Quelle famiglie che non piacciono al Papa

Non è mai finita

 

Ogni volta che il Papa pronuncia la parola “famiglia”, i media manistream hanno una reazione isterica e violenta che fa pensare alla presenza di un nervo scoperto.

E ciò è accaduto anche la scorsa settimana a valle del discorso del Papa dedicato agli operatori di Pace (che trovate integralmente qui).

E la frase del discorso del Papa che sembra aver maggiormente impattato l’immaginario della blogosfera sembra essere la seguente.

Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Questa frase è stata interpretata dai media mainstream con titoli tipo “Il Papa contro le nozze gay: offesa alla persona” (il Corriere della Sera), Il Papa: i matrimoni gay sono una ferita alla giustizia (Rainews) e Il Papa: «Matrimoni gay, un’offesa contro la verità» (Il Secolo XIX).

(E questa interpretazione è stata ampiamente trattata nel mio precedente articolo  intitolato “Il Papa, i gay, le occasioni perdute e la capacità di discernere il verosimile dal ridicolo.“)

Per i cattolici, che sanno ciò che il papa vuole dire perché ne discutono nei loro incontri, non si tratta di una frase contro i gay e si tratta, invece, di una frase contro l’impero.

Cercherò, nel seguito di renderlo evidente anche a voi.

I gay non metteranno mai a rischio la famiglia di tipo cattolico principalmente per due motivi.

Il primo è che sono pochi i gay in generale e, tra i gay, sono pochi quelli realmente intenzionati a farsi una famiglia.

Il secondo motivo è che, se tanto mi dà tanto, i piddini non gli permetteranno mai di avere un riconoscimento decente in quanto i gay sono troppo comodi politicamente come minoranza rumorosa ed oppressa.

Per questo motivo, finchè esisterà il PD, la legge per il riconoscimento delle coppie gay andrà a braccetto con la legge sul conflitto di interessi: e ciò vuol dire che nessuna delle due sarà mai promulgata.

La tecnica sarà sempre la stessa: poco prima di qualsiasi accordo, i piddini chiederanno di più e faranno saltare la trattativa.

Dico questo con rammarico perché il mancato riconoscimento delle unioni “di fatto” gay non permette alcuni minimi diritti, non riconosce (e quindi garantisce) alcuni fondamentali impegni ed, alla fine, costituisce una grande ingiustizia.

E l’ingiustizia è un male per tutti.

Famiglie a legame debole

Invece “concetto alternativo alla famiglia cattolica” di cui parla il Papa è la famiglia a legame debole.

All’interno della famiglia a legame debole, i componenti sono legati da un interesse comune.

Un’attrazione sessuale, la necessità di dividere un affitto, la necessità di non essere soli, il desiderio di un figlio (perché, si sa, l’orologio biologico) la necessità di una moglie perché tutti i dirigenti sono sposati, la necessità di fare stare zitta mia madre: queste sono tutte ragioni che generano un legame debole tra i componenti di una famiglia alternativa.

Il legame debole è un interesse comune o la necessità di soddisfare un bisogno.

Più che amarsi, i componenti di una famiglia a legame debole si usano a vicenda.

L’esempio archetipico della famiglia a legame debole è costituito dalla “famiglia mulino bianco”.

Ecco la famiglia mulino bianco.

Lui bellissimo, giovane in carriera, lei bellissima, praticamente ventenne, con tre figli bellissimi di 12 anni, 8 e 6 anni.
La casa bellissima in cui è sempre mattina.

La nonna, bellissima, non ha un capello bianco fuori posto.

Lui gioca a polo, lei fa pilates ed è anche un po artista.

Il cane è festante.

Nessun problema. Tutto gioia.

Al primo problema la soluzione è il divorzio: d’altronde l’amore finisce ed ifiglinonsonofeliciseigenitorinonsonofelici.

La vita della nonna, quando non è più bellissima, dovrà essere terminata in maniera sbrigativa perché, in fondo, il dolore non è vita.

Nella famiglia mulino bianco tutti sono consumatori e tutti sono prodotto (consumato dagli altri).

Tutti usano gli altri finché gli elementi dominanti (cioè i generatori di reddito) sono soddisfatti.

