Riccardi: una cattolicità stressata per colpa della crisi

All’angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi:
Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli:

So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana.

Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.

Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti.

Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.

Apocalisse 2, 12-16

Stavo leggendo una intervista ad Andrea Ricciardi al quale è stato affidato il ministero per la Cooperazione internazionale, l’integrazione e le politiche e la famiglia.

Mi aveva incuriosito il titolo che recitava Riccardi:”Societa’ stressata per colpa della crisi” e, di conseguenza, avevo deciso di dedicare qualche minuto per comprendere quale interpretazione della crisi stesse venendo data dal politico più “cattolico” del governo Monti.

Letto l’articolo, ho deciso di riportarlo integralmente ed, in prima battuta, ve ne suggerisco una lettura veloce veloce.

“I partiti devono ripensarsi e tornare in mezzo alla gente.  Spesso l’antipolitica è una domanda di politica buona. Sono considerazioni che faccio da cittadino, e che farò ancor di più nei prossimi giorni. Anche se al momento, l’unica cosa di cui sono certo, è che alle prossime elezioni voterò a Trastevere”.

Si è presentato così a Riva del Garda Andrea Riccardi, ministro per Cooperazione Internazionale, l’Integrazione e le Politiche per la Famiglia e fondatore storico della Comunità di Sant’Egidio. Uno degli esponenti più in vista del mondo cattolico. Riccardi ha aperto il Festival della Famiglia nel giorno in cui è stata annunciata la lettera appello dove vari esponenti del mondo cattolico e liberale (fra gli altri Olivero Acli, Bonanni Cisl, Costalli Mcl) propongono nuove forme di aggregazione “Verso la Terza Repubblica”. La lettera è firmata anche da Lorenzo Dellai, presidente della Provincia di Trento e promotore del Festival della Famiglia, insieme a Riccardi.

“Credo che il governo Monti abbia dato un grande contributo a questo Paese. Senza di lui, saremmo in condizioni drammatiche”

Ministro Riccardi, la condizione delle famiglie italiane però è assai difficile, aggravata anche dalla crisi economica

Il 2012 è l’anno più difficile per le famiglie italiane. La nostra società è sotto stress a causa della crisi, e così lo è anche la famiglia. Il nucleo familiare però costituisce ancora il vero rifugio, il migliore ammortizzatore sociale all’inadeguatezza del welfare statale

Cosa sta facendo il governo per le famiglie italiane?

Abbiamo reperito 800 milioni di fondi europei per l’aiuto alle famiglie in difficoltà nel sud Italia, promosso una convezione con le farmacie comunali per abbattere del 40 per cento il costo dei farmaci per bambini e stiamo lavorando per favorire la conciliazione fra casa e lavoro per le donne. E poi vorremmo che se ne parlasse, in positivo. Da un anno fa ad oggi, la considerazione del tema immigrazione, degli immigrati, è cambiata. Vorremmo che la stessa cosa accadesse anche per il tema della famiglia.

La crisi che stiamo vivendo non è solo economica, ma anche della politica, dei partiti

La politica deve riprendere a ragionare alla grande. Dalla caduta del muro di Berlino si è avviato un processo che ha messo in discussione i concetti di sinistra, destra e anche di centro. Il nostro Paese ha una storia e una cultura che non possiamo buttare via. Ci vorrebbe una legislatura costituente.

DOMANDA: Avete notato cosa ha detto, di cattolico, il ministro per la Famiglia?

RISPOSTA: non ha detto assolutamente niente.

Badate bene intendo dire che non ha detto nulla di cattolico perché, in effetti, i messaggi nascosti in questa intervista sono veramente molteplici.

Partiamo dalla prima fase di apologia del governo Monti che inizia con un’attacco contro i partiti che arriva a freddo senza bisogno di domanda alcuna.

“I partiti devono ripensarsi e tornare in mezzo alla gente.  Spesso l’antipolitica è una domanda di politica buona. Sono considerazioni che faccio da cittadino, e che farò ancor di più nei prossimi giorni. Anche se al momento, l’unica cosa di cui sono certo, è che alle prossime elezioni voterò a Trastevere”.

“Credo che il governo Monti abbia dato un grande contributo a questo Paese. Senza di lui, saremmo in condizioni drammatiche”

Il nostro ministro “tecnico” non sta solo attaccando i partiti (il ché è lo sport nazionale da Batman in poi): egli, attaccando tutti i partiti, sta implicitamente affermando che i cittadini italiani non potranno prendere in mano il loro destino perché nessuno sarà in grado di rappresentarli.

