Elitismopoli 2

N.M.H.R.K.

In questo nostro tempo, dove le idee e la forma delle cose cambiano continuamente, spesso perdiamo il senso della realtà, che finisce per apparirci oltremodo complessa, viviamo così uno spaesamento che ci convince della nostra inadeguatezza. Non è così, occorre solo rimettere ordine nelle nostre idee, riscoprendo quei valori che furono alla base di quel progresso sociale che dall’illuminismo ci portarono a grandi conquiste sociali. Esistono tanti modi per intraprendere un tale percorso, e uno di questi è il gioco che da sempre è stato uno strumento di apprendimento e di maturazione sociale. Il mio è un gioco, un processo ludico, molto impreciso e talora contraddittorio, che mira essenzialmente a risvegliare alcuni processi logici ormai sopiti nelle nostre menti.

Durante il periodo nazista che duro dal 1933 al 1945, la Germania fu dominata da un potere assoluto e repressivo sia sul piano fisico che psichico, l’elitismo, il neoelitismo e il veteroelitismo si compattarono intorno a una religione, una mistica di stato che incentrava il suo credo sul dogma della superiorità razziale; il popolo tedesco fu schiacciato senza pietà da quel regime. In quel contesto il potere teoelitista ebbe un ruolo marginale.

Lo schema rappresentare approssimativamente i rapporti di forza di quel periodo.

Nel periodo dal 1922 al 1991, la Russia fu dominata da un regime comunista, che abolì la proprietà privata, sciolse il clero e disperse, imprigionò o giustiziò la nobiltà. In sostanza rimase unico arbitro del potere un elitismo di forte connotazione burocratica, dogmatico e di estrazione popolare e contadina. Per queste sue caratteristiche il regime fu molto più attendo di altri alle esigenze del popolo, pur limitando fortemente le libertà individuali (che sono poi quelle più utili ai ricchi, cioè a chi ne può fare libero uso).

Lo schema rappresentare approssimativamente i rapporti di forza di quel periodo.

L’Italia vive, dalla caduta del muro di Berlino, una serie di sconvolgimenti e assestamenti, che hanno completamente stravolto il suo assetto politico, istituzionale e sociale. La mappa del potere è completamente cambiata, l’elitismo si è sempre più allontanato dal mondo reale trasformandosi in una casta che guarda al modello veteroelitista, dove le segreterie possono tutto e gli iscritti e il popolo ben poco. Il neoelitismo è ormai l’elite dominante, mentre i veteroelitisti tuttora depositari di enormi capitali, si stanno sempre più trasformando in neoelitisti; la Chiesa perde sempre più potere accontentandosi di ruoli marginali. La popolazione è sottoposta a forti pressioni psicologiche e mediatiche, mentre la corruzione e la spinta al coinvolgimento economico sono fortissime. Si va creando un sistema che fatta salva la repressiva fisica, non ha nulla da invidiare a quello subito dai tedeschi nel regime nazista. Se ciò può sembrare eccessivo, basta pensare alla Grecia, alla disperazione, alla miseria, alla fame, ai morti per mancanza di cure e ai suicidi, a ciò che forse ci attende appena dietro l’angolo o se preferite appena dopo le elezioni. Esistono poi altri motivi per essere pessimisti, che saranno evidenti più avanti.

Lo schema rappresentare approssimativamente i rapporti di forza di questo periodo.

Il potere è affare dell’elite, e non deve essere delegato al popolo, anzi il potere è essenzialmente potere dell’elite sul popolo. Chiarito questo, può accadere talora che il popolo possa usufruire di vantaggi ed elargizioni dal potere, ma ciò avviene solo se l’elite ne ha un tornaconto diretto o indiretto. Spesso tali vantaggi sono elargiti a specifiche categorie e individui, in ragione di particolari interessi dell’elite.

Lo schema rappresenta la condizione del popolo, costretto a sostenere tutto l’apparato di potere sulle proprie spalle.

Come già detto nel post 18, “l’oggetto del desiderio” del popolo è assai diverso da quello dell’elite e non prevede il potere su gli altri. Nel momento in cui un uomo che appartiene al popolo, fa sua l’idea del potere, si rende servo dell’elite. Questo semplice concetto è spartiacque ineludibile tra gli uomini. Con il potere non si scendere a compromessi, perché corrompe e coinvolge.

