e’ un piccolo problema, pero’: da qualche tempo, un certo governo ha completamente depenalizzato il falso in bilancio, a meno che con un fallimento fraudolento non si danneggi un creditore.

Il guaio e’ che usando i fidi sono milioni le aziende che non falliscono mai. Tuttavia, forniscono di continuo bilanci falsi o perlomeno “cosmetici” alle banche. Il guaio delle banche e’ che il meccanismo della leva bancaria funziona bene a seconda della “qualita’” del credito, e dopo il 2008 e la crisi dei titoli “tossici” non vogliono piu’ credito di bassa qualita’.

Il guaio e’ che la mancanza di punizioni adeguate premia l’imprenditore che sia bravo a falsificare o abbellire i bilanci, e nel tempo la proliferazione di questa pessima pratica ha messo le banche italiane in guardia: quando chiedono il rientro di crediti in sofferenza, ottengono nella media il 10% del credito. Di tutti gli “asset” nello stato patrimoniale, il 90% sono completamente FALSI o inesigibili per qualche motivo.

Anche nel caso di aziende di dimensioni piu’ grandi e/o di finanziarie e fondazioni bancarie, si pone sempre il problema della credibilita’ dei bilanci. Un certo governo ha permesso agli enti finanziari (come le finanziarie che fanno leasing -essenziali per chi compra macchinari industriali) di mettere a bilancio titoli ed asset al valore giornale di acquisto. Significa che la tale finanziaria aveva tra le attivita’ del proprio bilancio, diciamo 500 milioni di titoli di Unicredit, comprati diciamo quando valevano 5 euro. Oggi che valgono 0.5 euro, queste finanziarie possono continuare a tenerli nello stato patrimoniale come se valessero 5 euro.

Il 40% delle finanziarie italiane , se compilasse un bilancio senza questi trucchi, sarebbe fallita. Una legge – fatta per salvare alcuni bilanci comunali che erano stracolmi di questa merda – ha permesso ai furbi di prevalere sugli onesti per qualche tempo. Ma queste finanziarie compravano soldi da banche o su diversi mercati *bor, e oggi le banche hanno chiuso i rubinetti mentre i mercati *bor sono vuoti.

In definitiva, le banche italiane non prestano soldi a PMI e alle finanziarie che di solito trattano leasing di macchinari per le PMI in quanto pensano, detto come va detto, che le PMI siano un branco di truffatori dai bilanci falsificati e che le finanziarie (presso cui le PMI si servono) siano dei ciarlatani ancora peggiori.

Questo non e’ legato ad una questione di onesta’ e di cultura. E’ che legalizzando la falsificazione di bilanci si e’ di fatto creata una Jungla nella quale i piu’ bravi ed esperti nel falso hanno prevalso sugli altri e si sono moltiplicati come cavallette. E permettendo la messa a bilancio di titoli finanziari dal valore decine di volte superiore al valore attuale – come capita ai titoli delle banche italiane – hanno permesso la sopravvivenza di aziende che dovevano invece chiudere.

In questo modo, le banche sanno che il 70% dei prestiti andrebbero a finire in mano ad aziende che, in caso di richiesta di rientro, non sono solvibili neanche facendo salti mortali.

Esiste quindi un gigantesco problema di quadro normativo, che ha permesso anni di vacche grasse ad enti che altrimenti avrebbero i libri in tribunale. Ma col 2008 e la crisi dei subprime chi godeva della legalizzazione del falso in bilancio e’ diventato un appestato, e con la crisi del credito sovrano chi aveva goduto della possibilita’ di mettere a bilancio asset al valore di acquisto ha iniziato a puzzare un bel pochino.

Il secondo fattore e’ il disastro del mondo *bor.

Negli anni sono stati fatti prestiti e acquisti di soldi da vari mercati, come Eurlibor. Ma i recenti scandali hanno mostrato che tali mercati avevano i tassi truccati. Anche tralasciando la consistenza reale dei contratti fatti avendo come riferimento degli indici falsificati – problema al quale la UE si appresta a trovare la soluzione mediante un indice ufficiale – , questi mercati si sono fermati completamente.

Perche’?

Il primo punto e’ stato che a fronte della falsificazione del mercato finanziario piu’ importante d’europa, le autorita’ britanniche hanno reagito con sanzioni ridicole. E’ chiara la completa assenza di vigilanza sulla City, e quella che diceva di essere la finanza piu’ professionale del mondo ha mostrato di essere un grosso bluff sostenuto da una immagine perlomeno romantica del mondo anglosassone. I greci facevano le statue bianche e a Londra c’e’ un tradizionale rigore dovuto all’etica calvinista. Yawn.(1)

In secondo luogo le banche non si scambiano piu’ soldi perche’ alla fine le vicende bancarie europee rendono impossibile fidarsi dei colleghi. Guardate la vicenda spagnola. Di quanto avevano bisogno le banche spagnole per salvarsi? Inizialmente 14 miliardi. Poi hanno fatto i conti e hanno detto almeno 40. Oggi si parla di 90-100 miliardi.

Ora, se io chiedo a mia figlia di 5 anni quanto fa 9+6, e prima mi risponde 14, poi mi risponde 40 e alla fine va a 90-100, io inizio a scaldarmi. Immaginate che bella impressione faccia sapere che la valutazione dei debiti e delle passivita’ sia soggetta a… un fattore 10 di errore! Passi se sbagli e mi rispondi che 9+6 fa 14, ma se poi ti correggi dicendo 40 e poi dicendo “dai 90 ai 100”, significa che non hai idea dei numeri.

