Esplode in Italia l’odio Manifesto antisemita

di Sergio Di Cori Modigliani

Le ultime 48 ore sono state molto ma molto difficili.

E si preannunciano ore e giornate ancora più difficili.

Non è una sorpresa. Si sapeva che se avesse vinto Chavez in Venezuela, se la Kirchner avesse retto l’urto della protesta popolare argentina, orchestrata dai ceti più conservatori sostenuti dall’ala fascista militare, se in Gran Bretagna la Banca d’Inghilterra avesse scelto di cominciare a porre la parola fine al regime autoritario di rigore e austerità imposte dalla Unione Europea e, infine, se avesse vinto Barack Obama annunciando, come ha fatto alla sua prima uscita pubblica, che si andava verso la fine del regime teocratico iper-liberista, i colossi della finanza internazionale legata ai produttori di energia avrebbero dato battaglia. In gioco, infatti, ci sono due interpretazioni del mondo e dell’esistenza che la crisi economica ha reso incompatibili.

Chi gestisce i cordoni della borsa internazionale ha fatto male i conti.

Arroccati dentro i loro castelli, senza più alcun legame con la nuova realtà sociale geo-politica mondiale, completamente auto-referenziali, non prevedevano affatto una sconfitta. La cosiddetta “crisi economica” era stata la loro ultima geniale invenzione, che avrebbe dovuto essere il corollario di una lunga battaglia iniziata a metà degli anni’70, al fine di poter riorganizzare e gestire un nuovo ordine planetario di tipo medioevale. Le cose, invece, stanno andando in maniera diversa, molto diversa. Non se l’aspettavano.

La sconfitta di Chavez, il rovesciamento di Correa in Ecuador e una vittoria a valanga di Mitt Romney in Usa erano i tre abbaglianti fari che Mario Monti segnalava alla fine del tunnel. I sondaggi erano tutti dalla loro parte.

Avevano sottovalutato l’aurora di una nuova consapevolezza collettiva, attivata e velocizzata anche (e soprattutto) grazie alla diffusione del web e dei social networks. Semplici strumenti tecnologici e, come tali, buoni e utili per rincretinire, addormentare, sedare ma anche, allo stesso tempo, potenzialmente adrenalinici per un risveglio generalizzato. C’è chi li ha usati come semplice fuga dalla realtà ma ci sono state anche centinaia di milioni di persone che li hanno usati come una stimolante sorpresa innovativa che ha spalancato loro alcune porte della percezione mentale, rendendoli più curiosi e consapevoli. I consueti e usuali sistemi di controllo e manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa stanno cedendo. Se il re non è vestito, oggi –quantomeno in occidente- è molto facile smascherarne la nudità pubblicamente. In alcuni casi, è addirittura immediato. Se non fosse così, i sistemi di governo più autoritari e repressivi (Cina, Iran, Corea del nord, Arabia Saudita, ecc.) avrebbero consentito la libertà di rete; e invece quei governi fanno in modo di interrompere il flusso per impedire la connessione.

E’ ormai un processo inarrestabile: si chiama progresso.

E va di pari passo con l’applicazione di nuove tecniche e tecnologie legate alla produzione dell’energia che comporterà –inevitabilmente- il crollo di alcune potenti dinastie e nazioni, e la nascita di altre dinastie e nazioni nuove e diverse. La fine dell’era dell’uso dei fossili è già iniziata, così come sta iniziando la fine dell’era della meccanizzazione, la fine di un potere politico centrale oligarchico che non presuppone neppure l’esistenza della democrazia diretta e che provocherà la fine di una mercatizzazione dell’esistenza.

Non c’è da stupirsi, quindi, se spirano venti di guerra nel Mar Mediterraneo, da sempre teatro centrale delle più importanti rivoluzioni avvenute negli ultimi 10.000 anni.

Le grandi concentrazioni bancarie del pianeta, infatti, sia a occidente che in Asia Minore, hanno capito che la speculazione sui derivati senza alcun controllo, la gestione strategica di sistemi politici corrotti locali, la trasformazione delle nazioni da complesse etnie polivalenti in semplici aggregati di manodopera a basso prezzo e la loro eterna possibilità di avere accesso a danaro contante da parte dello stato centrale, con una semplice telefonata, ebbene, tutto ciò sta arrivando al capolinea. Poiché sono molto forti, molto ricchi e molto potenti, e quindi possono scegliere, optano per la scelta che hanno –fin dall’inizio della civiltà- sempre usato nei momenti di emergenza: la guerra.