Il dolore non è contemplato a meno di una insana tendenza alla riduzione dei consumi.

La famiglia a legame debole non è composta necessariamente da un uomo ed una donna: può essere formata da un numero indefinito di donne, uomini, animali ed oggetti.

Una famiglia a legame debole è  più vicina ad un’associazione che ad una famiglia cattolica.

Questo all’impero va benissimo in quanto L’Impero è quella forma di dominio che non riconosce alcun Fuori, che è giunta al punto di sacrificarsi in quanto Identità per non aver alcun Altro. Sostanzialmente l’Impero non esclude nulla, esclude semplicemente che alcunché si presenti a esso come altro, si sottragga all’equivalenza generale.”

Un’associazione esiste finché esiste il diritto associativo che la tiene unita e detto diritto è garantito dall’impero.

La famiglia a legame debole è un’emanazione dell’impero.

Le famiglie, per l’impero, non sono altro che cluster piene di consumatori che si possono far esplodere e riformare non appena fastidiosi malesseri ne diminuiscono la capacità di consumare.

Inutile dire che per l’impero, tutto è mortale. Tranne l’impero ovviamente.

Famiglie a legame forte

Per noi cattolici, invece, l’Amore è un legame forte che porta l’individuo a negare sé stesso ed a fondersi in un tutto più grande.

Questo non è un concetto solo cattolico: infatti, l’esistenza dell’Amore permette la Fratellanza (concetto illuminista) che è uno dei cardini (insieme a Libertà ed Uguaglianza) delle società sviluppate in Europa tra la rivoluzione francese e l’involuzione liberalista montiana (che io personalmente associo all’impero attuale).

La religione cristiana (insieme ad altre religioni e correnti filosofiche) prevede che un uomo ed una donna si incontrino e, tra di loro, si formi un legame molto forte.

Questo legame ha valenze mistiche che non sto qui a descrivere in quanto suppongo vi interessi solo l’aspetto sociale della questione: l’elemento importante è che, quando questo legame che si chiama Amore è maturo, la famiglia diventa un nucleo nuovo, inscindibile e più forte di qualsiasi associazione.

Il legame che unisce questa coppia è proprio quello che l’impero non vuole perché esso, quando è maturo, è talmente forte da surclassare le possibilità di ingerenza di qualsiasi apparato imperiale.

Il legame che unisce questa coppia è indipendente dalla capacità della famiglia di consumare beni in quanto lo scopo della famiglia non è tanto quello di consumare quanto quello di essere “feconda” ovvero produrre (non necessariamente solo figli).

Per noi cattolici, la formazione di questo legame forte, che riteniamo essere Amore assoluto, è lo scopo della vita matrimoniale che, come quella sacerdotale, inizia con una vocazione ed è  iniziata per mezzo di un sacramento celebrato dagli sposi.

Il rischio per la pace

Nessuna famiglia mette a rischio la pace.

So cosa voleva dire il Papa quando ha detto “Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.” ma, secondo me, non è stato saggio mettere questa frase in un capitolo che parlava di famiglie.

In questo momento in cui la solitudine e l’abbandono è così presente nelle nostre vite, ogni affermazione che potrebbe apparire esclusiva dovrebbe essere bandita specialmente da un team di comunicatori che cura i messaggi papali.

Premetto quindi che ogni famiglia, per quanto sgarrupata possa essere, per quanto debole possa essere il legame che la unisce, è un possibile innesco per l’Amore.

L’Amore, per sua natura, è sempre un bene gradito a Dio tanto quanto l’odio è a lui sgradito.

Il “principio” che costituisce un’offesa contro la verità della persona umana è l’affermazione, tanto gradita all’impero, che l’Amore non esiste e che le persone stanno assieme solo per interesse e e fanno “dell’altro, e degli altri, un puro oggetto, una semplice funzione, mettendoli al servizio del loro volere . L’altro e gli altri non vengono considerati come realtà vive in sé stesse, con un proprio diritto, alla cui esistenza autonoma io debbo piegarmi. Vengono invece trattati come funzioni, cioè alla maniera della macchina, come qualcosa di morto” [1].

La negazione del concetto di Amore nega, per conseguneza diretta, il concetto di Fratellanza e riduce l’interazione umana ad uno scontro/negoziato tra soggetti più forti e soggetti più deboli dove la forza (e quindi la violenza) è l’elemento dirimente.

