La non-notizia che parla d’amore: Don Santoro battezza i figli di due omosessuali.

Pensieri d'amore - Thought of love

La non notizia

Stavo facendo l’ennesimo articolo di tema politico quando sono incappato su un articolo intitolato “Don Santoro battezza due gemelli di una coppia omosessuale” e sito all’indirizzo http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/battesimo-omosessualita-chiesa-21093/.

Mi sono reso conto che, in questi giorni, a forza di parlare e leggere di politica, il mio cuore correva il rischio di inaridirsi a seguito di un tanto prolungato contatto con la meschinità e la pochezza dei contenuti di questa campagna ed, al tempo stesso, mi sono reso conto di aver una grande voglia di parlare d’Amore.

Per questo motivo, l’articolo sulla politica lo leggerete nei prossimi giorni mentre oggi voglio parlarvi di un sacerdote che fa il suo dovere.

Ma iniziamo dalle (non)notizie che sono essenzialmente due.

La prima è che Don Santoro battezzerà due bambini che sono allevati da una coppia di gay sposatisi negli USA.

La seconda è che Don Santoro fa partecipare le coppie gay ai cosiddetti “corsi di preparazione al matrimonio” (senza però che questi corsi permettano alle coppie gay di accedere al matrimonio cristiano).

 

Due bambini vengono battezzati

Partiamo dalla prima notizia: due bambini vengono battezzati.

Scusate, cosa c’è di strano?

Qualche trombone mi risponderà che sono “figli di gay”.

Embè?

Da cattolico riconosco il fatto che i bambini sono tutti figli di un padre e di una madre e, di conseguenza, i due bambini sono figli di Davide Sapienza (uno dei due tutori omosessuali) e di una signora che si è resa disponibile ad una «gestazione di sostegno».

L’altro tutore, Luciano  Tanganelli, è per me un cittadino che si è reso disponibile all’adozione di un altro essere umano e del concorso alla sua formazione e crescita (ovvero ad un atto di dono di sé stessi ed amore assoluto nei confronti del prossimo).

Premettendo che ritengo che i due tutori avranno grosse difficoltà a garantire un bilanciato sviluppo psicologico dei bambini (che necessita della presenza di una figura materna) mi chiedo per quale motivo Don Santoro si sarebbe dovuto opporre al battesimo dei due bambini.

Per quello che capisco della religione cattolica, se un sacerdote rifiutasse il battesimo ad un bambino agirebbe in senso contrario alla sua missione nel mondo che è quella di proclamare l’amore di Dio per gli uomini.

Inoltre la sua sarebbe una contro-testimonianza capace di allontanare dalla Chiesa i bambini, i genitori, e tutti quelli che vengono in contatto con la notizia.

Infine, sarebbe un atto inutile in quanto, in caso di totale rifiuto da parte dei ministri autorizzati, chiunque può amministrare questo sacramento.

Nel continuo invito ad andare alle fonti, vi invito a leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica di cui si riporta uno stralcio.

V. Chi può battezzare?

1256 I ministri ordinari del Battesimo sono il Vescovo e il presbitero, e, nella Chiesa latina, anche il diacono. In caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l’intenzione richiesta, può battezzare, utilizzando la formula battesimale trinitaria. L’intenzione richiesta è di voler fare ciò che fa la Chiesa quando battezza. La Chiesa trova la motivazione di questa possibilità nella volontà salvifica universale di Dio e nella necessità del Battesimo per la salvezza.

 

La manipolazione insita in questa notizia

Per questo motivo, probabilmente, il messaggio nascosto in questo articolo è veicolato soprattutto dal fatto che questo articolo sia stato scritto e sta venendo diffuso.

Infatti, se si da retta alle teorie di Noam Chomsky, il contenuto emozionale di una informazione e più persistente di quanto comunicato in via verbale ed, in questo particolare caso, la notizia da cui è partito questo articolo ha un solo contenuto.

E questo contenuto è manipolatorio e falso.

Il fatto di scrivere in un articolo che Don Santoro ha battezzato due figli di due gay fa percepire questo fatto come eccezionale: questo è un falso clamoroso ed una manipolazione in quanto, implicitamente, accusa la Chiesa di un atto manifestamente malvagio ed anti evangelico quale il rifiuto del battesimo a seguito di inesistenti “colpe ereditarie”.

