Il Vaticano e Monti. La Cei e Monti. Le forze anti montiane e quel minimo di intelligenza politica nel trattare con gli elettori cattolici.

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Mi apprestavo a demolire le consuete dichiarazioni trionfali dell’appoggio della Chiesa cattolica a Monti a partire dall’articolo del Fatto Quotidiano intitolato “‘Avvenire’ e Bertone, sì al sostegno a Monti. “Stimiamo il suo pensiero”“.

L’articolo mi era puzzato immediatamente di bufala in quanto l’Avvenire è il quotidiano della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, mentre Tarcisio Bertone è il Segretario di Stato Vaticano e, fino ad ora, è stato portatore di una concezione politica molto differente da quella della CEI.

Il primo passo è, come al solito, quello di andare alle fonti.

Ho trovato l’intervista al Cardinale Bertone all’indirizzo: http://news.centrodiascolto.it/video/tg1/2012-12-23/politica/le-parole-del-cardinale-tarcisio-bertone-merito-alla-difficile-situazi

Guardando l’intervista filmata, si nota l’inesistenza di alcun appoggio di Bertone a Monti.

Siamo quindi di fronte al classico esempio di fantascienza applicata alla politica con intenti manipolatori che andrebbero meglio approfonditi.

Molto più complessa è l’interpretazione del quotidiano Avvenire il quale, almeno a partire dal 7 dicembre di quest’anno (quando è stato pubblicato l’editoriale intitolato “Chi sacrifica i sacrifici“), appoggia decisamente la formazione di un nuovo esecutivo in mano a Monti.

Gli ultimi editoriali del direttore Marco Tarquinio (che trovate qui) lo dimostrano chiaramente come dimostrano chiaramente l’astio del direttore nei confronti sia de il Giornale che del suo proprietario (per tramite dei suoi familiari) Silvio Berlusconi.

L’Avvenire appoggia Monti: questo è un fatto. Ma cosa vuol dire?

Come d’uso, metto a disposizione tutti i frammenti di informazione a mia disposizione e propongo una mia conclusione invitandovi a crearvene una vostra.

 

Avvenire e la CEI

Il 75% del pacchetto azionario di Avvenire è di proprietà della «Fondazione di Religione “Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena”», organismo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

 

L’amore di Avvenire per il Giornale

Il 3 settembre 2009 il direttore di Avvenire, Dino Boffo, si è dovuto dimettere a causa di una polemica innescata dal quotidiano il Giornale di Vittorio Feltri che ha pubblicato notizie infamanti su Boffo poi rivelatesi infondate e ritrattate dallo stesso Feltri.

A Dino Boffo è succeduto il vicedirettore Marco Tarquinio . (Fonte Wikipedia)

 

La concezione politica della Cei e quella di Bertone

Se si crede al libro di Gianluigi Nuzzi, intitolato “Sua Santità – Le carte segrete di Benedetto XVI”, nella Chiesa cattolica sono presenti differenti idee circa il modo migliore, per i cattolici,  di partecipare alla vita politica.

Le due che ci interessano ora sono quelle della CEI e quella di Bertone.

La CEI propugna una partecipazione diffusa dei cattolici i quali dovrebbero impegnarsi in tutti i partiti promuovendo, all’interno di essi, le idee e azioni maggiormente coerenti con la nostra fede.

Il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano (e quindi interprete del pensiero del Pontefice), sembra maggiormente orientato verso la formazione di un “partito cattolico” che interpreti e convogli l’attività politica dei credenti.

La CEI appare maggiormente favorevole all’impegno diretto di Monti alla guida di un partito di centro.

Il Card. Bagnasco, che presiede la CEI, si è più volte espresso positivamente sulla persona di Monti senza però evitare di indicare ai cattolici la necessità di politiche diametralmente opposte a quelle montiane specialmente in ambito sociale e lavorativo.

Il quotidiano Avvenire esprime un appoggio a Monti decisamente più deciso a cui affianca una evidente ostilità a Berlusconi.

Il Card. Bertone, al contrario, non ha dato nessun appoggio a Monti ed il Papa, nel suo messaggio per la XLVI Giornata Mondiale della Pace (che trovate qui), ha prenso una chiara posizione contro il modello di sviluppo ed economia che Monti rappresenta.

I media mainstream hanno risposto al messaggio del Papa con una campagna mirata ad oscurarne i contenuti (descritta qui).

 

Le mie conclusioni

Parto dal presupposto che le campagne anti-berlusconiane di Repubblica, del Fatto Quotidiano,  del PD e dei cespugli, non siano campagne reali ma siano, al contrario, un teatrino mirato a tenere in piedi una contrapposizione apparente destra-sinistra da cui entrambe le fazioni si avvantaggiavano.

La CEI ed il quotidiano Avvenire, a partire dal 2009, sono stati i primi a dare il via ad una reale campagna anti-berlusconiana attiva ed efficace nei confronti dell’elettorato del PDL,  in quanto Berlusconi, con i suoi comportamenti immorali ed imbarazzanti, privava i cattolici di destra di un reale partito di riferimento.

Ne è risultato uno scontro di cui Dino Boffo ha fatto le spese aprendo una ferita che, probabilmente, si rimarginerà con la scomparsa di Berlusconi.

Questo scontro è molto più sentito dal quotidiano Avvenire, che fa riferimento ai cattolici di centro-destra, che dalla CEI la quale fa riferimento a tutti i cattolici italiani.

L’allontanamento di Berlusconi e l’insediamenti di Monti è stato quindi visto molto positivamente dalla quota parte di cattolici che fanno riferimento al quotidiano Avvenire.

Dato che anche questi cattolici vivono in Italia, l’entusiasmo si è smorzato con il progressivo dipanarsi delle manovre del governo Monti.

Il riaffacciarsi di Berlusconi sulla scena politica ha però allarmato questi cattolici ed il quotidiano Avvenire ha dato il via ad una campagna mirata a spostare il voto cattolico di destra sul partito “di Monti”.

L’Impero ha colto immediatamente l’occasione ed ha messo in campo tutti i suoi mezzi di comunicazione per far confondere la posizione di questi cattolici con la posizione di tutti i cattolici.

Il Pontefice, però, ha reso difficile questa operazione pronunciando parole molto difficilmente equivocabili e costringendo i media mainstream a menzogne spudorate e facilmente verificabili.

 

Il mio giudizio 

A mio avviso, Avvenire sta giocando con il fuoco in quanto spera di poter mitigare le posizioni montiane per mezzo di attivisti cattolici nel suo stesso partito.

Questa limitazione dei vertici di un partito per mezzo della base sarebbe stata forse possibile in una democrazia compiuta nel quale gli eletti si preoccupano della volontà degli elettori.

Nelle repubblica berlusconiana gli elettori sono ridotti a tele-votanti ed l’operazione di Avvenire rischia di risolversi in una iniezione di voti cattolici in un partito che porterà avanti politiche a-cattoliche (quando non anti-cattoliche).

A questo comportamento si affianca la masochistica esaltazione delle forze anti-montiane che hanno accolto, quasi con soddisfazione, la versione dei media mainstream senza considerare che ciò potrebbe comportare un allontanamento dei cattolici di sinistra e di quelli anti-montiani di destra dalle loro file.

A queste forze, mi permetto di ricordare che la cernita tra i voti di gente gradita ed i voti di gente non gradita (che ha quasi sempre escluso i cattolici) ha comportato la sconfitta della sinistra italiana negli ultimi trenta anni.

Gradirei  quindi che queste forze mi stupissero imparando qualcosa dal passato.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!