Ci faranno votare? (Alzatevi ed andate a firmare)

" Ha ragione, sopra questo quartiere di vicoli che si chiama Montedidio se vuoi sputare in terra non trovi un posto libero tra i piedi. Qui non c'è spazio per stendere un panno. "

Pochi giorni fa, Claudio Messora sul suo splendido blog Byoblu.com chiudeva un articolo con la domanda “ci lasceranno votare?“.

Se questa domanda mi fosse stata fatta poco più di un anno fa, l’avrei liquidata come melodrammatica.

Adesso invece no.

Le cose sono molto cambiate.

Anzi, sarebbe meglio dire che le cose sono le stesse dell’anno scorso.

Però, è molto cambiata la mia comprensione della situazione.

Il governo Monti mi ha aperto gli occhi e spero che abbia fatto la stessa cosa con la maggior parte dei miei concittadini.

Il problema però è e rimane quello identificato da Claudio Messora: “ci faranno votare?”.

Non è per niente scontato. Specialmente se si tiene conto dei precedenti ovvero di ciò che è successo in Grecia ed in tutti i referendum europei i quali, alla fine, venivano ripetuti fino ha che non si otteneva il risultato desiderato dalle aristocrazie europee.

Oltre a ciò, è impressionante la tranquillità e la disinvoltura  con cui si è parlato di modificare la legge elettorale allo scopo di impedire la partecipazione al Movimento 5 Stelle.

La gente sembrava non rendersi conto della gravità di questa violazione.

La gente sembrava non capire che, quando inibiscono i diritti civili di qualunque nostro concittadino, creano un precedente che potrà essere utilizzato contro chiunque di noi in qualunque momento.

Il trucco utilizzato dalle aristocrazie al potere per ottenere questo effetto si basava sulla tranquillità dei  giornalisti quando accennavano alla questione.

Nella realtà, quei signori stavano un linguaggio non verbale che serviva a  sdrammatizzare l’inaudita violenza delle riforme proposte mentre, sempre col loro linguaggio non verbale, aumentavano l’ansia generata da eventi che nella realtà toccavano pochissimi cittadini.

Mi chiarisco meglio con una domanda: “Quanti soldi rischiate di perdere in borsa?”.

Penso che per molti di voi, come per me, la risposta a questa domanda è “nessuno”.

Ed allora mi sapete spiegare per quale motivo siamo tanto preoccupati dal fatto che la borsa salga oppure scenda?

Ve lo dico io: siamo tutti vittime del tono preoccupato dei vari Mentana che, nell’ultimo anno, hanno aperto tutti i telegiornali con questo ritornello in modo tale da farcelo percepire come importante.

Ed ora che il tema è veramente importante, i nostri giornalisti ce lo comunicano, con tono tranquillo quasi scanzonato, per farlo apparire come se fosse una goliardata in mezzo ad altre noiosissime notizie di gossip politico.

Pochi giorni fa, si sono resi conto che non c’era verso di raggiungere alcun accordo circa la legge elettorale ed ecco arrivare l’improvvisa accelerazione.

Voto entro febbraio.

Sul blog del Movimento Cinque Stelle è immediatamente apparso l’allarme: la difficoltà a ottenere le firme necessarie e presentarsi potrebbe tagliare  fuori dalle elezioni il Movimento, insieme a tutte le altre formazioni fuori dal coro di lode al governo Monti.

Ad alcuni “democratici” la cosa potrebbe apparire di poco conto.

Sarebbe un grande errore per due motivi.

Il primo è che la sovranità, quando viene tolta arbitrariamente a un cittadino, viene tolta a tutti gli altri.

Infatti, la sovranità, per sua natura, non può essere concessa: deve essere per forza garantita.

Il semplice fatto di negarla a uno, indica che a tutti gli altri è concessa, a titolo di grazia, dai potenti turno.

Ecco che, se le aristocrazie euro-finanziarie toglieranno la sovranità al 20% di votanti cinque stelle, la toglieranno anche al restante 80% dei cittadini.

Il secondo motivo è che, se accetteremo  la perdita della nostra sovranità, prima o poi dovremo andarcela a riprendere.

E, per riprendere la sovranità, bisogna andare a prendere quelli che stanno in Parlamento e tirarli fuori a calci.

E’ vero che in Islanda ci sono riusciti senza spargimento di sangue. Ma gli islandesi sono pochi e sono molto civili.