In questo modo, esso è generatore automatico di conflitto ed è questo il motivo per cui esso è una “ferita alla pace”.

 

[1] Joseph Ratzinger, “Cantate al Signore un canto nuovo”, Jaca Book, Milano 2005, p. 57.

 

8 pensieri su “Quelle famiglie che non piacciono al Papa

  1. Baron Corvo

    “Il primo è che sono pochi i gay in generale”

    Ma lo vedi che vivi nel mondo dei sogni?
    I gay sono tantissimi e se ci aggiungi i bisessuali credo che siano alla pari se non superiori ai solo etero.

    Poi non sono molti quelli che vogliono sposarsi perché l’amore omo sembra essere molto più libero dell’etero e il fatto di andare ai giardinetti o ai cessi della stazione per incontri furtivi è appunto molto più da gay che da etero.

    Inoltre nel tuo amore “forte” cattolico se ti leggi con attenzione non hai nominato il sesso. Dato che vivi sul pianeta dei puffi non puoi sapere che il sesso non è legato indissolubilmente all’amore e anzi curiosamente per molti uomini il troppo amore spegne il sesso. C’è ad esempio una poesia di Gozzano che esalta gli amori servili proprio perché per un uomo una cosa è l’amore vero, un’altra è quello senza impegno che salta di palo in frasca ma che è una costante della vita e se ci rinunci sacrificandoti, chi ne paga le conseguenze è proprio la tua compagna che si accorgerà che ti stai spegnendo piano piano.

    Le fantasie erotiche (tutte ammissibili quando fra adulti consenzienti) sono lontanissime dalla monogamia e se per gli uomini l’ideale è “sfarfalleggiare” senza impegno, per le donne (fidati) il primo sogno proibito è quello di andare con più uomini contemporaneamente, quindi immagina che valore può avere l’amore coniugale dal punto di vista della sensualità.

    Esistono eccezioni, è vero, ma sono pochissime, io ne ho viste due, forse tre; forse sono benedetti dalla buona sorte o forse erano meno interessati al sesso di altri, non lo so ma se a loro va bene così non c’è problema.

    Quindi:

    1) Un matrimonio fra gay se è il coronamento di un sogno d’amore è una cosa buona e al CENTO PER CENTO Dio, se esistesse, ne sarebbe compiaciuto

    2) Due gay che si vogliono bene DOVREBBERO obbligatoriamente adottare un bambino magari, ipotizzo, stabilendo che in quanto coppia omo devono avere una maggiore disponibilità economica che compensi il leggero disagio del bambino di fronte agli altri suoi coetanei (i gay mediamente sono più benestanti degli etero)

    3) L’amore finisce e può diventare un inferno per i coniugi ma soprattutto per i figli; IL DIVORZIO E’ UNA COSA BUONA quando la situazione è insanabile. Questo voi non lo capite perché siete una religione di gente timorosa e senza zebedei

    4) Il sesso e l’omosessualità FRA ADULTI CONSENZIENTI sono il più insignificante problema dell’umanità quindi il Papa smetta di parlarne che si fa ridere dietro

    5) Il Papa parli chiaro dicendo ai suoi fedeli CHE DEVONO RIBELLARSI contro la grande finanza e le banche e allora io mi convertiro appena lo sento pronunciare dalle sue labbra. Ma non lo farà perché il suo unico interesse è mantenere quello straccio di potere rimasto alla sua cricca (spalleggiato da un esercito brancaleonesco ed eterogeneo di fedeli paurosi, senza fantasia, senza cultura, senza passione)

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  2. Maria

    Ma non è vero! Sono tantissime invece le coppie omosessuali che vorrebbero sposarsi! Sono solo quelle persone omosessuali della vecchia generazione che non vogliono. Le persone omosessuali riconosco il valore del matrimonio e voglio sancire il loro vincolo d’Amore almeno di fornte allo Stato. Inoltre sono sempre di più i cristiani e i cattolici omosessuali che desiderano essere riconosciuti e rispettati dalla Chiesa e dalla comunità dei fedeli.

