C’è la commedia degli errori e la sagra degli orrori.

Posing Hen

di Sergio Di Cori Modigliani

“Salve, mi chiamo Daniele. Facevo il carrozziere. Poi, un bel giorno è arrivato nel mio garage Totò ‘a monnezza e mi ha portato la sua macchina che era completamente distrutta. Gli ho fatto un lavoro davvero egregio. Sembrava nuova di zecca. Nel mio lavoro sono bravissimo. “’O guaglione ha stoffa” ha detto lui. E così sono finito in parlamento. Sono uno del popolo, uno come voi. Votatemi”.

“Salve, mi chiamo Sergio. Facevo il fiscalista tributario, poi ho dovuto abbandonare perché mi hanno arrestato per truffa. Due anni e mezzo. Ma ho pagato tutto. Io, i debiti li pago sempre. Sono in parlamento a difendere la democrazia e combattere contro i nemici del popolo. Per fortuna hanno abolito il reato di truffa in bilancio e così le mie sei accuse sono cadute. Adesso, i nemici mi sono venuti addosso per quella presunta appropriazione indebita di fondi regionali. Ma io tengo duro. Votate per me e salviamo la democrazia, contro i populismi e quelli che strillano”.

“Salve a tutti. Mi chiamo Mara, e so che per la maggior parte di voi non ho bisogno di presentazioni. Per me parlano le misure della mia eccezionale competenza tecnica: 90-60-90 e una pelle liscia come la seta. Poche donne italiane possono vantare un curriculum come il mio. La maggior parte delle mie concittadine neppure ce l’ha un calendario con le proprie immagini e io penso invece che dovrebbero averlo tutte. E’ per questo che mi batterò. Rimarrò in parlamento per occuparmi, per l’appunto, del disagio sociale delle donne. Votatemi ancora”.

Salve, mi chiamo Daniele e mi occupo, da sempre, di Cultura. Ho anche un diploma da geometra. Perché se non si diffonde la cultura tra le masse, allora non c’è progresso. Sono presidente di quattro fondazioni e nel biennio 2011/2012 con un’associazione di cui sono presidente abbiamo fatto ben tre mostre, una alla cugina di un presidente di Regione, un’altra a Cortina alla sorella di un ministro e un’altra ancora, adesso il nome non mi viene in mente. Naturalmente con i soldi delle amministrazioni locali. Mi occupo anche di editoria. Grazie a noi sono nate almeno venti nuove realtà mediatiche e abbiamo dato lavoro a un centinaio di giornalisti e gestiamo lo sviluppo dell’editoria a pagamento in Regione, grazie ai sussidi del dipartimento cultura della presidenza del consiglio dove lavora mio fratello. Se vi sta a cuore la Cultura, votate per me”.

“Salve, mi chiamo Daniela. E sono orgogliosa di poter dire a tutti che il mio record è ancora imbattuto. Sono la più giovane deputata al parlamento in tutto l’emisfero occidentale. Mi avete eletta nel 2008 quando papà, dopo quattro legislature, ha deciso di non candidarsi più. Io, allora, facevo l’università, ero al terzo anno e avevo dato già due esami. E così a 24 anni sono entrata in parlamento. Mi è costato mettermi al servizio della comunità rinunciando agli studi, ma l’ho fatto per papi. La famiglia per me è importante. Non appena eletta, hanno capito subito tutti che ero talmente brava che mi hanno eletta immediatamente presidente della commissione comunicazione e media, dato che papi era stato per diversi anni ministro delle poste. Adesso tra poche settimane andrò in pensione con il mio vitalizio a 29 anni: la più giovane d’Europa. Lo dico sempre: largo ai giovani, perché là è il futuro. Questo è il mio impegno programmatico. Votate per me”.

“Salve, mi chiamo Renato. Sono un uomo eclettico e ho fatto diversi lavori sempre al servizio della verità e del popolo. Ho fatto anche l’agente segreto per il ministero degli interni e sono stato arrestato per questo, per via di uno screzio irrilevante. Fare la spia è un bellissimo lavoro. Un anno e mezzo dentro. Poi sono diventato anche giornalista e mi hanno eletto in parlamento. E’ un lavoro divertente che dà grandi soddisfazioni. Recentemente, per un mio scherzetto, ho mandato in galera per quattordici mesi il direttore di una importante testata per un mio articolo. I comunisti hanno messo su la solita cagnara, ma quelli si sa sono tutti giustizialisti. Votate ancora per me. Spia è bello”.

“Salve mi chiamo Sabrina. Ho sempre amato la politica e la passione civile è sempre stata la mia particolarità. Tant’è vero che a rete oro dove ho fatto la mia prima apparizione pubblica mi chiamavano “la appassionata”. Subito dopo ho fatto anche la letterina e una volta sono comparsa a un dibattito televisivo. Sono una quinta naturale. Sono stata eletta in parlamento e mi sono occupata di energia. Io ne ho tanta. Votatemi ancora”.