In altre parole, il caro ministro ricandida un governo tecnico per poi dire che, seppur stiamo tutti peggio di come stavamo prima che Monti arrivasse,  se non fosse arrivato, staremmo sicuramente ancora molto peggio.

Premetto che questa frase, oltre ad essere un vero cavallo di battaglia dei paladini del governo, è logicamente insostenibile.

Si tratta infatti di confronto di una catastrofe vera con tutte le possibili catastrofi alternative, e cioè un confronto tra una realtà e tante ipotesi.

Dato che la realtà è una cosa e le ipotesi sono una cosa totalmente diversa il nostro ministro è come se avesse operato un confronto tra pere e biciclette.

Aggiungo infine che, a me, questa introduzione francamente suona molto come una excusatio non petita buttata lì così, prima di dire buon giorno.

Dopo la prima parte dell’intervista, si passa veloci alla seconda.

Ministro Riccardi, la condizione delle famiglie italiane però è assai difficile, aggravata anche dalla crisi economica

Il 2012 è l’anno più difficile per le famiglie italiane. La nostra società è sotto stress a causa della crisi, e così lo è anche la famiglia. Il nucleo familiare però costituisce ancora il vero rifugio, il migliore ammortizzatore sociale all’inadeguatezza del welfare statale

Cosa sta facendo il governo per le famiglie italiane?

Abbiamo reperito 800 milioni di fondi europei per l’aiuto alle famiglie in difficoltà nel sud Italia, promosso una convezione con le farmacie comunali per abbattere del 40 per cento il costo dei farmaci per bambini e stiamo lavorando per favorire la conciliazione fra casa e lavoro per le donne. E poi vorremmo che se ne parlasse, in positivo. Da un anno fa ad oggi, la considerazione del tema immigrazione, degli immigrati, è cambiata. Vorremmo che la stessa cosa accadesse anche per il tema della famiglia.

Due domande: due risposte: un esempio di pornografia politica.

Veniamo alla prima: un vero capolavoro! La società è sotto stress a a causa dello stress ed è in crisi a causa della crisi.

La famiglia è sotto stress a causa dello stress ed è in crisi a causa della crisi.

Ma per fortuna che c’è la famiglia perché lo Stato non fa nulla.

Mi piacerebbe che qualcuno spiegasse al ministro che il suo ruolo è quello di agire a favore delle famiglie e non quello di trovare i modi di scaricare sulle famiglie le responsabilità di mitigare i danni dell’azione del governo.

Le famiglie, per noi cattolici, sono il luogo della formazione umana e spirituale delle nuove generazioni e non il carcere dove uomini e donne adulte vengano umiliate costringendole a chiedere la carità dai loro stessi genitori.

Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie

Marco 10 – 7

La seconda frase  è poi una meraviglia.

800 milioni di fondi europei per  le famiglie del sud
Vorrei far presente al ministro che i 57 euro ad abitante del sud da lui presentati non sono del governo ma dell’Europa e che poi vorremmo sapere come saranno spesi.

abbattimento del costo dei farmaci del 40 %
Ma sta per caso parlando dello stesso governo che vuole raddoppiare il costo dei farmaci di fascia bassa, fare tagli alla sanità, e tagliare le pensioni di invalidità?

stiamo lavorando per favorire la conciliazione fra casa e lavoro per le donne
In effetti, con lo stato attuale della disoccupazione giovanile e femminile  la conciliazione fra casa e lavoro è un problema risolto.

la considerazione del tema immigrazione, degli immigrati, è cambiata
Dalle statistiche  si nota infatti che l’Italia non è considerata un luogo di lavoro appetibile nemmeno dagli africani e non è più un luogo di immigrazione.

Vorremmo che la stessa cosa accadesse anche per il tema della famiglia
E noi non vogliamo scoprire cosa il ministro avesse in mente quando diceva questa cosa.

L’intervista del ministro si è conclusa con l’apoteosi della frase finale.

La politica deve riprendere a ragionare alla grande. Dalla caduta del muro di Berlino si è avviato un processo che ha messo in discussione i concetti di sinistra, destra e anche di centro. Il nostro Paese ha una storia e una cultura che non possiamo buttare via. Ci vorrebbe una legislatura costituente.