Noi non possiamo contare né sulla civiltà dei manifestanti né sulla lungimiranza di coloro che comanderanno le forze dell’ordine.

E scorrerà il sangue nelle strade.

Per questo motivo, è fondamentale che il Movimento Cinque Stelle riesca a raccogliere quelle maledette firme.

Sta a noi, in questo fine settimana, l’onere di interrompere l’acquisto delle quattro cineserie che ci possiamo permettere per simulare un regalo di natale,  per andare a porre fine la nostra firma.

Sta a noi capire che quella firma non serve a garantire la presenza di un partito alle elezioni: serve per garantire a noi stessi il diritto di avere elezioni nelle quali si decida effettivamente il governo del paese.

E dobbiamo avere ben presente che, in caso non si riuscisse a raccogliere le firme necessarie, saremo, tra poco tempo, costretti ad uscire di casa per svolgere attività decisamente meno piacevoli e “civili” dell’apposizione di una semplice firma.

È arrivato il momento di capire che quei diritti civili per cui i nostri nonni si sono fatti uccidere non sono scontati.

Spero, fra poco tempo, di scrivere su questo blog che i miei timori erano totalmente totalmente infondati.

 

 

3 pensieri su “Ci faranno votare? (Alzatevi ed andate a firmare)

  1. Eugenio Orso

    “E scorrerà il sangue per le strade”

    Questo esito non mi preoccupa, ritenendo naturale – anzi, necessario – l’uso della violenza durante una Rivoluzione.

    Mi proccupa invece la passività fino ad ora dimostrata dalle masse pauperizzate (non più classe e non moltitudine), la loro acquiescenza suicida nei confronti di un sitema di potere che cerca di privarle di tutto (dalla sanità pubblica al lavoro, dal diritto all’istruzione alla possibilità di far fronte al costo delle utenze domestiche).
    Mi preoccupa la diffusione di una sorta di “Sindrome di Stoccolma” fra le masse dominate e socialmente disgregate che spinge molte vittime a giustificare, appoggiare e difendere i carnefici e i loro servi/ kapò (Monti, Napolitano, Bersani, eccetera …).
    Mi preoccupa il fatto che non c’è alcuna alternativa politico-strategica realmente esistente al neoliberismo-neoliberalismo queopoide assassino e alla (liberl) democrazia degenerativa.
    Mi preoccupa il fatto che fra disoccupati ufficiali (come da trimestrali Istat) e inattivi che mascherano altrettanta disoccupazione effettiva, stiamo andando velocemente verso i 5 milioni di unità e oltre.
    Mi preoccupa il fatto che sto vivendo, in condizioni sempre peggiori, in uno stato privo di sovranità politica e monetaria, prigioniero nella camicia di forza dell’euro dentro la prigione dei popoli eurounionista e globalista.

    Odio e Vendetta Sociale montanti potrebbero suonare la sveglia nel paese, fra i dominati, e una Santa Violenza Rivoluzionaria, quanto più sanguinosa possibile, liberarci dalle catene democratiche e neoliberiste, dal giogo dell’euro e dai direttori governativi installati nel paese nell’esclusivo interesse delle Aristocrazie finanziare dominanti.

    Benvenuta Violenza Rivoluzionaria, benvenuta Guerra Sociale di Liberazione.

    Eugenio Orso

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  2. Guido Autore articolo

    La violenza e la morte esistono.

    Fanno parte della vita.

    Però, da qui a considerarle un “bene”, tanto ci passa.

    La diffusione di un’idea per la quale “Odio e vendetta” è, invece, uno strumento contro-rivoluzionario.

    Le rivoluzioni possono essere pacifiche, anzi, le più durature e radicali lo sono state: quando però l’idea di cui sopra è riuscita a prevalere ed a convincere la classe momentaneamente dominante che l’unica alternativa alla continuazione dell’oppressione era il (loro) decesso, ecco che le divergenze sono rimaste insanabili fino a ché le tensioni non sono sfociate nelle violenze sanguinarie che tanto desideri.

    Caro Eugenio, mi permetto di pensare che, al cospetto dei risultati di quella violenza che tanto auspichi, anche tu cambieresti idea.

    Guido

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  3. Andrea

    Ciao,
    articolo che condivido in toto. Più di una volta mi è passata per la testa questa domanda da quando si ventilava di alzare il premio di maggioranza. C’è quasi da sperare che Berlusconi riesca a posporre le elezioni 🙂

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