Negli ultimi tre giorni i grandi colossi della finanza stanno spostando ingenti capitali su titoli e fondi legati alle industrie belliche, sottraendo quei fondi alle banche che vanno in sofferenza e spingono tutte le borse al ribasso.

In ogni nazione e in ogni paese si stanno verificando diverse modalità di reazione a questo fenomeno internazionale; ogni etnia ha i suoi momenti, i suoi usi, le sue tradizioni.

Ogni paese ha una sua cultura, con i propri stereotipi sottaciuti, le proprie idiosincrasie e, nei momenti di forte impatto emotivo sociale, quegli elementi dell’inconscio collettivo –se non sono stati elaborati grazie ad un proficuo lavoro condotto da una adeguata classe intellettuale- erompono come un vulcano o un fiume in piena, a seconda del tipo di metafora naturale che più vi aggrada.

In Italia, negli ultimi giorni, al di là delle consuete pantomime della eterna campagna elettorale, si è scatenata una furibonda campagna antisemita, mai vista prima in nessun paese occidentale fin dagli anni ’30. In teoria tutto ciò è determinato dalla situazione di belligeranza tra lo Stato d’Israele e i palestinesi residenti nella cosiddetta striscia di Gaza.

Ma in pratica non è così.

Se fosse così –estremo paradosso- potrebbe perfino essere considerata una notizia tinta di aspetti positivi, come ad esempio la perdita e l’abbandono del cinismo e dell’indifferenza nazionale.

L’attuale campagna antisemita non ha niente a che vedere né con Israele né con i palestinesi e meno che mai con un senso di solidarietà umano. Tutt’altro.

Tant’è vero che nessun organo di stampa mainstream, nessun blogger, nessun sito, nei due mesi precedenti, ha dedicato un rigo al massacro di circa 600 palestinesi innocenti in Siria, ordinato da Assad. Lì gli israeliani non c’entravano. Così come non c’entravano con la massiccia repressione giordana nei campi palestinesi situati in territorio giordano, non meritevole di alcuna notizia.

In Italia, invece, sul web, su facebook, si è scatenata una vera e propria orgia antisemita.

Non è una sorpresa.

Per due motivi: primo, perché da lungo tempo in Italia si sta diffondendo il pensiero nazista, di cui, in diverse occasioni, avevo parlato su questo blog. L’intero pattume ideologico della Lega Nord ha svolto un ruolo preponderante nell’avviare questo processo di degenerazione civile della società, cercando di spingere gli italiani verso il proprio passato, attraverso la proposizione di simboli, segnali, linguaggi, mistificazioni, che ruotavano intorno a quella che da sempre è stata la caratteristica principale dell’ideologia nazista europea: la suddivisione delle etnie e dei popoli in razze, di cui una è superiore alle altre, in questo caso la cosiddetta “razza padana”. Il secondo motivo, invece, spiega le ragioni per cui il primo motivo è stato sottovalutato e archiviato con faciloneria rubricandolo sotto la consueta cinica didascalia “è puro folclore messo in piedi per attirare voti e farsi notare”. E il secondo motivo consiste nel fatto che l’Italia è un paese antisemita.

Lo è sempre stato.

E’ il più furibondo paese antisemita di tutto il sistema occidentale.

Lo scontro tra israeliani e palestinesi non c’entra nulla.

E tanto più si insisterà nel sottolineare questo aspetto, tanto meno si arriverà all’auspicato momento in cui questo popolo comincerà a fare i conti con se stesso, con la propria Storia, con il proprio passato, con le proprie scelte, rinunciando ad elaborare i fatti.

Lo dimostra il fatto che la sinistra e la destra negli ultimi giorni si sono trovate affiancate, perché nella manifestazione dell’odio contro l’ebreo crolla quella faziosità consueta tra destra e sinistra.

Mentre alcuni settori della destra sono da sempre più diretti, quelli della sinistra hanno invece scelto argomentazioni elaborate nascondendole dietro l’apparente denuncia del complotto sionista al comando di banche ebraiche che ha il fine di appropriarsi di beni e ricchezze altrui, com’è scritto nei testi storici che ci raccontano l’epopea orchestrata nel 1492 nella Penisola Iberica dal Tribunale della Santa Inquisizione.