A questo fuoco artificiale di pensiero politico vorremmo aggiungere che “si stava meglio quando si stava peggio” e “quando c’era lui, i treni arrivano in orario”.

 

Conclusioni

Inutile dire che pensavo di trovare qualche concetto da confutare in quanto, come sapete, non ritengo possibile per un cristiano governare con persone caratterizzate da un agire così assolutamente contrario alla Parola.

Va bene che governare l’intero paese vuol dire anche discutere con i non cristiani, ma, in nessun caso, ciò  ci autorizza in  a partecipare ad attività contrarie allo spirito della Parola.

E queste considerazioni sono quelle che, non appena ho letto l’intervista del ministro, mi hanno fatto pensare al movimento dei Nicolaiti che cercavano di trovare un compromesso tra lo stile di vita imperiale (orge comprese) e quello cristiano.

Lascio quindi da leggere, a chi ha resistito fino a qui, le parole che ho trovato sul Blog “Uscite popolo mio da Babilonia” che parla anche del brano dell’Apocalisse riportato ad inizio articolo.

L’altro rimprovero che Giovanni muove ai Nicolaiti è analogo, egli parla dipornéia, parola che in greco letteralmente significa “prostituzione” e viene usata spesso in un senso molto ampio per indicare qualsiasi immoralità sessuale. Nel greco biblico inoltre ha anche il senso di “idolatria”in questo caso però, dato che il movimento dei Nicolaiti è un movimento interno alla Chiesa, mi sembra difficile parlare di idolatria, credo che Giovanni invece rimproveri al movimento proprio la facilità con cui accetta i costumi sessuali romani.

Nella cultura greco-romana c’era un’esibizione della sessualità e del corpo che agli occhi di un ebreo e dunque di un cristiano doveva apparire intollerabile: la promiscuità nelle terme, i bordelli finanziati dallo stato, le prostitute sacre, la non infrequente pederastia, l’accettazione sociale dell’omosessualità creavano sicuramente non pochi imbarazzi alle comunità cristiane.

A parte l’ovvia tentazione che questo stile di vita disinvolto rappresentava, anche in questo caso la vita sociale e culturale della città spesso passava per le terme, il rifiuto di frequentarle quindi significava nei fatti mettersi fuori dalla vita culturale, come non frequentare il tempio signifcava mettersi fuori da quella economica e politica.

Anche su questo il concilio di Gerusalemme si era pronunciato in modo esplicito, raccomandando ai cristiani di astenersi dalla pornéia, ed anche in questo caso da subito, a Corinto come nelle sette Chiese, c’era qualcuno che cercava di andare oltre il concilio interpretando e distinguendo.

Credo che sia abbastanza evidente a questo punto il motivo per cui ho scelto un’immagine del Concilio Vaticano II per commentare questo post.

Come nel Concilio di Gerusalemme, nel Vaticano II si è discusso fondamentalmente di come facilitare l’ingresso nella Chiesa per coloro che venivano dal paganesimo e come nel Concilio di Gerusalemme c’è stata una sostanziale apertura, mantenendo però alcuni punti minimali in cui è essenziale preservare l’unità per mantenere l’identità cristiana.

Oggi come allora subito è nato un movimento di “Nicolaiti”  che hanno cercato di andare oltre il concilio per raggiungere un compromesso tra lo stile di vita imperiale e quello cristiano, suscitando peraltro un movimento di reazione che propone invece di tornare alla rigidità precedente. Senza cadere in questi eccessi, anche per noi vale l’ammonimento che Giovanni lancia alla Chiesa di Pergamo, probabilmente sviata dai Nicolaiti: “Convertiti, altrimenti verrò da te e li combatterò con la spada della mia bocca” (Ap. 2,16), cioè con la forza della Parola di Dio.