“Salve, mi chiamo Amelia. Avevo un negozio a Varese di toletta per cani. Era davvero bello, perché io amo gli animali, mi piace rispettare le bestie, sono una del popolo. Sono vera. Sono stata eletta proprio per questo. In parlamento mi chiamavano tutti la canara lumbard, ma io non ci facevo caso, sono superiore. Un giorno gli ho detto a un collega “Su minga mi rassista, l’è lù che l’è terùn”, mica era colpa mia. Io sono nata nella regione giusta. Sto in parlamento a combattere contro le banche, contro la BCE, per l’autonomia di tutti noi. Adesso ho anche una villetta al lago, cinquanta ettari con allevamento di cani di razza. Era una vecchia catapecchia in dismissione, era una proprietà del governo. Adesso ce l’ho io e mio marito la gestisce insieme ai nostri figli. Perché io devo lavorare in parlamento dove mi occupo degli animali. Votatemi ancora”.

“Salve mi chiamo Saverio, sono un medico. Mi occupo della gente, degli altri. Presiedo 14 diverse fondazioni di beneficenza e sono membro di 16 diversi enti locali che hanno una convenzione con il governo per cui risulto tra i parastatali. Il mio tributario mi ha detto che quando andrò in pensione non avrò molto, quasi mille euro, però per fortuna siccome ho avuto la deroga su incarichi cumulativi avrò 16 pensioni. E così sono 16.000 euro al mese. Non è molto, ma si fa quel che si può. Per fortuna ho anche lo stipendio da parlamentare, perché la crisi morde e si fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Lo sanno tutti. Ricordatevi che la salute è importante, è per questo che mi occupo di sanità. Votatemi ancora”.

Fine dei video di presentazione sulle primarie di alcuni degli attuali membri del nostro parlamento in carica nel PD PDL UDC e Lega Nord

Se quegli onorevoli e quei senatori avessero dovuto presentare un loro video per parlare di sé, penso che si sarebbero dovuti presentare in questo modo. Quando li vediamo in video o alle interviste o ai talk show immaginiamoli nei loro video di auto-promozione.

Ve lo immaginate il video di presentazione della Minetti per le elezioni regionali? O quello di Cosentino? O quello di Scilipoti? O quello di Lusi?

Sulla stampa mainstream si leggono critiche e si ride dei video promozionali dei candidati nel M5S.

I comici si sono scatenati definendoli “esilaranti”. E’ vero. Lo sono.

Quelli che immagino nell’elenco da me postato, dei veri membri del parlamento sono, invece, “tragici”.

Questa è la differenza.

Gli aristochic del privilegio urlano al dileggio dissacrante.

E’ vero, gran parte di quei video sono esilaranti.

E’ la differenza tra la commedia degli errori e la commedia degli orrori.

E’ l’imbarazzo di una società che sta scoprendo l’esistenza di “persone normali” soltanto adesso, mentre getta un censorio velo pietoso sullo squallore delle vite della maggior parte dei nostri cittadini che mal ci rappresentano in parlamento, visti i risultati.

La libertà è poter scegliere. L’intelligenza è saper scegliere.

Come dicevano a Parigi nel 1968 “una risata vi seppellirà”.

Sarebbe davvero una prospettiva augurabile e meravigliosa: una società malata e purulenta che crolla travolta dalle risate. Magari accadesse simile utopia. Invece vogliono condannarci a vederla esplodere tra le amare lacrime che ci stanno facendo versare.

Io ho voglia di cominciare a ridere.

Ciascuno va a vedere il film che più gli aggrada nella vita.

E si può scegliere.

Come ha detto il grande Billy Wilder “La vita è dura per tutti, nessuno escluso, è inutile farsi illusioni. Comunque vada, è per tutti una tragedia perché si schiatta. L’importante è saperla sempre vivere come se fosse una commedia”.

E lui con le sue impagabili commedie ci ha fatto divertire allietandoci la vita.

Possiamo vivere una commedia di Billy Wilder oppure un film di Wes Craven o Dario Argento.

Possiamo scegliere tra l’innocente commedia degli errori di una novità forse ingenua, e la perversa commedia degli orrori che dal 1948 a oggi ha trasformato la bell’aria del nostro bel paese in una mefitica, ammorbante e irrespirabile fantasia di morte annunciata.

Non sono tra gli snob che adorano “La notte dei morti viventi”.

Preferisco “Quarto Potere” di Orson Welles.

Ne stiamo vivendo tutti i giorni la sua sceneggiatura sulla nostra pelle.

Link Originale: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ce-la-commedia-degli-errori-e-la-sagra.html

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!