Lo stesso potrei dire delle vicende irlandesi e dei fallimenti bancari portoghesi. Insomma, le banche stesse hanno introdotto una serie di bizantinismi di bilancio per i quali , non appena si apre il coperchio, appare chiaro che sotto ci sia di tutto e di piu’. Sinora queste porcherie venivano avallate della banche centrali, che anzi fornivano quasi una consulenza su come nascondere la polvere sotto il tappeto. Il guaio e’ che ormai i tappeti sono cosi’ stracolmi di polvere ed immondizia che occorre un 4X4 per camminarci sopra. Ma con la nuova autorita’ centralizzata, si sa gia’ che qualcuno saltera’. Chi? Unicredit? San Paolo? MPS? Non si sa ancora. Ma di certo e’ meglio non prestare soldi.

E quindi, le banche faticano a prestarsi i soldi tra loro, col risultato che i circuiti interbancari soffrono. E per far fronte ad eventuali richieste di liquidita’, che non potrebbero esaudire chiedendo prestiti sui mercati ormai bolliti, le banche preferiscono tenere i soldi presso la BCE.


La crisi del mercato immobiliare italiano.

Gran parte dei fidi e dei crediti in Italia non sono garantiti da un capitale sociale liquido, ma da firme dei soci sostenute da proprieta’ immobiliari. Il problema e’ c he oggi il mercato italiano e’ saturo, e per vendere una casa occorrono mesi se non anni. Detto questo , il governo ha annunciato che si appresta a vendere beni del demanio, tra cui immobili, per almeno 100 miliardi di euro, soffocando ancora di piu’ la domanda.

Se in Germania per fondare una Srl, (GMBH) occorre che ogni socio ci metta 25.000 euro, e quindi il capitale sociale esiste,(2) in Italia adesso la fondate con un euro. Fantastico, ma questo richiede che i soci mettano firme personali, e le firme personali sono quasi sempre garantite da immobili, dal momento che i soci provvedono a spostare fuori vista eventuali liquidita’ se devono fare del male.

Ma il problema allora diventa un problema di mercato: in una situazione ove le case si vendono solo in tempi lunghi, una solvibilita’ e’ poco ipotizzabile. E di conseguenza, le banche credono molto , molto, molto meno alle garanzie immobiliari.

La giustizia inaffidabile.

In caso di contese , qualsiasi atto giudiziario e’ letteralmente impossibile da gestire. Questo significa che, anche qualora un’azienda avesse un bilancio solidissimo e un sacco di fatturato, e’ impossibile prevedere o garantire che i pagamenti saranno quelli pattuiti.

Non esiste la possibilita’ di ricorrere in tribunale in caso di mancato pagamento, di ritardato pagamento, di consegna difettosa. E’ meglio un accordo verbale. In questo modo, per una banca e’ difficile stimare la “bonta’” di un parco clienti. Magari la PMI cui presti i soldi ha solo clienti che pagano poco o male, e gestiscono il rapporto male o peggio.

Inoltre, con una giustizia inaffidabile, e’ nato un sottobosco di truffatori e gente col “fallimento in proprio” molto facile, che possono colpire in qualsiasi momento qualsiasi azienda cui si e’ fatto un prestito. In caso di fallimento, entra in gioco una festa di squali dalla quale le banche tirano fuori qualcosa solo dal povero cristo che fallisce senza volerlo.

Ma la gran parte dei fallimenti “in proprio” e’ fatta da fallimenti voluti, progettati, e progettati proprio per non lasciare nulla alle banche. E una giustizia bizantina fa si che se l’imputato ha un parente giudice o e’ della stessa loggia del giudice, persino la banca resta a mani vuote.

Cosi’, ci sono quattro elementi che concorrono a bloccare il credito.

Quello cui il governo potrebbe mettere mano e’ il sistema normativo, avendo pero’ in mente che se si riformasse la normativa di bilancio , una grossa fetta di aziende, PMI e finanziarie varie andrebbero diritte in tribunale.

Inoltre il governo potrebbe mettere mano alla giustizia, ma il risultato sarebbe un’altra mani pulite che spazzerebbe via il governo.

Questi due fattori difficilmente verranno risanati nel breve periodo. Quindi, non vedo la ripresa del credito a breve. Forse un miglioramento lieve, ma sono scettico.

Sul problema dei mercati *-bor ci sta lavorando la UE, e presto dovrebbe prendere piede un indice “made in BCE” che prenda anche giuridicamente il posto dei vari *-bor con cui sono stati stipulati i contratti in atto.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, anche qui dovrebbe essere la politica a fare qualcosa, dicendo “la popolazione non cresce, ergo non si fanno case nuove se non abbattendo quelle vecchie”. Tenendo costante il numero di case, probabilmente si potra’ migliorare qualcosa sul mercato.

Ma attualmente la politica e’ fatta da immobiliaristi (Berlusconi, Casini/Caltagirone, Bersani/le Coop edili per elencare i casi piu’ eclatanti ), e quindi non e’ pensabile che avvenga una riforma del genere.

Cosi’, sulle 4 riforme che necessitano perche’ le PMI abbiano credito, solo una verra’ fatta dalla BCE, e le altre tre non sono NEMMENO NEL CALENDARIO POLITICO.

Quindi sono MOLTO scettico sulla ripresa del credito. Le banche italiane i soldi LI HANNO, ma continueranno, IMHO, a tenerli nel deposito overnight della BCE.

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