Democrazia tele-partitocratica

Alberto

Non so più cosa intendere per democrazia, c’è tanta gente che ne parla con disinvoltura, ma spesso è sola retorica, specialmente in America se ne riempiono la bocca, pensano anche di esportarla, naturalmente sulla spoletta delle bombe e in ragione dei diritti umani.

Certo, se esiste una democrazia non ha più nulla a che vedere col modello greco della agorà o della ecclesia. Nell’epoca della globalizzazione dei poteri politici economici e militari, non ha più senso parlare di rappresentanza democratica, come se i partiti rappresentativi si facessero carico delle istanze dei rappresentati. In realtà i partiti politici sono delle minoranze organizzate che servono gli interessi di gruppi privilegiati e delle lobby economiche e finanziarie. Nella visione democratica scaturita alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il potere era composto di una classe dirigente di politici professionisti e al pubblico privo di competenze restava solo il dovere di delegare. Questa era ed è la democrazia moderna, un’elite organizzata di burocrati, accumunati trasversalmente dalla loro appartenenza a una particolare casta ovvero la casta politica. In questi ultimi decenni, l’economia finanziaria speculativa, e l’avvento dei grandi mezzi di comunicazione di massa, hanno causato un cambiamento epocale in questo rapporto tra la classe dominante e la classe delegante.  In Occidente tutti i poteri si sono sempre più concentrati nelle mani di poche persone e nazioni, mentre la produzione delle merci viene delocalizzata a oriente. Di conseguenza, le strutture territoriali dei partiti e dei sindacati hanno perso la loro funzione di controllo sulle masse, tutto poteva essere svolto in modo più efficace e sistematico tramite l’uso dei mas media e del ricatto economico (deregolamentazione del lavoro e imposizione delle scelte economiche internazionali come ineluttabili), la paura di perdere quel poco che si ha o addirittura le risorse per vivere, lega gli elettori ricattabili ai vari partiti. In tutto l’occidente prende sempre più piede una tele-partitocrazia arrogante e sempre più estranea alla realtà.

La democrazia, si è trasformata nel suo simulacro televisivo, che non si cura neanche più della partecipazione alla delega elettiva, anzi la sconsiglia e la boicotta, la democrazia si è trasformata in un commercio di clientele spesso trasversali tra l’elite di burocrati politici e l’elite dalle clientele dei votanti. Da ciò è esclusa o si vuole escludere la gran massa degli elettori. Le ultime elezioni regionali siciliane ne sono una palese dimostrazione e tutto il tiro della campagna elettorale appena iniziata va nella direzione di scoraggiare il voto verso l’unica forza estranea al sistema dell’elite politica dato che il suo statuto impedisce che si formi una burocrazia politica, non a caso si chiama movimento e non partito. La risposta collettiva di tutta la classe politica, da destra a sinistra è di disgustare l’elettore e denigrare il Movimento in modo di portare l’elettore onesto o non motivato da interessi clientelari a non recarsi alle urne. Se vogliamo, possiamo leggere in questa chiave tutti gli scandali politici degli ultimi tempi, l’arroganza del Governo Monti e il Ritorno di Berlusconi, un modo per allontanare l’elettore dal voto, perché lo chiede l’Europa e il modello democratico americano.

Bernardo Luraschi

Link Originale: http://periferiaoccidentale.wordpress.com/2012/12/12/005-democrazia-tele-partitocratica/

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