Le tre P di Politica (che in realtà sono 6)

14.11.12

Il mio impegno su questo sito è giustificato dall’intento di contribuire alla creazione di un nuovo modo di fare politica.

Pensandoci bene, non è esatto dire “nuovo modo”.

I nostri nonni, quando hanno ricostruito questo paese scrivendo una splendida carta costituzionale, già sognavano una comunità dove si facesse politica in questo modo.

E per questo avevano combattuto.

E si erano barcamenati nei giochi di potenze enormemente più grandi di loro.

Ed avevano vinto.

Ora la palla sta a noi.

Don Tonino Bello, in un suo testo meraviglioso intitolato “Il Vangelo del Coraggio”, ha parlato delle tre P della politica.

In realtà, le P della Politica sono 6: tre maiuscole e tre minuscole.

Tre P che ne costituiscono il fondamento e tre p che ne costituiscono la nemesi.

Le tre P che ne costituiscono il fondamento sono
– la P di Parola;
– la P di Progetto;
– e la P di Protesta.

Le tre p che ne costituiscono la nemesi sono
– la p di pancia;
– la p di prodigio;
– e la p di potere.

pancia e Parola

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.
Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

La fame è condizione umana, il bisogno di fagocitare quanto ci circonda è roba da bestie, il possesso di un sogno di felicità comune che ci permetta di “vedere oltre” è invece una grazia riservata agli spiriti più liberi.

Per me, questo sogno è stato definito circa 2000 anni fa dalle parti di Israele, ma altri sognatori non cattolici sono stati capaci di sogni diversi ma, a loro modo, ugualmente belli.

Dal punto di vista meramente essenziale, il sogno è molto meno importante dell’atto stesso di sognare come le risposte sono molto meno importanti delle domande che le hanno generate.

L’anelito alla “Pace in terra per gli Uomini di buona volontà” è quello che fa la differenza tra un Costruttore di Pace ed un vile, abulico, mercenario.

prodigio e Progetto

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

Quando si mette una moneta in una slot machine, il sogno è quello di essere sommersi da un mare di monetine.

La domanda che si fa assai di rado è “sarebbe giusto che io vinca?”

Sarebbe giusto?

Mi farebbe bene?

Cosa genererebbero tutte quelle monetine? Felicità? Amore?

Parlando di politica, il desiderio di ottenere qualcosa senza merito è la trappola di ogni militante.

Come ci piacerebbe se, senza che un nostro dito si muova, tutti i nostri problemi venissero risolti e noi ci si possa accoccolare in un piacevole mondo protetto.

Ciò non accade mai.

Non può accadere.

La Libertà e la Giustizia sono frutti che non possono essere concessi: possono essere solamente conquistati (prima) e difesi (poi).

Vent’anni fa, il Caimano ci promise un “nuovo miracolo italiano” e le luci delle slot machine ci hanno ammaliato.

Le monete che ci ha chiesto in cambio erano due: su una c’era scritto Libertà, sull’altra c’era scritto Giustizia.

Non ci siamo fatti nessuna domanda. Abbiamo messo le monete nella slot machine. Ed ora non abbiamo più nulla da difendere e ci rimane solo l’opzione di riconquistare.

E non si tratta nemmeno di una conquista che può essere fatta per delega.

Per questo, per quanta fatica ci costi, dobbiamo aderire al Progetto di un qualche mondo migliore e trasportare, uno ad uno, tutti i mattoni che ci vengono messi in mano.

E dobbiamo persino tollerare il rischio di aver aderito al progetto sbagliato trovando, nel profondo dei nostri cuori, il coraggio di rialzarci e ricominciare da capo.

potere e Protesta

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Il desiderio di potere è ciò che più fa male alla società in quanto il potere che viene desiderato non è il potere di fare ciò che è giusto: il potere che genera desiderio è l’arbitrio ovvero la possibilità di fare ciò che è sbagliato (e farla franca).

Contro questo potere, che riempie la nostra società come la spazzatura riempie le discariche, la nostra arma più affilata è la Protesta.

La Protesta (che spoglia le pudenda di re vestiti di squallidi veli) nasce dal coraggio di continuare a guardare in faccia la verità.

Guardare la verità in faccia non è mai piacevole, in quanto ci fa prendere atto del fatto che il male è tale anche quando ci conviene ed un seme di male sta anche dentro di noi.

E guardare la verità in faccia non è mai rilassante in quanto implica la consapevolezza che c’è sempre una speranza e, di conseguenza, non c’è mai una giustificazione che ci permetta di smettere di combattere.

D’altro canto, guardare la verità in faccia frantuma, nel momento stesso in cui lo si fa, le catene che ci cingono i polsi. Ed è solo questione di tempo.

Perché l’unione di Verità e Libertà generano la Protesta, e la Protesta non può che confluire in una Resistenza assoluta ed invalicabile, non necessariamente convergente in un’opposizione fisica continua, ma inflessibile nel denunciare il fatto che mai il male è male e non ha mai prodotto alcun Bene.

Neanche quando ci conviene.

E neanche quando ci farebbe togliere qualche sassolino dalla scarpa.

Però, a un certo punto, bisogna prendere una posizione.

La mia è questa:

– la Politica delle tre P maiuscole è quella che voglio si faccia;

– la politica delle tre p minuscole è quella a cui mi voglio opporre.

2 pensieri su “Le tre P di Politica (che in realtà sono 6)

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