Fino a ieri.

La data del 15 novembre, invece, segna una novità. Entrambi i settori si sono unificati e apertamente, su tutte le pagine facebook per esempio, finalmente, la sinistra si è liberata lanciandosi nel dichiarato odio “contro gli ebrei in quanto ebrei”. Così su uno dei siti verosimilmente di sinistra che va per la maggiore e che si chiama “cose che nessuno ti dirà di nocensura.com”

IL NEMICO OCCULTO Un Documentario Sulla Questione Ebraica

L’umanità asservita all’ebreo – FATTI, non opinioni… come difendersi dagli ebrei

Chiunque può andarsi a leggere l’articolo se gli interessa.

Immediatamente è stato affiancato dal più potente sito nazista sedicente di sinistra operativo in Italia, (informare x resistere.fr) un sito chiuso a settembre del 2011 dall’interpol su denuncia presentata all’Unione Europea per “diffusione dell’odio razziale e propaganda violenta che incita all’odio” e quindi impossibilitati a poter esercitare la propria presenza sul nostro territorio. Si sono trasferiti in Francia dove hanno trovato l’appoggio della destra estrema di Marie Le Pen e finanziamenti adeguati, in modo tale da poter operare senza timore di poter essere denunciati in Italia in quanto risulta un sito francese scritto in lingua italiana, quindi godono di extra-territorialità. E’ un sito costruito tutto sulla necessità di fermare le banche, di andare contro le banche e di combattere contro il nemico sionista, ecc. Negli ultimi giorni hanno pubblicato diverse fotografie che mostravano immagini di bambini palestinesi deturpati e sofferenti pieni di ferite. Una delle tante immagini è quella che vedete in bacheca dove è stata presa una fotografia scattata da un osservatore dell’Onu che ha riferito del massacro dei palestinesi in Siria lo scorso ottobre ma è stata presentata ieri come prova di ciò che gli israeliani stanno provocando.

Sull’onda di questo entusiasmo, i siti della destra anti-mercatista e anti-montiana si sono scatenati smascherandosi e scambiandosi entusiastici link antisemiti con siti della sinistra. L’altro ieri, complessivamente, erano 2500 i siti che incitavano all’odio contro gli ebrei italiani, per un volume complessivo di contatti pari a circa 5 milioni di cittadini di lingua italiana.

Per fortuna che esiste la Germania, bisogna dirlo, a onor di cronaca, nazione che conosce molto bene i propri polli ed è sempre molto attenta e in allerta rispetto a ogni rigurgito e affermazione di pensiero nazista. E’ stata la loro polizia a inviare immediatamente un rapporto alla sede di Bruxelles all’Unione Europea da cui è partita una informativa “ufficiale” al ministero degli interni italiano che ha messo la ministra Cancellieri nella situazione di dover intervenire subito. L’altro ieri, infatti, è stato oscurato il più importante sito nazista italiano che, nonostante le proteste provenienti da diversi settori della società civile, godeva di appoggi e visibilità operatività sul web. Il sito si chiama “Stormfront Italia”. L’amministratore del sito, nonché gestore di un forum, è stato arrestato Nei giorni precedenti avevano cominciato a pubblicare l’elenco degli “obiettivi militari” da colpire in Italia: un violoncellista di Venezia, un pubblicitario di Milano, un dentista di Bologna, una maestra elementare di Bari, il sottoscritto, un industriale di tessuti di Livorno, un barista di Pordenone, (e poi un’altra ventina di nomi) definiti “ratti e scarafaggi di razza ebraica che controllano le banche e ci stanno vampirizzando assassinando gli innocenti palestinesi”. Il sito è stato oscurato ieri.

Circa una ventina di siti “apparentemente” di sinistra, di alcuni avevo a suo tempo denunciato la chiara matrice nazista antisemita su questo blog, si sono rifatti il maquillage, hanno cancellato subito i nomi dei loro aderenti con un nuovo look, un nuovo design, e gran parte delle persone che componevano la struttura hanno cancellato il loro account.

