Nel frattempo, ringraziamo il Signore che il M5S c’è

The sky over Sarajevo

Cosa è un partito?

Cosa è un movimento?

Cosa è un comitato elettorale?

Cosa è una rete di cittadini?

Queste domande generano un senso di fastidio.

Come un dito che si appoggia su una piaga aperta.

Sarà forse che è proprio così?

L’impero non vuole che noi ci si ponga queste domande ed, in particolare, l’impero non vuole che noi ci si ponga queste domande in quanto, per arrivare a queste domande bisogna essere già passati attraverso alcuni dubbi “esistenziali” circa il nostro posizionamento nella sfera sociale.

Significa che ci siamo già chiesti chi siamo, cosa vuol dire essere cittadini, cosa è la cosa pubblica, cosa è giusto, cosa è sbagliato…

Attività eretiche per l’impero.

Attività pericolosissime per le sue aristocrazie.

In un video, vedevo Grillo cho diceva quello che pensava ai giornalisti.

Inutile dire che quello che pensava Grillo suonava decisamente come un insulto.

– Ma non ci alleiamo!
Voi siete su un piano completamente diverso anche come parole.
Non riuscite ad identificare cosa è questo movimento.

Su questo ha decisamente ragione.

Per fortuna, l’impero è incapace di comprendere ciò che non ne fa parte.

Lo guarda, lo deride, lo chiama barbaro (o, a volte, anti-politico). Però non lo capisce.

E non lo capisce perché oramai comprende solo il concetto di “comitato elettorale”.

Il comitato elettorale è un gruppo di persone che operano per farne eleggere altre.

Finite le elezioni, questo comitato si scioglie e smette di esistere.

Nessun ideale tiene unito il comitato, nessuna cultura comune: si tratta di persone unite da un interesse comune. Ed, in genere, si tratta di un interesse di carattere economico.

Ecco che i comitati hanno bisogno di un programma.

Il programma è il legante dei comitati in quanto, perché si possa valutare l’esistenza di questo interesse economico bisogna poter valutare i tornaconti derivati da una serie di azione che gli eletti, se sono onesti… hem… ok onesti è parola grossa… volevo dire “di parola”, effettivamente cercheranno di mettere in pratica.

Un comitato elettorale è pienamente parte dell’impero e non ha nessuna speranza di fare il bene della gente in quanto, per sua stessa natura, unisce le persone in ragione del loro egoismo ed è uno strumento di oppressione nei confronti di coloro che non ne fanno parte.

Inoltre, in genere, il programma è emesso per raccogliere, attorno al comitato elettorale coloro che non ne fanno parte e quindi, anche se mantenuto, il programma non è altro che un’esca.

Non è sempre stato così.

Dopo la seconda guerra mondiale, per esempio, i partiti non si facevano votare sulla base di un programma ma, al contrario, si facevano votare in ragione di una base ideale e di un apparato decisionale che, con maggiore o minore efficienza, avrebbe permesso ai partiti di prendere decisioni di fronte alle diverse situazioni.

Rispetto ai vecchi partiti, i nuovi comitati elettorali hanno più libertà d’azione in quanto, mentre i primi avevano organismi continuamente dediti a controllarne la “fedeltà alla linea”, i signori eletti dai comitati elettorali, se va bene, rispettano il programma ed hanno mano completamente libera su tutto il resto.

Il movimento di Grillo è un oggetto nuovo.

La sua “linea” è l’opinione degli attivisti che emerge attraverso internet.

Si tratta di una linea in molti casi carente ma comunque eccellente se confrontata con gli orrori secreti dai comitati elettorali attuali.

Il metodo per la scelta dei rappresentanti è qualcosa di molto vicino all’estrazione a sorte ed è controbilanciato dal fatto che i candidati non possono focalizzare il potere su sé stessi né rimanendo in sella per troppo tempo né sovrapponendo la loro immagine a quella del movimento attraverso lo strumento dei talk show.