3 pensieri su “Riccardi: una cattolicità stressata per colpa della crisi

  1. carlo

    COINCIDENZA TRA MORALE NATURALE E LEGGE EBRAICA

    LA MORALE CATTOLICA coincide con la legge naturale universale ,poichè la Chiesa Cattolica è l’unica erede della legge rivelata ebraica . Gesù Cristo è venuto a portare il suo messaggio di Salvezza sul terreno della legge naturale universale : non rivelata coi pagani, rivelata coi giudei . Esse però coincidono e sono la stessa cosa perchè una misura l’altra . Ora il fine della politica non è… quello dell ‘annuncio evangelico o della salvezza ,ma è quello di indicare il bene comune per tutti,che è una cosa razionale e non di fede . E’ appunto questo lo scopo della politica ; stabilire il bene comune per tutti , la giustizia quando si convive insieme .
    Quindi fa bene la Chiesa a parlare di autorità internazionale e a parlare agli stati della marale naturale e del fine della politica o a indicare cosa sia il bene comune che non è lei però autorizzata ad attuare !!! Tocca ai laici ,quindi, non solo indicare ,ma imporre il bene comune ,che non è solo dei laici,ma è un bene universale che riguarda tutti . Le idelogie e i partiti sono l’impedimento piu grave a un tale compito della Chiesa Cattolica e degli stessi cristiani che si adoperano ad attuare un tale programma .

    ————————
    L’ARATRO TRACCIA IL SOLCO MA LA SPADA LO DIFENDE .

    Compagni, questa bella frase tratta dalla letteratura classica latina mi fa venire oggi questi pensieri per un’ analisi socio-politica seria e costruttiva della situazione attuale . Sia l’incudine che l’aratro erano i mezzi con cui un tempo i lavoratori nostri padri si procuravano da vivere,oggi invece la società commerciale e le corporazioni finanziarie in mano a pochi,delegano il duro lavoro a masse di sottoproletariato urbano nei paesi più poveri della terra . Un tempo ancora più lontano gli uomini si procuravano da vivere con l’arco e con la spada fino a quando divennero stanziali e sedentari ed ebbero bisogno di alcune norme di convivenza ..
    Con questo voglio dire che sono cambiati i mezzi di sussistenza con la scoperta di nu…ove risorse e nuove tecniche come anche sono cambiati i costumi dei popoli ,ma la base etica della politica e il vivere sociale rimane sempre la stessa . Cosa intendiamo dire con questo ?
    Ogni grammo di materia ha i suoi atomi per il fatto di esistere ;ha i suoi neutroni che seguono delle regole bene precise da millenni e millenni . Guai se ogni neutrone se ne andasse per conto suo.non ci sarebbe la materia. …… Da questo esempio possiamo dedurre che anche nella vita sociale o individuale dei popoli ci sono delle regole fondamentali che nessuno può prescindere neanche i rapporti di forza . Sono norme etiche che nessuna politica ,nessuna religione, divina o umana ,può illudersi di eliminare , Sono norme universali come quelle che tengono unita la materia ,bisogna solo estrarle dalle leggi e dai costumi dei popoli . A fondamento di tutto c’è la legge del dare e dell’ avere nei rapporti umani,un dare ed avere che deve essere basato sul giusto prezzo, ovvero una giustizia . Quindi una regola fondamentale nei rapporti economici umani è : non rubare .
    Se è quindi vero che l’aratro ci procura da vivere ,la spada difende non solo la nostra vita ,ma il nostro lavoro dal furto. Questo furto puo dipendere anche da una legislazione esosa che non serve piu a regolare i rapporti umani, ma serve appunto a dare regole per rubare . Regole che vanno cambiate ,come va cambiata la compagine di persone che le hanno ideate . La legge è fatta per noi, la politica è fatta per aiutarci a vivere bene e non ad affliggerci col furto !!! Compagni uniamoci e rovesciamoli tutti questi proci che ci schiavizzano !!! Proprio oggi in parlamento stanno lottando,non si mettono d’accordo per salvare uno di loro dalla galera . Facciamo in modo che quando tocchera a tutti loro,non se ne salvi solo uno !!!

    SIA IL CAPITALISMO E SIA IL MARXISMO O SOCIALISMO E SIA IL FASCISMO HANNO ALLA BASE IL DARWINISMO PROFONDAMENTE STUDIATO NELLE SCUOLE ITALIANE SENZA AVERE NESSUNA BASE SCIENTIFICA.IL SOCIALISMO CON LA TASSAZIONE PROGRESSIVA FA L ‘UGUAGLIANZA,MENTRE IL MARXISMO STABILISCE L’UGUALGLIANZA ATTAVERSO LA LOTTA DI CLASSE OVVERO LA LEGGE DEL PIU FORTE DARWINIANA . UNA COSA è LA SOCIALIZZAZIONE DI ALCUNI MEZZI DI INTERSSE PUBBLICO E UNA COSA POI E’ L’INIQUO UGUALITARISMO AFFAMATORE CHE DA IL POTERE SOLTANTO ALLA GERARCHIA STATALE O NOMENCLATURA DEMOCRATICA .

