Mano invisibile

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Alla voce “Mano invisibile” su Wikipedia, tra l’altro troviamo:

La mano invisibile è una metafora creata da Adam Smith per rappresentare la Provvidenza, grazie alla quale nel libero mercato la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe tendenzialmente all’interesse dell’intera società e tenderebbe a trasformare quelli che costituiscono “vizi privati” in “pubbliche virtù”.

Successivamente, dopo Léon Walras e Vilfredo Pareto, è stata normalmente intesa come metafora dei meccanismi economici che regolano l’economia di mercato in modo tale da garantire che il comportamento dei singoli, teso alla ricerca della massima soddisfazione individuale, conduca al benessere della società.

Nelle moderne teorie economiche, tuttavia, non viene più utilizzato il concetto di mano invisibile, in quanto richiede

1. Assenza d’asimmetria informativa

2. Concorrenza perfetta

entrambe impossibili nel mercato reale.…………………….

La mano invisibile nell’Economia del benessere

Il primo teorema dell’economia del benessere afferma che qualsiasi sistema economico perfettamente concorrenziale raggiunge un equilibrio Pareto-ottimale, ovvero una situazione in cui non è possibile incrementare l’utilità di un agente, senza ridurre quella di almeno un altro agente. Tale teorema, che sostituisce le leggi del mercato alle «inclinazioni naturali» di Smith, viene spesso considerato come una formulazione analitica della metafora della mano invisibile[2] La mano invisibile viene pertanto assunta, sia dai sostenitori che dai critici del liberismo e del neoliberismo, come il principio fondamentale di tali dottrine[3] Tuttavia, i lavori di Sen, Scarf, Debreu e Sonnenschein hanno dimostrato come tali teoremi siano falsi nei mercati reali, mancando il requisito della concorrenza perfetta. Restano utilizzabili per una teoria economica “matematicamente corretta”, sia la teoria dei giochi sia l’econofisica ove non richiedano ipotesi non presenti nel mondo reale. La scoperta delle esternalità mise definitivamente in crisi l’illusione della mano invisibile di Smith, dimostrando come il perseguimento dei fini individuali causasse dei costi nascosti che vengono scaricati sulla società, generando inefficienze che possono essere corrette solo con l’intervento pubblico (anche solo un intervento squisitamente legislativo).

Note

[2] Ad esempio: Bruna Ingrao e Giorgio Israel, La mano invisibile. L’equilibrio economico nella storia della scienza, ISBN 88-420-7977-4, Laterza, Bari, 2006

[3] Ad esempio tra i sostenitori l’ Adam Smith Institute (http:/ / www. adamsmith. org/ about/ ), tra i critici Joseph Stiglitz (http:/ / www2. gsb.

 

Alla voce “Esternalità” su Wikipedia  tra l’altro troviamo troviamo:

In economia una esternalità si manifesta quando l’attività di produzione o di consumo di un soggetto influenza, negativamente o positivamente, il benessere di un altro soggetto, senza che quest’ultimo riceva una compensazione (nel caso di impatto negativo) o paghi un prezzo (nel caso di impatto positivo) pari al costo o al beneficio sopportato/ricevuto.

L’esternalità indica dunque l’effetto di un’attività che ricade verso soggetti che non hanno avuto alcun ruolo decisionale nell’attività stessa. L’esternalità dipende da un’attività economica individuale, ma non è assimilata alle merci e pertanto è priva di un prezzo di mercato……………

 

Questi pochi dati che Wikipedia ci fornisce, ci consentono già di fare un ragionamento concreto:

  1. Il libero mercato è privo di concorrenza perfetta e d’asimmetria informativa a dimostrazione di ciò, chi è ricco e potente lo diviene sempre di più, escludendo i meno forti dal mercato.
  2. In queste condizioni, il mercato è tale da non lasciare spazio a nuovi ingressi, salvo il caso di operatori ricchi e potenti che decidono di inserirsi in nuove attività.
  3. I soggetti forti del mercato utilizzano l’accesso privilegiato alle informazioni, per proiettare i loro interessi a medio e lungo termine, individuando le esternalità negative e positive per poterle usarle a proprio vantaggio.
  4. Normalmente le esternalità negative sono scaricate sulla collettività (oneri di smaltimento dei rifiuti, recupero e bonifica degli spazi industriali dismessi, costi sociali da inquinamento, aumento dei costi delle materie e/o del lavoro, ecc.), mentre le esternalità positive sono incamerate dai soggetti forti (diminuzione dei costi delle materie prime e/o del lavoro, arrotondamenti contabili, ecc).
  5. Allo stesso modo i soggetti forti agiscono influenzandolo il potere nelle scelte normative, in modo che siano a loro vantaggio (gli elitisti e i neoelitisti, trovano facilmente un accordo). Spesso tali normative sono giustificate secondo principi di progresso e razionalizzazione (assicurazioni obbligatorie, divieto d’uso del denaro contante oltre una data cifra, divieto di circolazione di certi veicoli inquinanti, Incentivi pubblici all’acquisto, approvazione di grandi opere pubbliche, inserimento di un farmaco nel prontuario medico, obblighi a titolo oneroso di adeguamenti normativi per i cittadini, ecc).

A questo punto ognuno può fare i ragionamenti che vuole, ma certo il libero mercato non agisce nell’interesse della collettività, e anche la sbandierata libertà di fare e di acquistare si risolve in una mera illusione per la maggioranza dei cittadini, che non sono in grado di pagarsi ne il fare ne l’acquistare, mentre i diritti sociali vengono sempre più privatizzati, finendo tra le merci del libero mercato che come diceva Adam Smith  nel “La ricchezza delle nazioni, 1776” « Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti del loro stesso interesse. Noi ci rivolgiamo, non alla loro umanità ma al loro amor proprio, e non parliamo loro delle nostre necessità ma della loro convenienza. », è chiaro che chi si trova nel bisogno con tali personaggi, avrà ben poco da sperare, specialmente se povero e bisognoso d’assistenza.

Bernardo Luraschi

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