L’ideologia, quanto meno a me pare sintetizzabile in una frase “L’Italia è una democrazia ed il popolo è sovrano”.

Si può fare meglio del movimento di Grillo?

Beh… certamente.

I partiti possono fare meglio?

No… in quanto si sono estinti alla nascita della seconda repubblica.

Ed i comitati elettorali?

Ma fatemi il piacere!

Dobbiamo certamente creare qualcosa di meglio del Movimento 5 Stelle e, se lo faremo, sono certo che Grillo ci offrirà da bere.

Nel frattempo, ringraziamo il Signore che il M5S c’è.

6 pensieri su “Nel frattempo, ringraziamo il Signore che il M5S c’è

  1. Natale Marseglia

    C’è un altro fattore che dovrebbe essere preso in considerazione, cioè: l’appartenenza! Voglio dire, oggi l’italiano comune si sente tranquillo perché pensa di appartenere,per così dire, ad un sodalizio. L’idea di sodalizio si concretizza nell’idea di famiglia, club sportivo, partito politico, confessione religiosa, ecc. . Il Movimento 5 Stelle abbatte anche questi fronti di coesione sostituendo la possibilità di partecipare a un gruppo rimanendo, tuttavia, irresposabili con un isolamento decisionale in un’area praticamente illimitata e dai contorni sfumati che è la rete. Lo slogan “Ognuno vale uno” rappresenta la promozione sociale di ognuno di noi e l’affrancamento da un apparentamento, spesso non voluto, con personaggi il cui unico interesse è l’interesse personale.

    Rispondi
    1. Guido Autore articolo

      Ciao Natale

      C’è un aspetto positivo ed uno negativo nella “non appartenenza” e ciò dipende dall’oggetto a cui si appartiene.

      Se l’oggetto a cui si appartiene è un “comitato elettorale”, l’appartenenza è tutta di pancia ed è simile al “tifo da stadio”.
      Non c’è testa e non c’è cuore.

      L’appartenenza è il risultato di un condizionamento mentale ed implica schiavitù acritica.

      In questo caso l’apparteneza è totalmente negativa.

      Se l’oggetto a cui si appartiene è una “comunità”, una “cittadinanza”, un “popolo”, l'”Umanità”, il “Mondo” l’appartenenza è il prodromo dell’Amore.

      Io voglio appartenere!

      Ma voglio appartenere ai miei fratelli e non ad una classe di abulimici prenditori.

      D’altronde chi non serve nessuno non serve a nulla.