Questo blog esiste anche per  proteggere i suoi lettori da queste forme di manipolazione.

 

Parlare d’Amore ai Gay

Ma passiamo alla seconda notizia.

Don Santoro, invita i gay alle catechesi di preparazione al matrimonio.

Questi incontri, erroneamente considerati come un semplice ticket per l’accesso al matrimonio in chiesa, sono occasioni nelle quali si parla di Amore e della vocazione ad un percorso cristiano che porta alla ricerca di Dio attraverso il quotidiano confronto con una persona diversa da noi ma, come noi, fatta ad immagine e somiglianza di Dio.

Questo percorso prevede l’unione con una persona di sesso diverso in quanto questa differenza, nella comune somiglianza con il Padre, è il motore di questo particolare percorso spirituale.

Se ne deriva il presupposto che chi non si senta chiamato a questa unione con persone di sesso diverso debba seguire percorsi differenti (e quindi non accedere al sacramento del matrimonio).

Ciò non vuol dire che le catechesi sull’Amore, sul sacramento matrimoniale e sul cammino spirituale legato al matrimonio, siano in alcun modo dannose per single, omosessuali, coppie che non sentano questa vocazione, nonché sacerdoti o altre persone legate, per esempio, da un voto di celibato o castità.

Naturalmente, coloro che non hanno i requisiti per seguire il percorso matrimoniale non potranno accedere al sacramento, che è un rito proprio della Chiesa cattolica che, come tale, non deve essere soggetto in alcun modo al gradimento o all’approvazione di persone che non condividono questa religione.

Ma è ugualmente evidente che una maggiore conoscenza dell’Amore, in tutte le sue forme, non è mai dannosa per la crescita umana.

Ecco quindi che anche questa non-notizia può essere sintetizzata dalla presa d’atto che Don Santoro è un buon cattolico che sta cercando di onorare la sua vocazione sacerdotale e pastorale fornendo a tutte le anime a lui affidate gli strumenti per il percorso spirituale che le accompagnerà nella loro vita.

Proprio come Gesù ha detto di fare.

5 pensieri su “La non-notizia che parla d’amore: Don Santoro battezza i figli di due omosessuali.

  1. Maria

    Luciano Tanganelli può essere tranquillamente definito “padre adottivo”. Un tutore mica adotta il figlio del compagno. Quei bambini avranno due padri: uno biologico e uno adottivo.

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  2. Guido Autore articolo

    Certamente!

    Sai Maria, io non sono un giornalista e gli articoli che scrivo non sono perfetti…

    Spero comunque che, quanto volevo dire, sia in qualche modo passato.

    Ciao

    Guido

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  3. paola faravelli

    Ciao Guido, il tuo articolo mi è piaciuto tantissimo.
    Ultimamente non facevo che leggere parole tristi, di intolleranza, scritte da chi, viceversa, avrebbe dovuto divulgare religione [cattolica], con conseguente immediata ritorsione dei portatori sani dell’antitetico pensiero.
    Io sono per la libertà di culto e di qualsiasi genere di atteggiamento che non rechi danno al prossimo.
    Il tuo è un articolo di apertura e speranza. Non esistono schieramenti opposti, solo idee differenti, che a volte si possono mischiare e trovare dei punti d’incontro, oppure no, ma sempre nel rispetto reciproco.
    Bravissimo!
    paola [non cattolica]

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    1. Guido Autore articolo

      Cara Paola, le tue parole mi fanno tanto tanto piacere.

      Infatti, ogni volta che si parla della religione cattolica e la si descrive come una religione triste professata da persone spaventate che vogliono giudicare il prossimo, si è completamente fallito e si è invece comunicato un messaggio anti-cattolico e fuorviante.

      Qualche volta, invece, le nostre parole riescono a comunicare quanto scritto nel Vangelo e ce ne accorgiamo perché ciò che viene percepito è libertà, speranza, inclusione e soprattutto Amore.

      Pace e Bene a te

      Guido

      Rispondi
  4. Pingback: la ricetta della felicità « il blog di paola faravelli

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