Agenda Monti

lascio tutto e me ne vado

Ignorando la querelle sulla paternità della “Agenda Monti” riguardante il giuslavorista Pietro Ichino, cosa che non m’interessa, muovendosi intorno al pettegolezzo, per far confusione dove è già di rigore.

Molto più interessante è il merito della “Agenda Monti”. La quale riporta il seguente titolo:

CAMBIARE L’ITALIA, RIFORMARE L’EUROPA

UN’AGENDA PER UN IMPEGNO COMUNE

PRIMO CONTRIBUTO A UNA RIFLESSIONE APERTA

Mario Monti

Su questo titolo voglio soffermarmi con alcune considerazioni.

Nanni Moretti diceva che: “Le parole hanno un senso”, cerco quindi il senso di questo titolo, perché il titolo di un testo così importante dovrebbe già in se significare ciò che va a descrivere. La frase: “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa” contiene due parti, l’una imperativa (cambiare l’Italia), l’altra progressiva (riformare l’Europa). La prima è certa perché lo chiede l’Europa e lo impone lo stesso Monti che non ha nessuna intenzione di perdere il potere nonostante le dimissioni. La seconda parte non è per nulla certa, perché una volta che l’Italia si adeguasse a quanto richiesto dall’Europa, non si può pensare che questa si riformi in ragione di ciò che chiede l’Italia, secondo la logica del: “Lo chiede l’Italia”. Potrà a quel punto l’Italia imporre cambiamenti e ne avrà ancora la forza? Vedrei del comico in questa situazione, se non si prospettasse nella realtà del vivere tragica.

Cosa diversa sarebbe se “l’agenda” fosse di altri contrari alle attuali politiche Europee. In questo caso la frase sarebbe stata formulata in maniera leggermente diversa ovvero: “Cambiare l’Italia per cambiare l’Europa”. Infatti, il certo cambiamento della politica economica e sociale in Italia porterebbe a una crisi irreversibile l’Europa e in particolare della Germania e del suo modello ora dominante. Per non implodere l’Europa (in particolare l’Europa continentale) dovrà scendere a patto con i paesi della periferia i PIIGS (Portogallo-Irlanda-Italia -Grecia-Spagna), dei quali, l’Italia è il cuneo economico, politico e sociale che può imporre un vero cambiamento. Per questo molti sono convinti che il Senatore a vita Mario Monti sia stato imposto “dai Poteri forti” per impedire che “la bomba” Italia facesse saltare il preciso meccanismo Europeo messo appunto dalla Germania a suo principale vantaggio (i tedeschi ci temono, sanno bene quanto siamo pericolosi come alleati). Ricordo agli amici tedeschi, che da sempre hanno perso guerre e quant’altro per eccesso di efficientismo, portati come sono a contemplare estasiati i loro meravigliosi ingranaggi, salvo farsi attoniti e impotenti, quando scricchiolando iniziano a gripparsi, tengano contro che per indole, capacità, cultura e soprattutto elasticità, l’Italia e gli italiani sono molto, ma molto più capaci di loro a uscire rapidamente ed efficacemente dai disastri, e non sono così stupidi da non accorgersi in tempo delle sciagure che si approssimano.

“Un’agenda per un impegno comune”, definito l’imperativo categorico “Cambiare l’Italia” (per mio conto non so più da quanto tempo i più disparati governi mi cambiano o m’invitano a cambiare, tanto che guardandomi allo specchio, non so più chi sono e mi vien voglia di sputarmi in faccia, non essendo più possibile farlo sui passati governi e i volatili partiti, tutti ben più rapiti di me nell’arte del cambiamento post-post-postmoderno, abili come sono nel trasformismo bipartico), il Senatore Monti ci detta l’agenda, ciò significa fissare le date e gli impegni del nostro futuro, un’agenda non e un programma, da che mondo è mondo, l’agenda è affare personale, non collettiva, infatti, l’agenda è una e anche l’impegno è uno (quindi dettato e/o sottoscritto da uno) ma coinvolge tutti perché l’impegno è collettivo.

Mi par di capire, che fatta certa la premessa di cambiare l’Italia (con le solite affermazioni tecnocratiche, occorre cambiare, sempre e comunque e per principio non c’è mai nulla di buono e la cosa deve essere fatta in ragione di spiegazioni metafisiche quali: lo chiede il mercato, lo chiede l’Europa, occorre essere al passo con i tempi e ancoro con altre belle frasi a effetto che ormai conosciamo a memoria) lo scrivente Monti (o chi per Lui), ci detta l’agenda per un impegno comune, questo perché essendo profondamente democratico, se s’impegna, democraticamente pretende che lo facciamo anche noi.

Bella piroetta per un uomo che giurava di non voler scendere in politica e che nonostante il continuo calo nel gradimento statistico degli italiani, sentendosi come Figaro si aggira tra le forze politiche brandendo la sua agenda.

Il fatto che l’Europa detti l’agenda ai paesi comunitari, ha la sua coerenza. Che un partito come parte del tutto proponga una sua agenda, anche questo è comprensibile se pur meno, mentre è inaccettabile dal punto di vista democratico e civile che un individuo mai eletto da nessuno (fatta salva la nomina a Senatore a vita elargita dal Presidente della Repubblica per ovvi motivi di decoro istituzionale) si arroghi il diritto di dettare un’agenda a tutta una nazione, mi par cosa inammissibile in un consesso democratico. Diverso sarebbe se l’estensore di tale “agenda” avesse usato una formula diversa quale: “Proposta personale per un impegno comune”, in tal caso non avrei potuto obiettare nulla.

Conclude il titolo la frase: “Primo contributo a una riflessione aperta”, la cosa mi rende felice, perché vi ritrovo quello spirito democratico che credevo definitivamente morto in questa intestazione. Per questo essendo la riflessione aperta e non specificando a chi e considerato che l’impegno in agenda è comune, ho dato il mio piccolo contributo. Mi sorge solo il dubbio che il contributo del Prof. Mario Monti sia definito primo; ora non so se è inteso primo in ordine di tempo o primo rispetto agli altri, ovvero Uno. In questo caso non vorrei che come tutti gli altri che partecipano a questa libera e aperta discussione fossi come uno zero, posto dietro al suo Uno in fila ordinata con gli altri zeri, utilizzati al solo scopo di dar valor di moltitudine a ciò che nella sua essenza è singola espressione.

Bernardo Luraschi

P.S. Troverete il testo a questo indirizzo, http://www.agenda-monti.it/

non proprio, dovrete cliccare nuovamente in fondo alla pagina. Non vi spaventate per la foto di Monti, che con una manina sembra quasi invitarvi ad andare a lui, anzi, la foto sembra un poco strana, quasi che la mano sia stata inserita in un secondo tempo, sembrerebbe non tornare la parte finale della manica che pare di un cappotto, e la dimensione della stessa mano, ma questi prendeteli per i miei soliti dubbi sull’utilizzo delle immagini.

Link Originale: http://periferiaoccidentale.wordpress.com/2012/12/29/012-agenda-monti/

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!