Se i pirañas vi convinceranno a non andare a votare

cacciatore e preda

Se siete giovani, perché andare a votare? Il governo, e i partiti che lo sostengono, hanno l’invidiabile risultato di una disoccupazione giovanile ai massimi storici.

Ci siamo.

Come volevasi dimostrare, è iniziata l’operazione di allontanamento dei cittadini dal voto.

La notizia del giorno è piccola piccola: sui circuiti dell’informazione alternativa incominciano a cantare gli usignoli del non voto.

Faccio riferimento all’articolo di Carlo Bertani intitolato “Se siete” uscito sia sul suo sito che nel contenitore www.comedonchisciotte.org che garantisce maggiore diffusione ed impatto su un insieme di cittadini potenzialmente determinante alle prossime elezioni.

Ma iniziamo dall’inizio.

Abbiamo assistito all’affaire Lusi (PD) e ci siamo detti che era un caso: nella quotidiana operazione di “privatizzazione” dei fondi del partito, il tesoriere della Margherita, ha inviato a se stesso un assegno troppo corposo ed è caduto nelle maglie di controllo della Banca d’Italia.

Ci siamo detti che anche i migliori a volte sbagliano.

Poi abbiamo assistito all’inchiesta su Belsito (Lega).

Ci siamo detti che, in fondo, da persone raffinate come quelli della lega, non potevamo aspettarci di meglio.

Poi ci hanno dato in pasto Fiorito (PdL) e lì sono iniziati i dubbi.

Fiorito è evidentemente un servo fedele dell’apparato al potere… qualunque esso sia.

Ciò vuol dire che Fiorito serviva il PdL perché stava al potere nel Lazio ma, in caso di necessità, è difficile associarlo a struggenti crisi di coscienza in vista di un suo sicuro appoggio alla lista “Monti presidente, onestà, sobrietà, bene comune ed ottimi sentimenti”.

Un abulimico fagocitatore viene sempre comodo in quanto, alla bisogna, è disposto ad avallare ogni nefandezza purché lo si lasci continuare a mangiare.

Perché sacrificarlo?

A mio avviso, il phisique du role non deve essere sottovalutato.

Fiorito sembra fatto apposta per generare odio, schifo e ripulsa.

E’ stato gettato in faccia agli italiani pochi “giorni prima” delle elezioni in Sicilia.

I pirañas del livore hanno avuto parecchia carne da divorare ed il sangue ha iniziato a rendere torbida l’acqua dello stagno.

A cosa serviva quel sangue? Di certo,a rendere sempre più sovraeccitati i pirañas di cui sopra.

I commenti su internet e le chiacchiere da bar si sono spostati sempre più verso lo sdegno e lo schifo nei confronti della “politica”.

Si è parlato di mettere bombe, di rivoluzioni, di impiccagioni di massa, e di tutta una serie di amenità irrealizzabili ma efficaci nell’innalzamento di un muro tra i cittadini e le leve del potere.

Mentre a Bruxelles si proponevano medicine contro i fallimenti dell’Europa che proponevano “Più Europa”, nelle peggiori latterie di periferia (e sul tutto il Web in italiano) si affrontava la rottura del cordone ombelicale tra eletti ed elettori proponendo “meno politica”.

E qualsiasi voce dissenziente rischiava il linciaggio.

E nel frattempo si completava l’eliminazione di tutte le alternative di sinistra.

Nichi Vendola (SEL) veniva bruciato mettendogli la museruola nel momento in cui, se avesse attaccato il governo Monti, avrebbe potuto soppiantare il PD.

Dato che invece non ha provveduto ad attaccarlo, ne ha avvallato ogni politica ed ha così dilapidando ogni residuo di credibilità politica.

Di Pietro (IdV) è stato massacrato per mezzo di una puntata di Report che, di per sé stessa, era praticamente irrilevante.

Ciò che metteva a rischio l’ex magistrato era invece la bomba costituita da gentiluomini da lui ospitati nel suo partito fra i quali, evidentemente, Scillipoti non costituiva un’eccezione.

Ed ora, sempre nelle peggiori latterie di periferia e su tutto il Web in italiano inizia una campagna per il rifiuto della delega che si tradurrà in rifiuto di votare, in voto di schede bianche ed in voto di schede nulle.

Cosa c’è di male? – verrebbe da dire – in fondo in rete si dice tutto ed il contrario di tutto.

C’è di male che il 53 % dei siciliani non è andato a votare e, se vota la metà degli aventi diritto, ciò significa il raddoppio dell’efficacia delle consorterie di partito, dei voti di scambio, dei voti di mafia e dei voti in vendita.

Si tratta di una manna se c’è da fare lavoro sporco e, nel caso di Monti, si tratta già di un risultato da inserire nel palma res degli obiettivi raggiunti.

Vi ricordate infatti chi è Monti? Ce lo racconta Claudio Messora, su byoblu.com, quando lo descrive come

Burocrate europeo di lunga data, membro dell’unica Commissione Europea costretta alle dimissioni in blocco perchè nessuno dei commissari “poteva non sapere”, e soprattutto triumviro della Commissione Trilaterale, la potente organizzazione privata americana nata per volontà di Rockefeller con lo scopo preciso di superare le lungaggini delle democrazie parlamentari, perché (documenti alla mano) “le uniche democrazia che funzionano sono quelle dove la maggioranza del popolo rimane in apnea, ai margini del dibattito politico”.

Ecco quindi che, quando personaggi come Bertani propongono a cittadini-piraña di rinunciare al loro diritto di voto in cambio di qualche pezzetto di carne sanguinolenta, non si tratta più di una delle tante bizzarrie della rete: si tratta di una partecipazione, non sappiamo conscia od inconscia, al programma della Trilaterale.

Diventa quindi opportuno che altri cittadini, come me e come voi, dedichino il loro tempo per fare una campagna uguale e contraria.

Occorre dire a chiunque si degni di ascoltarci che è il caso di votare chi si vuole, ricordando che la rinuncia al voto significa mettersi in mano a persone con intenzioni decisamente poco piacevoli.

Occorre ricordare che non votare è uguale a votare Monti.

Non votare è uguale a votare Passera.

Non votare è uguale a votare Fornero.

E tenersi tutti quelli che ci hanno messo in casa i vari Lusi, Belsito, Fiorito e compagnia

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!