Il popolo desidera la felicità, che è cosa diversa dal potere, essa dipende dalla soddisfazione delle necessità del vivere e dalla sicurezza dagli imprevisti dell’esistere, ambisce al sapere e all’informazione e pretende l’accesso diretto alla democrazia. Oggi tutto questo è tecnicamente possibile e in buona sostanza è quanto chiedono i movimenti e in particolare il Movimento 5 Stelle, infatti, essi non vogliono creare strutture elitiste, ma strutture orizzontali di rappresentanza diretta, in cui la comunicazione informatica diviene l’asse portante sia sul piano formativo e informativo che su quello dell’esercizio dei diritti civili.

Lo schema rappresentare approssimativamente il rapporto delle varie forze che agiscono nel piano della felicità.

In conclusione, storicamente e tecnicamente viviamo un periodo in cui sarebbe possibile un potere diretto del popolo volto alla felicità del vivere, che elimini definitivamente il potere delle elite. Di questo sono coscienti le stesse elite che temono un’eventualità del genere. Per questo, a mio giudizio, si è attivato un processo di estrema reazione, che mira alla restaurazione di un potere assoluto su una popolazione passiva e ricattabile. Gli strumenti di un tale processo sono:

  1. Precarizzazione del lavoro che porta gli individui a non aver più tempo libero e a regredire ai soli bisogni vitali (anche se la società e la tecnologia permetterebbero di lavorare pochissimo e in buone condizioni sociali), questo porta anche a un peggioramento della vita lavorativa e produttiva, che si trasforma sempre più in un meccanismo stritolante e improduttivo.
  2. Abbassamento del livello culturale generale, intervenendo sui programmi scolastici, ma soprattutto su la condizione di lavoro dei docenti, che stretti tra il ricatto della produttività e della precarizzazione, divengono docili strumenti di un’educazione di massa volta a sopire le coscienze più che a risvegliarle. A questo si aggiunga il lavoro metodico dei mass media e della pubblicità, i risultati sono tali per cui solo il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.http://italia2013.org/2010/05/31/il-problema-dellanalfabetismo-funzionale-in-italia/
  3. Sfiducia nelle istituzioni e indifferenza verso i processi democratici, che si realizza tramite una costante normalizzazione mediatica di azioni incostituzionali e antidemocratiche, atte a far passare nella massa il principio ineluttabile e ineludibile della perdita dei diritti. Ciò è volutamente enfatizzato da una casta politica e amministrativa impresentabili cui tutto è concesso.
  4. Dogmaticità della finanza, che ha preso l’aspetto di un Moloch cui tutto deve essere sacrificato e tutto è dovuto, non sapendo o non capendo, che poche leggi, facilmente emanabili, potrebbero distruggere in breve tempo e con pochissimi danni per il popolo questo colosso d’argilla, fatto di carta e di bit e non certo di carne, valore e lavoro.
  5. Esternalizzazione delle responsabilità, così: “Lo chiede l’Europa”, ci mette ben bene tranquilli, non si può far nulla o: “Lo vuole il mercato” contro cui egualmente non si può fare nulla.
  6. Concorrenzialità esasperata che mettendo in concorrenza realtà differenti senza tener conto di fattori di riequilibrio, crea una continua precarizzazione sociale che è incentrata nel concetto di cambiamento e riforma. Non si finisce di fare una riforma, che subito se ne progetta una successiva da applicare in tempi ancora più stretti, e tutti devono essere convinti riformisti, altrimenti non si è veri democratici.

Questi sono solo alcuni aspetti dell’attacco, che se continua in questo modo, ci porterà entro una cinquantina d’anni nuovamente in una società guidata da un’aristocrazia ereditaria, depositaria di un credo economico-tecnologico, che applicherà alle masse con tecniche burocratiche che le trasformeranno in ubbidienti automi.

Ma non preoccupiamoci troppo, difficilmente questo accadrà, in realtà mai nulla è pienamente riconducibile ai progetti umani, sempre degli imprevisti inaspettati mandano in fumo i sogni del potere, specialmente quando questo diviene folle e profondamente ingiusto. Il guaio è che da un tale percorso l’umanità ne uscirà comunque con le ossa rotte.

Bernardo Luraschi

 

Link originale: http://periferiaoccidentale.wordpress.com/2013/01/16/019-elitismopoli-2/

 

Nota di Guido

Bernardo Luraschi, sul suo blog Periferia Occidentale sta portando avanti una interessantissima analisi del potere e della politica.

Non è possibile, per ragioni di spazio, pubblicare l’intero blog ed, in fondo, non è nemmeno giusto.

Consiglio a tutti di bazzicare spesso il blog di Bernardo e di seguire i suoi pensieri.

Nel frattempo, ogni tanto, pubblicherò qualche articolo per il piacere di incuriosirvi.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!