    LETTERA A SAL
    Caro Sal,visto che ti sei fatto una cultura sulla gestioni dei condomini,forse ci capisci di più perchè con essa ti senti più legato alla realtà quotidiana,vorrei partire da questa per farti capire qualcosa di biblico. …Quando Dio chiamò Abramo e i Patriarchi,non fu necessaria nessuna legge scritta,ma valeva la legge di natura data a Noè,a questa Dio aggiunse la tradizione della circoncisione come segno di appartenenza a una stirpe e alla divinità . Quando fu necessaria invece la legge del Sinai ? Essa fu necessaria quando Israele divenne un popolo, quando da società patriarcale divenne nazione … con un proprio territorio. Infatti furono necessarie molte aggiunte posteriori per specificare tante cose …..
    Ora, se tu vivi nella tua villa nel sobborgo cittadino,non hai bisogno di nessuna legge di condominio da rispettare ,ma se vivi in un palazzo, devi assoggettarti alla legge del condominio e pagare mille balzelli per vivere in pace . Quindi cosa fa una legge ? E’ una semplice imposizione gravosa ? No ! Essa cerca di mettere ordine e giustizia con tutti gli atri condomini .Non è la legge del piu forte ma permette che si viva insieme ordinati e secondo giustizia .Il suo fine non è evangelico ma naturale !!!!!
    Su questo fine naturale poi possiamo parlare di legge evangelica, che è una cosa che riguarda la salvezza personale e non il vivere secondo il bene comune . Spero di essere stato chiaro . ciao

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  2. carlo

    LA FAMIGLIA E’ LA PRIMA CELLULA COMUNSTA ,BASTA BOSCIMANI E SELVAGGI .
    compagni non bisogna andare tra i boscimani oppure tra le formiche o tra le scimmie per avere prototipi di società comunista .
    La prima cellula comunista è la famiglia ,basta preservare la famiglia .
    L’uomo che diventa sociale, quindi politico, forma subito una famiglia , quindi preservando questa famiglia , si salva la società .
    —-
    I DANNI DELL ‘UGULITARISMO COMUNISTA
    L’ uguaglianza di tutti gli esseri a causa della loro comune natura fa si che essi possano chiamarsi fratelli,amici,compagni,camerati …. anche se non appartengono allo stesso nucleo familiare e questa fratellanza non gli deriva da fattori di credo religioso o politico,ma dalla natura stessa del loro essere . La stessa comunanza della natura umana e seguirà questa natura specifica che si ritrova .. Per il credente questa comunanza deriva dalla volontà di Dio stesso creatore che li ha fatti tutti simili nella loro essenza , anche se individualmente, poi, ognuno appartiene a una razza ,una famiglia ,a una discendenza che insieme popolano un dato territorio e formano degli aggregati umani sociali . Ognuno però ha delle sue caratteristiche specifiche e una esistenza, una identità unica ,non c’è ne sono due esseri uguali dalle origini dell’ umanità fino ad oggi . Io, tu , lui siamo marco,luca ,giovanni e anche se ci saranno miliardi di luca ,marco e giovanni,nessuno sarà io,tu lui, ma altri esseri simili ,uguali,ma con una identità differente e unica da noi . Possiamo avere anche gli stessi connotati e tratti distintivi,ma nessuno sarà l’essere unico che sono io,marco e luca . Detto questo sull ‘uguaglianza degli esseri umani tra loro, dobbiamo subito distinguerli da altri esseri viventi che popolano il pianeta che possono essere biologicamente simili,ma ontologicamente,spiritualmente ,specificamente molto differenti dall’ essere chiamato uomo . Questo uomo a differenza dei suoi simili più prossimi che chiamiamo animali o piante , oltre a ripetere un ciclo biologico determinato da leggi fisse della natura a cui non possono sottrarsi,possono compiere delle scelte libere non solo indotte psicologiacamente,ma in opposizione alle stesse leggi fisiche che lo governano. Volendo usare termini filosofici,possiamo dire che egli è fisicamente determinato,ma ontologicamente indeterminato se parliamo della sua sfera psichica . Essi sono liberi e compiono scelte di campo che possiamo definire bene o male, possono darsi leggi e fare scelte che possono essere buone o male .
    Male se in opposizioni alle leggi fondamentali sia della sua natura fisica ,sia riguardo alla sua esistenza relazionale biologica … . Il comunismo affermando un ipotetico e massimalista ugualitarismo degli esseri , non ci dice poi chi si nasconde sotto le spoglie del proletario, del lavoratore,del rivoluzionario, perché definisce l’uomo solo nella sua funzione, dalla sua utilità nel corpo sociale . Non conosce i suoi bisogni individuali una volta che ha ottenuto un certo ugualitarismo sociale . Anzi, spesso tratta l’ uomo come un qualsiasi animale anche se afferma la necessità di una giustizia , cosa che ha sempre a che fare con le scelte del bene e del male a cui non da alcuna importanza specifica . Sottovaluta in nome di una amoralità anarchica indefinita le stesse leggi che lo governano. Ecco perchè ,avendo una visione indefinita dell’ essere uomo ,magari fatta la rivoluzione ,va incontro a degli eccessi perché spesso è benevole con gli stessi animali producendo leggi eccessivamente protettive e poi diventa crudele con la sua stessa specienon avendo parametri valutativi. Passa da un giustizialismo anarchico verso chiunque tenta di sbarrargli la strada in nome di un egualitarismo indefinito e spesso dannoso e ingiusto perché mette gli animali sullo stesso piano degli uomini non avendo nessun metro di valutazione ,perché il metro di valutazione è la sua stessa natura che esso ignora.