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    1. Guido Autore articolo

      Ciao Maria,

      volevo dirti che il Vaticano ha dato indicazioni, attraverso i sacerdoti e le parrocchie, di essere estremamente accoglienti con tutti i fratelli che si sentono tagliati fuori dalla società in generale e dalla chiesa in particolare.

      Specialmente è stata raccomandata l’accoglienza nei confronti dei gay e dei divorziati che devono essere invitati a partecipare a tutte le iniziative e gli incontri.

      Non bisogna confondere la preclusione da alcuni sacramenti con una ipotetica “assenza di rispetto”.

      Nella religione cattolica, alcuni sacramenti sono preclusi ad alcuni fedeli in alcuni momenti della loro vita: ciò che invece è aperto a tutti è il cammino verso la santità che è il vero scopo della nostra religione.

      Questo cammino può essere percorso da chiunque e nessun sacramento è strettamente necessario a percorrerlo.

      Ciao

      Guido

      Rispondi
  3. Guido Autore articolo

    Faccio presente che, anche se le coppie gay fossero tantissime, anche e proprio in ragione del fatto che l’Amore non genera mai alcun male, non riesco a vedere come una coppia gay unita civilmente possa mettere a rischio il mio (o qualunque altro) matrimonio cattolico.

    Guido

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  4. emanuele

    Caro Guido, c’è qualcosa di eroico nel tuo proporre queste lezioni di esegetica della comunicazione pontificia. Argomentazioni articolate, con introduzioni di concetti ad hoc, peraltro interessanti, come quello di legame debole e legame forte, tutto per capire e farci capire che il messaggio del Papa è d’amore, non di odio.
    Però i calcoli sono semplici per chi è abituato alla matematica.
    Quando si leggono frasi che parlano di: “forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”, c’è poco da fare esegesi, qui dentro ci è in nuce l’essenziale monismo mentale del pensiero cristiano cattolico, che non prevede l’esistenza di forme alternative di essere e vivere. Laddove queste esistono, ci si trova in presenza di destabilizzazione e danneggiamento. Come ogni totalitarismo, il pensiero cattolico può funzionare perfettamente solo se niente è escluso da esso.
    È proprio la Chiesa l’Impero includente di cui parli poco dopo.
    Che ci sia una implacabile velleità totalizzante lo si deduce anche dalla perentorietà con cui si divide: il legame debole è quello non cristiano, quello forte è quello cristiano. Ma tu guarda che coincidenza. Quindi l’amore è un copyright cristiano. I miei complimenti per la finezza dialettica.
    La morale di questa favola è vecchia come la favola stessa: voi possedete la verità, voi siete e fate la cosa giusta, dall’altra parte c’è l’errore e l’oscurità. Però basta guardare il matrimonio in Italia come storia, come istituzione, come folclore e costume, per esempio nel secolo scorso, per vedere come ipocrisie, tradimenti, inganni, ambiguità, prevaricazione e sessismo sono sempre stati a braccetto con il crocifisso o lo scudo crociato. Una morale come quella cristiana, bigotta, necrofila e sessuofobica non poteva che radicarsi pesantemente nell’alveo della nostra cultura borghese e paesanotta al tempo stesso, e fin troppo spesso dentro famiglie timorate di dio, che praticavano e ostentavano tutte le giuste effigi, si son viste accadere cose da film horror. Quanti boss mafiosi vanno in chiesa? Quante famiglie per bene e osservanti hanno nascosto al loro interno orrori e sofferenze?
    Eppure, nonostante quanto detto, io non mi sento di dire: l’amore che si pratica (di fatto) nella famiglia cristiana è sbagliato o malvagio. Non attribuisco un segno valutativo all’amore che si pratica in contesti diversi dal mio. A farlo sono i comunicatori – e gli esegeti – del Pontefice. I portatori della verità. Quelli che la sanno lunga, anche se il loro sguardo è lungo non più del mio, che come loro, sono un essere umano.

    Quando i cristiani si cominciarono a moltiplicare, nell’impero romano, furono oggetti di persecuzioni e barbarie. Quando presero infine il potere nel 380, cominciarono la vendetta, iniziando persecuzioni violente e assolute come mai il mondo antico aveva conosciuto prima. Il pensiero monistico vuole la tabula rasa: non ammette né permette pluralità, men che meno coabitazioni o convivenze. Il pensiero monistico è drammaticamente incompatibile con il mondo complesso che abbiamo davanti agli occhi e dentro di noi. Però si vende così bene, ed è una fortuna, perché le calzature di Prada costano un sacco.