Ieri su facebook è comparso il seguente annuncio: TUTTI IN PIAZZA CONTRO IL MASSACRO. A ROMA, VENERDI’ 16 ALLE 17.30 A MONTECITORIO. A MILANO, ALLE 18.00 IN PIAZZA DUOMO. A TRENTO, ALLE 18.00 IN PIAZZA DUOMO. A PALERMO, ALLE 17.00 IN PIAZZA GIUSEPPE VERDI. AOSTA, ALLE 21.00 IN PIAZZA CHANOUX.

Questo titolo era accompagnato da una fotografia di uno studente picchiato dalla polizia e faceva riferimento alla necessità di protestare contro le misure di austerità di Monti. Andando però a leggere il contenuto si trovava invece ← GAZA SOTTO ATTACCO, SI TEME UNA NUOVA OPERAZIONE “PIOMBO FUSO”. UN APPELLO DEGLI INTERNAZIONALI PRESENTI A GAZA. IL LEADER DELLA COMUNITA’ EBRAICA ROMANA VUOLE VIETARE LE MANIFESTAZIONI: VEDIAMO DI DELUDERLO.

In tutta Italia si stanno organizzano iniziative per domani, venerdì 16, contro la nuova aggressione israeliana a Gaza. A Roma, il Coordinamento Freedom Flotilla Italia – Benvenuti in Palestina e l’Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese hanno indetto una manifestazione alle 17.30 davanti al Parlamento, in Piazza Montecitorio. Portate kefyeh, bandiere palestinesi e bandiere delle Freedom Flotilla per manifestare contro Israele.

L’annuncio è stato condiviso da migliaia di persone che pensavano si riferisse a una protesta studentesca.

Da ieri, in questa nazione cinica e indifferente, che si è cuccata in silenzio complice, per più di 20 anni, Berlusconi & co. all’improvviso c’è un rigurgito di passione civile collettiva e hanno cominciato a spedire migliaia e migliaia di messaggi di insulti e minacce ai cittadini italiani con cognomi ebraici, colpevoli di essere ebrei.

Non è una sorpresa.

Perché questo è un paese antisemita.

Gli ebrei lo sanno bene. Anche se gli italiani adorano non dirselo, non ricordarlo. Come potrebbero mai farlo visto che hanno occultato il proprio antisemitismo da sempre? Basterebbe ricordare l’avventura di un anonimo avvocatucolo di Arezzo che nel dicembre del 1938 ebbe la grande intuizione di visionare la possibilità di costruirsi una fantastica carriera politica. Aveva ragione, 22 anni più tardi sarebbe diventato presidente del consiglio. Il 6 dicembre del 1938 esordiva sul settimanale “La difesa della razza” diretto da un certo Telesio Interlandi, spiegando le ragioni storiche della inferiorità degli ebrei italiani. Per nove mesi di seguito pubblicò sistematicamente articoli per spiegare la inferiorità degli ebrei, finchè non ottenne il posto di ordinario e un ottimo salario. Si chiamava Amintore Fanfani. Nel febbraio del 1945 sparì nel nulla e si dileguò. Ricomparve nel 1952 dentro la Democrazia Cristiana dove fece carriera, poco dopo che Togliatti, in pieno accordo con De Gasperi, aveva deciso di stendere un definitivo velo sul ventennio fascista. Aveva le sue ragioni, Togliatti. Se Fanfani così si costruì la sua carriera, ci fu chi come il prof. Carlo Argan si conquistò il posto di direttore generale del Minculpop nella sezione delle Belle Arti e nel 1943, quando i nazisti entrarono a Roma si mise a disposizione del comandante delle SS Kappler per gestire l’appropriazione di collezione di quadri che appartenevano a famiglie ebree italiane. Anche lui sparì nel 1945, ma riapparve nel 1952, come iscritto nel Partito Comunista Italiano e poi, successivamente, 25 anni dopo sindaco di Roma, la città dove aveva dato il suo contributo a stuprarne l’anima civile. E così via.

Questa è sempre stata l’Italia.

E non è cambiata.

Perché di tutto ciò si preferisce non parlare.

Mentre l’emiro del Qatar, insieme al sultanato dell’Oman e l’emiro dell’Abu Dhabi, avvalendosi dell’appoggio di Al Jazeera, armano le micidiali milizie salafite sorrette dall’investimento di grandi colossi finanziari legati alle società petrolifere, cercando di prendere il totale controllo della zona del Mediterraneo attraverso la manifestazione di atti di terrorismo, impedendo quindi qualunque forma di ribellione interna contro la loro criminale dittatura autoritaria, in Italia siamo testimoni di uno spaventoso rigurgito antisemita, immotivato.