    Rispondi
  3. carlo

    Idee per la rifondazione del partito d’ispirazione cristiana
    Piero Vassallo 02 Novembre 2012

    Auspicata dalla gerarchia cattolica e attesa dai fedeli impauriti dall’indiavolato can can messo in scena dai politicanti disonesti e dai loro comici contestatori, la rifondazione di un movimento politico d’ispirazione cristiana costituisce l’unico serio incentivo a sperare nella rinascita italiana.

    La tabula rasa del politicismo autorizza finalmente a guardare per il sottile e a rifiutare accomodamenti con la destra psicolabile, dunque incoraggia a rilanciare le tesi proposte dalle rigorose avanguardie cattoliche ma respinte (tra il 1944 e il 1946) dalla confusione e dal pavido conformismo prevalenti nella maggioranza democristiana.

    Negli anni nei quali si è compiuta la stortura modernizzante della DC, il pensiero cattolico era purtroppo agitato da pie illusioni intorno al mondo moderno. Illusioni che Benedetto XVI ha finalmente allontanate e dissolte durante il sinodo dei vescovi: il suo discorso dell’undici ottobre 2012, ha sottolineato l’insufficienza della definizione del mondo d’oggi proposta dalla Gaudium et Spes, il documento conciliare che riassume e incorona gli argomenti ispiratori delle fughe democristiane in avanti e contro la tradizione.

    L’accertata insufficienza dell’approccio maritainiano al «mondo moderno» e alle sue sciagurate rivoluzioni, costringe ad abbandonare il percorso ottimistico e irenistico tracciato da Maritain e ostinatamente battuto dai cattolici progressisti.

    Il pensiero di Maritain, (come è noto ai lettori di «Umanesimo integrale») fu sempre contrario all’idea di un argine contro la sovversione: nelle rivoluzioni, Maritain, contemplava lo strumento della Provvidenza.

    Se non che la furente svolta nichilista e tanatofila, che la rivoluzione moderna ha compiuto al seguito degli scolari francofortesi e californiani di Walter Benjamin, stronca le festose ragioni che giustificavano il progetto del compromesso cattolico con la modernità.

    I fautori del compromesso ultimamente sono radunati nell’esangue e anacronistica scuola di Bologna, dove Melloni e Riccardi accendono dotti e superbi lumicini davanti alla figura dell’amata ma degenerata e estinta modernità.

    Il rinnovato partito dei cattolici, quindi, non può nascere dall’imitazione di Alcide De Gasperi. Nel 1947, il politico trentino, infatti, subì con riluttanza i suggerimenti e le esortazioni di Pio XII alla rottura con il PCI e il PSI. E intralciò l’applicazione della politica economica alternativa – mediterranea – all’economia atlantica dei liberali. Soluzione che era proposta dal professore dell’Università Cattolica Amintore Fanfani. Lo ricorda Ettore Bernabei, nell’intervista concessa a Pippo Corigliano e pubblicata da Cantagalli editore cattolico in Siena.