    Rispondi
  5. Guido Autore articolo

    A volte, dopo aver letto un commento, mi rimetto a leggere il post per vedere se è scritto male.

    Sembra infatti che il commentatore abbia letto un articolo diverso.

    Carissimo Emanuele, ti ringrazio del riconoscimento del mio sforzo nel tentativo di disinnescare le catene di odio che impediscono ad alcuni cittadini di interfacciarsi con la Chiesa cattolica.

    Mi spiace molto, però, della difficoltà che hai avuto nel comprenderne il contenuto o, al contrario, della difficoltà che ho io a comprendere le tue parole (nonostante la mia buona padronanza della matematica).

    L’impressione è che tu contesti alla Chiesa, e soprattutto al suo leader Benedetto XVI, il diritto ad avere idee.
    E’ come se le idee del Papa, con la loro stessa esistenza, mettessero a rischio l’esistenza delle tue.

    Non è così, tu puoi avere idee tue.

    Ciò che non puoi fare è commentare le mie idee, la mia religione e la mia famiglia senza averne acuna conoscenza compiuta.

    Ti sei reso conto, scrivendo questo commento, che tu hai definito la mia famiglia (che come sai è formata da due cattolici osservanti) come formata da persone necrofile, bigotte e sessuofobiche?

    Ritieni di conoscerci sufficientemente da fare osservazioni tanto forti?

    Per quanto riguarda il resto delle tue osservazioni, sarebbe interessante scoprire sulla base di quali fonti hai sviluppato una conoscenza della religione cattolica che ti permetta di essere così tranciante.

    La mia impressione è che tu sia partito dal solito assunto che vede gli italiani come cattolici e, di conseguenza, chiunque sia vissuto in Italia come conoscitore “per osmosi” della filosofia e della religione cattolica.

    Se è così, ti comunico che questo assunto è una monumentale sciocchezza sia nelle premesse che nella deduzione.

    Ciao

    Guido

    Rispondi
    1. emanuele

      buongiorno Guido. l’educazione mi suggerisce di scusarmi preliminarmente, nel caso tu ti sia ritenuto offeso. dovesse mai finire sul personale, qualsiasi dialogo tra noi perderebbe contemporaneamente di interesse e di opportunità.

      punto 1: il peso delle opinioni.
      avere ognuno le proprie idee. magari. le idee, però, non hanno sempre lo stesso peso. se io ritengo che chi crede nell’orco mammone dovrebbe essere perseguitato/contrastato/emarginato/bruciato vivo, si tratta di un’opinione mia, e non perturba l’ordine esistente. se il papa ritiene che assumere la pillola del giorno dopo sia equiparabile a un omicidio, io avrò molte difficoltà ad accompagnare la mia ragazza in un ospedale che le somministri in tempo tale pillola, perchè in giro è pieno di obiettori di coscienza che fanno ostruzionismo. possono farlo non soltanto perchè il meme dell’etica pro-life ha fatto presa su di loro (come in linea di principio può fare qualsiasi meme), ma perchè il pensiero cattolico e pro-life ha talmente tanto “leverage” che gli obiettori, pur contravvenendo a una legge, sanno che difficilmente incapperanno in sanzioni. è una zona resa grigia dal potere, dal peso, che certe idee hanno. non tutte. è la pressione del Potere. se si parla della Chiesa, caro Guido, si parla sempre di quella brutta, bruttissima cosa. il Potere. qualcuno, qualcosa, che decide di noi, per noi, al posto nostro. reputando che noi non siamo abbastanza adulti e responsabili per poter decidere da soli. alla faccia del Libero Arbitrio. è il frame mentale del padre autoritario: non possiamo legalizzare l’aborto (o la marijuana) perchè poi saremmo pieni di ragazze irresponsabili che abortiscono dieci volte l’anno. non possiamo legalizzare la cannabis perchè sennò starebbero tutti stonati dalla mattina alla sera (e non produrrebbero più). così, serve un padre che proibisce. che il padre sia celeste o statale, poco cambia. siamo reputati non adulti. da noi stessi, a volte. che brutto.