      Rispondi
  2. emanuele

    buongiorno. fatico a comprendere il senso del suo altisonante titolo/finale. se non sbaglio – cosa sempre possibile – lei ringrazia nientemeno che la divinità in cui crede per l’esistenza del movimento creato da Grillo perchè… è qualcosa di nuovo e non di perfettamente inquadrabile nelle griglie della semantica politica attuale. inoltre, dice che non è il programma l’elemento più significativo del movimento, il che in linea di principio mi trova d’accordo. ma solo per un motivo: il programma, al pari di molte altre azioni comunicative (tipo le traversate a nuoto dello Stretto), sono l’etichetta del prodotto, di cui quasi mai ci si può fidare. basta avere a mente gli slogan del passato (“un milione di posti di lavoro”, “meno tasse per tutti” etc.). lei sostiene dunque: meno male che Grillo c’è perchè è qualcosa di nuovo.
    ma è sufficiente la novità per un endorsement che invoca, nella sua formula più icastica e solenne, perfino la divinità? anche la Lega era qualcosa di nuovo quando nacque, nel panorama politico. infatti fece incetta di voti a mani basse. perfino Forza Italia era una polpetta avvelenata con una confettatura che molti percepivano come nuova.
    le scrivo perchè sono interessato da mesi a ciò che accade dietro le quinte del movimento di Grillo. per me il problema della valutazione di un partito vergine, cioè che non ha mai avuto la possibilità di governare, è una questione molto seria. secondo me il modo migliore per ottenere tale valutazione è guardare ciò che accade al di là di proclami e comportamenti ufficiali. ho scoperto in rete un sacco di materiale interessante, e ho anche contattato personalmente alcuni che nel movimento ci avevano creduto e poi erano rimasti bruciati dal pernicioso meccanismo dei meetup e della loro autarchia di fatto. la esorto a considerare per un istante una possibilità: che la questione della democrazia interna sia non solo un vero problema congenito alla struttura del movimento così come esso è stato architettato, ma che si tratti di un tallone d’Achille potenzialmente esiziale per un movimento che usa come cavallo di battaglia concetti come “democrazia dal basso” e come quello della Rete come suo catalizzatore.
    mi perdoni se le sembro presuntuoso per quanto le sto per dire, ma a mio avviso chi pubblicamente si lancia in simili endorsement pro-Grillo senza spendere parole per questa questione (democrazia interna) nonchè per l’ovvia trave nell’occhio costituita dal background osceno di Gianroberto Casaleggio e le sue connessioni ufficiali con lo stesso establishment che grillo dice di voler contrastare (nomino solo Enrico Sassoon), sta semplicemente facendo promozione elettorale.
    il che non è niente di illegittimo o riprovevole, ci mancherebbe. ma provoca un’immediata caduta dell’interesse per un blog che non è ufficialmente affiliato al M5S (se lo fosse, il suo appoggio al movimento sarebbe comprensibile per motivi di scuderia). io personalmente vengo qui per leggere voci critiche sul panorama italiano. se mi rendo conto che si tratta di un blog non solo colorato politicamente, ma – questo è il succo del discorso – colorato in maniera acritica verso gli ovvi punti deboli del partito che appoggia, io perdo interesse e cambio URL. se voglio leggere lodi sperticate su Grillo allora vado direttamente sul suo blog.
    con rispetto,
    emanuele

    Rispondi
    1. Guido Autore articolo

      Ciao Emanuele,

      spero di poterti dare del tu.

      Mi prenderò questa libertà.

      Secondo te, se considerassi sufficiente e definitiva l’esperienza di Grillo mi darei forse pena di studiare una forma alternativa di attività politica (quale, per esempio, la rete Nea Polis)?

      Il Movimento 5 Stelle è un movimento che è nato e, se va bene, assolverà la sua funzione distruttiva dell’attuale sistema politico e poi morirà (come tutte le cose terrene).

      Personalmente, per quanto riguarda la democrazia interna, vedo bene quanto te i limiti di un partito liquido e, probabilmente, presto ne parlerò.

      Ed il primo limite è il fatto che, quando non c’è uno che prende le decisioni ufficialmente, c’è uno che prende le decisioni ufficiosamente.

      Però ho visto gli altri partiti e, in un deserto di democrazia, uno beve anche acqua sporca a 5 stelle.

      Specialmente nella convinzione che, almeno lì, per ogni corrotto ci sono 100 militanti puliti.

      Detto questo, ti suggerisco di dedicare molto più tempo agli url con i quali non sei d’accordo che con quelli che dicono solo cose che trovi gradevoli.

      Infatti non c’è crescita se la strada non è impervia.

      Per quanto mi riguarda, continuerò a scrivere ciò che, nel momento in cui scrivo, mi pare più giusto.

