Quella tremenda paura di vedere ciò che non ci si aspetta

Primavera-Estate

Internet, come ogni strumento, non è mai neutrale.

Non lo è mai voluto essere.

È stata progettata per essere di parte al punto di agire attivamente per disarmare le nostre menti.

– Ma come? – Direte voi – Internet ci ha dato voce!

È vero. Ci ha dato voce. E lo ha fatto perché noi utilizzassimo quella voce in un modo ben preciso.

Avete, per caso, notato la difficoltà, su strumenti come Twitter e Facebook, ad inserire e leggere articoli lunghi e complessi?

Bene! Questa difficoltà è voluta.

Ed il risultato di questa operazione è che, dopo un decennio di Internet, la gente non è più capace di immergersi nella lettura.

Siamo diventati velocissimi a leggere: ma, al tempo stesso, non siamo più capaci, se non con grande sforzo, di andare oltre la superficie dei contenuti del testo che stiamo leggendo.

Ciò ha diminuito l’importanza dei dati di fatto riportati ed ha aumentato l’importanza delle “sfumature di colore” ovvero di tutta quella serie di meta-informazioni emozionali che, agendo sul nostro cervello in via subliminale, attivano sentimenti primordiali di paura, ansia, pace, e gioia e li collegano a determinati “ancoraggi”.

La comunicazione è stata ridotta a binomi immagine-emozione: Berlusconi-imbarazzo/vergogna, spread-ansia, Monti-sobrietà/saggezza, Chiesa-fastidio (di chi viene giudicato) e così via.

Questi binomi sono sempre e comunque mendaci: infatti sono, al tempo stesso, sia un invito a non pensare, che un invito a non ascoltare il nostro cuore.

Siamo diventati superficiali e, nonostante la nostra a bulimia di informazione, non riusciamo più a dedicare tempo alla correlazione tra le informazioni ricevute.

Non ci passa più per la testa l’idea di controllare la coerenza tra le informazioni contenute nello stesso articolo né di valutare autonomamente la bontà delle fonti.

Internet diventa così un mare magno di informazione dove non possiamo che affogare.

Chiunque può dire la sua e chiunque lo può smentire.

Chiunque può presentare una sua tesi e chiunque può argomentare contro di essa.

Di conseguenza, perché in essa sia uno strumento di conoscenza, è importante che chi lo utilizza sappia distinguere l’oro dal polistirolo dipinto di giallo.

In caso contrario, Internet diventa uno strumento di disinformazione.

Ma cosa è la disinformazione?

Socrate ce l’ha detto già da qualche anno, per questo, ha dovuto sorseggiare un cocktail a base di cicuta.

Si fa “disinformazione” convincendo la gente che sa già tutto quello che c’è da sapere e, al tempo stesso, inoculando la convinzione che, nel caso in cui l’idea pregressa si rivelasse errata, l’intera vita perderebbe ogni senso.

Il risultato è una estrema rigidità mentale a cui si affianca il terrore di vedere la propria identità devastata dall’evoluzione degli eventi.

Accecate da questa paura, le persone guardano di sfuggita la realtà con il solo scopo di trovare conferma per le idee che hanno in testa e di trovare argomenti per distruggere le idee opposte.

Dobbiamo opporci alla disinformazione: essa ci è nemica.

Ci è nemica in quanto, nella realtà, esistono più idee che esseri umani e, di conseguenza, l’odio per le idee è un ottimo veicolo per diffondere l’odio tra gli uomini.

Ci è nemica perché essa impedisce una crescita della nostra coscienza.

Ci è nemica perché, per renderci schiavi, basta che ci convincano che siamo tali ed, a quel punto, ci terremo strette le nostre catene solo per paura di dover cambiare idea.

Contro questa nemica, in questo Blog si farà sempre e comunque resistenza.

Nonostante lo strumento sia a noi avverso, cercheremo di usare internet per diffondere la curiosità, il coraggio di discutere, e la voglia di penetrare nella profondità dei concetti e nello spirito delle cose.

2 pensieri su “Quella tremenda paura di vedere ciò che non ci si aspetta

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!