I motivi, in verità, ci sono. Si sono già presi Valentino e la Marzotto. Hanno chiuso un accordo di joint venture tra Al Jazeera e Ansa –siglato un mese fa- decisivo per la diffusione di notizie in Italia; hanno acquisito la maggioranza di controllo del pacchetto di Unicredit; stanno acquistando la Mediaset decotta bisognosa di liquidi, con il sostegno dei loro alleati americani di Halliburton, Wel, Alcoa e la famiglia Bush.

Volutamente ho scelto di non esprimermi rispetto allo scontro in atto tra Israele e Gaza, è quasi impossibile parlarne in Italia. Vi invito a leggere un post davvero molto interessante che ha una lettura anomala e complessa, direi suggestiva, e non in funzione filo-israeliana. Il blog si chiama Kein Pfusch, scritto da un certo Uriel Fanelli. Il post si chiama “oh, medio oriente! Ci risiamo”. Una persona intelligente che vive in Germania.

Questo mio post, oggi, in una giornata davvero triste per gli italiani accecati dalla loro ottusità, si conclude con il titolo: “l’agghiacciante solitudine degli ebrei italiani”. Invece che all’inizio, il titolo lo metto alla fine. Facebook e il web stanno dimostrando che gli italiani, dal punto di vista della democrazia civile, hanno davvero raggiunto e toccato il fondo.

Penso che non necessiti di ulteriori commenti.

Non avrei mai pensato di dovermi trovare, in Italia, nella stessa identica situazione di mio padre e di mio nonno nel 1938, quando venivano additati e accusati di “essere ebrei in quanto ebrei”.

Praticamente sentirsi in colpa per il solo fatto di esistere.

Non va niente bene.

E tutto ciò non è colpa di Mario Monti e neppure di Beppe Grillo, o di Bersani o di Alfano.

E’ colpa di tutti.

Anche per questo, l’Italia sta come sta.

2 pensieri su “Esplode in Italia l’odio Manifesto antisemita

  1. Guido

    Shalom Sergio,

    ti saluto con il saluto proprio della religione ebraica che ha lo stesso significato del saluto che Frate Francesco ha proposto come motto dei suoi poveri di Assisi.

    Sopo la nostra conversazione di venerdì sera, anche io ho iniziato ad unire i puntini e vedere con orrore che la figura che ne stava uscendo aveva la forma di una svastica ed ho iniziato una campagna anti-odio mostrando come l’odio sia un sistema con cui l’impero si fa sostituire con una copia di sé stesso.

    Oggi ho rilanciato il tuo articolo e mi permetto di commentarlo.

    Permettimi di aggiungere che la campagna d’odio non tocca solo voi ebrei.

    La settimana scorsa, Don Fabio Bartoli mi ha segnalato che i religiosi cattolici stanno venendo aggrediti in pubblico ed in privato nelle chiese.

    Ricordi il filmato dell’attivista del gruppo Femen che hanno tagliato la croce con una sega elettrica e la questione delle Pussy Riot?

    Il Corriere della Sera, nella campagna anti Grillo, sta rinfocolando la paranoia nei confronti dei Massoni.

    Dobbiamo lavorare tutti assieme per denunciare questa campagna ed evitare che i semi dell’odio mettano radici.

    In caso contrario, presto, ci troveremo tutti assieme ad assaporarne i frutti.

    PAX ET BONUM fratello mio.

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org

    (Autore, tra le altre cose, dei siti http://www.santuariodisantamariadellegrazie.org e http://www.parrocchiasanbenedetto.org)

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  2. Maria Pia

    Continuate pure a confondere l’antisionismo con l’antisemitismo, tanto non ci crede più nessuno e poi semiti lo erano certo più i palestinesi che i nuovi occupanti della Palestina. Si tratta non di razza o di religione o di chissà che cosa ma del senso profondo delle cose. Democrazia è un nome ma dipende come la fai se usi i cannoni non ci prendi in giro quella è tirannia. Se dici:” io sono una povera vittima” ma intanto ammazzi e distruggi chi credi ti crederà per tanto tempo? Shalom

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