      Ciao

      Guido

      Rispondi
      1. emanuele

        hai fatto bene a ricordarmi della rete NP: avevo messo nel cassetto il tuo articolo perchè mi sembrava interessante ma poi me lo sono dimenticato. entro breve gli dedico un po’ di tempo.

        solo tre piccolissime risposte:

        – molto spesso le cose terrene muoiono troppo tardi, cioè dopo aver fatto una serie di danni che non pagano loro, ma altri dopo di loro (vedi di nuovo Lega e FI). anche lo stesso famoso aforisma di Falcone (“la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e una fine”) secondo la mia modesta opinione va sì inteso nel senso di una storicizzazione del fenomeno, ma in tutto e per tutto: in quanto fenomeno storico la mafia (ma il soggetto di questo pensiero si può cambiare a piacere) morirà solo quando terminano le condizioni storiche (contesti) che lo determinano. NON prima. infatti berlusconi è andato via dopo il suo ventennio, e, tra l’altro, non perchè il popolo lo abbia mandato a casa. il che la dice non lunga, ma lunghissima.

        – l’impostazione mentale del tipo “è comunque meglio degli altri”, se non addirittura “meno peggio”, dato che tu stesso parli di acqua sporca a 5 stelle, è vecchia che più vecchia non si può. ricorda il “turarsi il naso” che tutti conosciamo bene, che ha consegnato un paese alla Dittatura Cristiana dal dopoguerra fino all’altro ieri. ma soprattutto che mal si accorda, in quanto vecchio costume mentale, a un fenomeno nuovo come tu dici essere il M5S.

        – infine, con nonchalance hai bypassato il cuore della mia obiezione (democrazia millantata di un movimento che NON lo è davvero), rispondendo per giunta che “in un deserto di democrazia” ecc. ecc.
        lo vedi quanto è centrale capire se il M5S è DAVVERO intrinsecamente democratico? altrimenti non faremmo altro, e per l’ennesima volta, che cambiare un tiranno vecchio con uno nuovo.

        e poi (si, lo so, ho sforato, ma su questo so che mi darai ragione) perchè mai dovremmo sempre andare a prendere il meno peggio? ma una buona volta non avremo il sacrosanto diritto di smetterla di andare a capare le noccioline nella cacca dei cani?

        ah, aspetta, lo so il perchè. perchè probabilmente ancora non ci meritiamo niente di meglio. dopotutto la nostra classe politica è la pura espressione di quello che noi siamo come società.

        ti saluto e certo che continuerò a leggerti. è un piacere discutere con gente intelligente.
        emanuele

        Rispondi
        1. Guido Autore articolo

          In realtà, il discorso che sto facendo è più complesso del semplice “turatevi il naso e votate diccì” che tanto ha danneggiato al politica cattolica, la fede cattolica ed il paese.

          Ciò che scrivo è che il M5S sta creando un’incrinatura nella politica italiana del partito unico nel quale bisogna incunearsi per trasformare le incrinature in crepe e le crepe in brecce.

          Per farlo, bisogna concepire partiti che siano più efficienti del M5S che, a mio avviso, è il miglior partito che un comico potrebbe mai concepire.

          Rimane il fatto che il M5S ha delle carenze in quanto il concetto stesso di partito liquido ha delle carenze in quanto rinuncia alle funzioni di formazione, informazione ed organizzazione senza le quali il popolo non potrà mai essere sovrano in quanto non avrà mai gli strumenti per governare.

          Dobbiamo creare partiti migliori.

          Io, però, in questo, fin’ora, non sono stato capace di turare un ragno dal buco.

          Vado a riunioni varie.
          Sono molto apprezzato.
          Faccio presente che sarebbe necessario pensare ad una struttura democratica interna che tuteli i militanti a discapito della dirigenza.
          Mi cacciano.
          Con delicatezza, simpatia, ammirazione, gentilezza.
          Ma mi cacciano.

          Voglio inoltre aggiungere che il mio ringraziamento al Signore è dovuto al fatto che, se in questo momento non ci fosse il M5S, allora ci sarebbero solo le bombe.

          Ed, in quest’ottica, il M5S è uno strumento di tutela della vita umana (tra cui comprendo anche quelle di Monti e della Fornero) che, per me, è una priorità irrinunciabile.

          Un abbraccio

          Guido

          Rispondi

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!