Il senso dei sindacalisti e della sinistra che non esiste più.

We're No Angels (Non siamo angeli) - film, con R. De Niro, S. Penn, D. Moore,  1989.

Faccio mie le parole di Debora Billi sul blog Crisis all’indirizzo http://crisis.blogosfere.it/2013/01/beppe-grillo-antifascismo-sindacati-e-la-finta-sinistra.html che scrive quanto segue.

No, basta. Basta davvero. Non mi importa di quel che dice Grillo, ma sono davvero stufa di leggere le indignazioni social di chi piagnucola sull’attacco ai santini. Va bene, compagni, vi do una brutta notizia: non siamo più nel 1975. E’ finita. La sinistra italiana non esiste più, e quelli che voi chiamate “valori” sono parole vuote usate solo per prendervi per i fondelli.

Orrore e scandalo? Scandalizzatevi pure. Vogliamo parlare di antifascismo, compagni? Eccomi: sono la prima a volerlo fare. Facciamo un piccolo test, pronti? Bene:guardate la Grecia. Guardatela bene. Leggete tutto quel che si dice della Grecia. Dei loro debiti, dei loro evasori, delle loro corruzioni, dei loro sprechi. E dopo, date un giudizio.

Se pensate che se la sono cercata, che “hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità“, che “è giusto che i debiti si paghino“, allora siete FASCISTI. Anche se votate per la finta sinistra italiana, complice di questo delirio, e vi sentite tanto “di sinistra” siete irrimediabilmente fascisti.

Se invece avete voglia di vedere i responsabili di questo scempio, dei vecchi che frugano nei rifiuti, dei malati di cancro abbandonati senza cure, degli operai schiavizzati, volete vederli appesi al pennone più alto o meglioprocessati a Norimbergaallora siete ANTIFASCISTI. Tutto qua.

Non c’entrano una mazza Casapound e altri invisibili pidocchi, oggi essere antifascisti significa ribellarsi al Terzo Reich che si sta dipanando sotto i nostri occhi. La Storia parlerà chiaro, e voi direte “ma noi non sapevamo, non capivamo”, esattamente come hanno fatto quegli altri, di fascisti.

Siamo nel 2013. Il mondo è un delirio. Un delirio di distruzione ambientale, delle risorse, dei diritti stracciati, da quelli sindacali a quelli umani, e voi state a coccolarvi muffosi e polverosi feticcisenza accorgervi di nulla. Ce ne sono altri di feticci da adottare, e faremmo meglio a sbrigarci.

E quanto ai sindacati, beh: guardatevi intorno. Se i vostri figli sono disoccupati, se voi siete precari, se la nonna ancora va a lavorare, se papà è cassaintegrato, se la mamma è stata licenziata sapete chi ringraziare. I sindacati, appunto, che hanno venduto i diritti che i loro stessi predecessori avevano contribuito a conquistare. Non mi frega niente che Landini “è tanto una brava persona”, il lavoro in questo Paese è in malora e ne consegue che NON C’E’ PIU’ nessun sindacato. Caro Grillo, non serve neppure eliminarli: si sono eliminati da soli.

E poi le fabbriche sotto controllo operaio, non c’è nulla di più di sinistra e di meno polveroso. L’hanno fatto in Argentina: hanno issato le bandiere rosse e si sono ripresi le fabbrichechiuse dai padroni fuggiti all’estero. Suona di sinistra parecchio, vero? O almeno, dovrebbe suonare… sempre se vi ricordate ancora qualcosa di quel che significano davvero sinistra e antifascismo.

Il dato di fatto è che anche io sto come Debora.

Non riesco più a tollerare le “accuse dei complici” di Monti, di Berlusconi, di D’Alema, di Prodi, di Casini.

Nella fattispecie, non sopporto le accuse dei “complici di sinistra” che, fingendo la parte dei moralizzatori, difendono a spada tratta lo status quo.

E dichiaro un dato di fatto: cari signori, la situazione si è troppo radicalizzata, le vostre facili maschere non vi coprono più!

Basta vivere nel mondo reale per rendersi conto che sono ormai decenni che voi state facendo di tutto piuttosto che fare ciò che è giusto.

Oramai, siete attuali come un cocchio a cavalli.

E siete utili come un cocchio a cavalli.

E’ tempo di accettare unicamente le parole di morale che sono suffragate da una condotta coerente.

E’ tempo di riconoscere il sabotaggio, il tradimento, la menzogna, e la piccolezza per ciò che sono.

E’ tempo di tornare al senso delle cose ed al senso delle nostre esistenze.

Ed in quelle esistenze sensate… per voi… non c’è decisamente più posto.

Un pensiero su “Il senso dei sindacalisti e della sinistra che non esiste più.

  1. bernardo

    Grazie d’esistere Debora Billi, già i fascisti, ma si sono accorti i vetero compagni o similcompagni che ormai i “fascisti” sono gli ex iscritti al Partito Comunista Italiano? Si ricordano i vetero sinistri o similsinistri, che l’Emilia Romagna fu uno dei cuori pulsanti del fascismo, che poi si fece tutta rossa (si ripulirono tutti alle spalle dei partigiani per poi escluderli dal potere, ma certo, costoro, i trasformisti, non sanno nulla della colpa metafisica di Jaspers)? Ma hanno mai letto Celine, Pound, sanno cosa scriveva sull’economia, hanno visto l’intervista che Pasolini fece a Pound (cercatela su YouTube è bellissima)? Dimenticano i vetero sinistri o similsinistri che nella guerra di Spagna massacrarono gli anarchici e per quello persero contro i fascisti. Ma soprattutto, non sanno più distinguere le classi, che sono solo due, quella che detiene il potere e quella del popolo che è dominato. Da qui cari sinistri o similsinistri occorre ripartire, e oggi tutti voi siete fiancheggiatori di un potere oppressivo, che in nome del denaro massacra interi popoli. Lo sapete voi stessi d’essere grigi, ormai morti dentro, tant’è che il vostro leader si affaccia dai manifesti con la faccia più triste che può, passando dalle maniche di camicia al completo impiegatizio, ma questo lo diceva già Giorgio Gaber nel 1980 in “Se io fossi Dio”, con la frase: “Che sian untuosi democristiani o grigi compagni del Pci…….”. Già vedo Fassino additarmi, con il suo scarno dito cardinalizio e ammonitore, per ricordarmi che così sono nate le Brigate Rosse. Si dimentica di ricordarci che hanno fatto comodo al potere e al riformismo di sinistra. Per quanto riguarda i sindacati, hai ragione non esistono più, si sono ridotti a organizzare gite, di quelle per vendere di tutto dalle pentole agli aspirapolvere, al massimo ti fan fare una gitarella che so da Piazza della Repubblica al Colosseo, un comizietto di trenta minuti e poi tutti a casa, contenti di aver battuto i pugni sul tavolo, bisogna pur dar qualche soddisfazione al popolo bue, tanto il biglietto lo paga lui, compresa la scorta con elmetti e scudi. Carissima Debora, hai ragione, non è più tempo dell’ignavia, e anch’io nel mio piccolo, ho preso a scrivere contro questa ignominia nel mio povero blog, sono una goccia nel mare, ma costoro i padroni del mare, si dimenticano che è fatto di gocce.
    Bernardo Luraschi

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