      punto due: le offese.
      per quanto sia difficile dialogare attraverso tastiere e schermi io ci provo, e a volte è naturale che passino dei malintesi. quando io uso parole come necrofila, ad esempio (sì, lo so che è forte) io sto illustrando una caratteristica che non mi sono inventato io per primo. quel baffone di Nietzsche, per esempio, è venuto prima. è un carattere molto preciso del cristianesimo, il suo amore per la morte, da un sacco di punti di vista. a partire dall’iconografia (tra le più violente e sanguinarie che esistano: dal Crocifisso fino al cilicio passando per le suore di clausura che a Ischia nell’800 venivano costrette a contemplare la putrefazione delle loro consorelle morte, spesso per ore, per prendere confidenza con la caducità della carne. e quindi con la sua poca importanza. spesso ammalandosi per le esalazioni insalubri e morendo a loro volta. se non è necrofilia questa). ma è necrofilia anche la repulsione verso tutto ciò che è sesso, carne, animalità. perchè i preti e le suore devono essere casti? dov’è l’amore per la vita in tutto questo? perchè dobbiamo vergognarci di alcune parti del nostro corpo, le chiamiamo pudenda, che vuol dire appunto “di cui vergognarsi”? dove sta la vita in tutto questo?
      io non focalizzo mai sulla persona che si muove dentro un frame; io cerco di risalire al frame, di analizzarlo in termini macro. non mi permetterei mai di offendere la tua famiglia, che non conosco. infatti io ho parlato del frame cristiano. del modello, del paradigma mentale.
      la tua religione (non tu) ha troppo a che fare con la morte, il senso di colpa e il Potere, per potermi convincere. anzi, a più che altro mi spaventa.
      come qui:
      http://www.nytimes.com/2012/08/31/nyregion/in-interview-the-rev-benedict-groeschel-says-abuse-victims-can-be-seducers.html?_r=0
      non spaventa anche te?
      un saluto,
      emanuele

      Rispondi
      1. Guido Autore articolo

        Caro Emanuele,

        mentre scrivevo l’ultima risposta non desideravo le tue scuse: desideravo che tu ti rendessi conto di stare parlando di una religione viva praticata da persone vive.

        Questo fatto, se adeguatamente meditato, dovrebbe suggerirti che molte delle osservazioni piú estreme da te proposte sono errate inapplicabili.

        Sono errate in quanto implicano l’interpretazione di una religione per mezzo di categorie aliene a quella religione e, su quella base, si pretende di sancirne l’insussistenza dal punto di vista religioso e spirituale.
        sono inapplicabili in quanto si pretende sistematicamente di estendere, ad un’intera comunitá di circa un miliardo di persone, le pratiche di nuclei circoscritti nello spazio e nel tempo.

        Personalmente non sapevo nulla delle suore di cui mi parlavi ma é estremamente probabile che quanto mi descrivi sia accaduto come accadono molte “derive pop” che trovo profondamente imbarazzanti ma, comunque tollerabili in ragione del fatto che fanno parte del substrato culturale delle persone che le praticano.

        D’altro canto, nella mia esperienza laica, ho assistito ad altrettanti comportamenti bizzarri considerati normali.

        Non so se hai mai avuto a che fare con l’universo new age, piú o meno edulcorato, e piú o meno stemperato in derive esoterico light, vegan, yoga-afro-etno-chic, diete miracolose, medicine alternative, e prestazioni tantrico spettacolari.

        Per dirla in stile blade runner, nel mondo dei single over 30, ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.

        Peró agli anti- cattolici, stupisce solo il celibato dei preti.

        Molti altri commenti che tu fai, come per esempio il (sempre verde) commento sulla nostra poca sensualitá, mi permetto di farti notare che esso viene da una poca conoscenza sia della nostra sensualitá che della nostra religione.

        Cercheró, con questo blog, di far comprendere per quanto mi é possibile le logiche che stanno alla base del pensiero sociale cattolico.

        Guido

        PS sono cosciente di non aver trattato tutti i temi da te posti: e specialmente quelli politici da te posti.
        dedicheró ad essi interi post.

        Rispondi

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