    Peraltro sono numerosi gli eminenti pensatori cattolici che hanno sollevato obiezioni contro lo storicismo di Maritain (ad esempio Alfredo Ottavaini, Giuseppe Siri, Cornelio Fabro, Antonio Messineo, Julio Meinvielle, Augusto Del Noce, Ennio Innocenti, Gianni Baget Bozzo).

    Qualificati sono gli storici e i testimoni cattolici che hanno contestato la politica di De Gasperi (ad esempio Luigi Gedda, Gianni Baget Bozzo, Ettore Bernabei).

    Il padre gesuita Giovanni Sale ha pubblicato un saggio («Dalla monarchia alla repubblica», Jaca Book, Milano, 2003) in cui si trova una perfetta descrizione delle oscillazioni degasperiane tra la fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e il timido ossequio alle contrarie opinioni dei liberali e dei progressisti.

    Correva l’anno «costituente» 1946, quando un insigne filosofo del diritto, Guido Gonella, presentò al congresso democristiano un eccellente schema di costituzione, affermando coraggiosamente: «Noi non vogliamo una costituzione di partito… ma la costituzione del popolo italiano. Ma il popolo italiano è un popolo cristiano, e quindi nel nostro Paese i principi generali della politica e del diritto pubblico devono essere conformi all’etica cristiana».

    De Gasperi bocciò la proposta Gonella con un tortuoso ragionamento: «Il discorso di Gonella è stata una magnifica esposizione della costituzione. Se dovessi fare un appunto, è proprio questo: egli è stato troppo teologo. Questo, assolutamente parlando, non è un difetto, ma sul terreno tattico della lotta con gli avversari può dar luogo a contraccolpi inaspettati».

    La fedeltà alla dottrina sociale può dar luogo a contraccolpi pericolosi, conviene dunque seguire i consigli della prudenza democristiana e abdicare ai principi. Di qui la mostruosa attribuzione della sovranità al popolo e l’implicita negazione del primato che compete a Dio e alla sua indeclinabile legge.

    D’altra parte Ettore Bernabei, ha pubblicato clamorose (e mai confutate) rivelazioni sull’incauto accordo tra De Gasperi e l’iniziato Raffaele Mattioli il gran banchiere crociano, che, lo ricorda Massimo Caprara, si dichiarava emulo di quel Parvus, organizzatore del viaggio di Lenin a Pietroburgo (1).

    Da diversi e per certi aspetti contrastanti punti di vista, Luigi Gedda (nel saggio «18 aprile»), Giulio Andreotti (nelle sue sapide testimonianze sulla storia della DC) ed Eugenio Corti (nella «Breve storia della Democrazia cristiana»), hanno dimostrato che l’opposizione democristiana a Pio XII aveva origine da un complesso d’inferiorità nei confronti della cultura laica, in quegli anni interpretata sontuosamente dal papa laico Benedetto Croce e dall’iniziato Raffaele Mattioli (2).

    Davanti a simili dimostrazioni di fragilità e di conformismo, ci si chiede se Augusto Del Noce esagerò, quando sostenne che la scristianizzazione dell’Italia fu attuata non senza responsabilità dei democristiani.

    Forse il più esatto bilancio dell’impostazione «laica» che De Gasperi volle dare alla DC è stato formulato da Cornelio Fabro, quando deplorava «la viltà di ministri e dei prelati cristiani e perfino cattolici – come in Italia – di combattere e far combattere apertamente (come il Vangelo voleva) l’approvazione dell’infame legge del divorzio (1974) e di quella incomparabilmente più infame dell’aborto» («Riflessioni sulla libertà», Edivi, Segni, 2004). La stima che si deve alla persona di De Gasperi e al suo severo stile di vita. L’attenzione dei cattolici rifondatori può invece rivolgersi ai politici italiani (Alberto Beneduce, Amintore Fanfani ed Enrico Mattei ad esempio) che – seguendo le indicazioni della Quadragesimo anno – attuarono una politica economica intesa a stabilire un efficace equilibrio tra impresa privata e impresa di Stato.

    Questa linea, che affonda le radici nel tardo, splendido medioevo italiano, costituisce la vera alternativa a quell’imperialismo mondiale del denaro la cui sciagurata azione nell’oscuro presente, conferma le ragioni della dura condanna formulata da Pio XI.

    Piero Vassallo

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