Nodi territoriali (Rev. 0.1)

Come scritto nell’articolo Reti Nea Polis (Rev. 0.1)

nodi territoriali sono gruppi di militanti che si incontrano periodicamente per discutere fare politica sul territorio rispettando le regole, le prassi e le modalità della RNP.

I nodi territoriali hanno principalmente lo scopo di

  • far incontrare, raccogliere, formare ed informare i militanti e gli altri cittadini simpatizzanti che entrano in contatto con il nodo stesso;
  • raccogliere le istanze del territorio e convogliarle nella rete;
  • lanciare e tenere sotto controllo lo svolgimento dei progetti.

L’attività del nodo è principalmente svolta vis a vis ed off line. I militanti di un nodo si devono conoscere ed interagiscono personalmente.

I nodi territoriali sono gestiti per mezzo di serventi di nodo, scelti tra i militanti liberi da qualsiasi incarico facenti parte del nodo,  con modalità che descriverò in un’altro post.

Cosa è un nodo territoriale

Un nodo territoriale è un gruppo di militanti che si riuniscono allo scopo di “fare politica” e decidono di seguire le regole che caratterizzano la Rete Nea Polis.

La dimensione di un nodo territoriale funzionante è di almeno 7 militanti. Ogni nodo di meno di 7 militanti deve utilizzare ogni sua energia per raggiungere la dimensione minima.

Il nodo è il terminale “fisico” della rete e da ciò ne deriva che i militanti devono incontrarsi personalmente, con cadenza almeno bisettimanale e, per questo motivo, il nodo deve avere un punto di incontro fisso, noto a tutti i militanti, e dichiarato, dal quale i militanti dovranno potersi muovere a piedi per raggiungere il luogo della riunione.

Sovranità di un nodo territoriale

Il nodo territoriale è l’ente sovrano della rete che è strutturata in modo tale da evitare imposizioni nei confronti dei nodi.

D’altro canto, la sovranità si porta in dote l’onere della responsabilità e, di conseguenza, ogni volta che un nodo prende una decisione (che può andare dalla partecipazione ad un progetto, all’accesso di un servizio di rete, fino alla partecipazione ad una determiantaRete Nea Polis) è tenuto a sobbarcarsi tutti gli oneri operativi, economici e comportamentali che detta decisione comporta.  

Attività principale di un nodo 

L’attività principale di un nodo consiste della creazione di nuovi militanti e del loro coinvolgimento in una attività politica. 

Una volta trovato un punto di incontro ed avviati incontri periodici,  il nodo deve fornire principalmente tre servizi che sono formazione, informazione ed organizzazione.

Formazione: La formazione è la messa a disposizione di quei concetti e quelle conoscenza che permettano loro di comprendere il senso dell’evoluzione della società e, per quanto possibile, di influire sulla sua evoluzione.

Informazione: L’informazione è la conoscenza di ciò che succede. Il nodo è tenuto ad informare i militanti su ciò che succede nel nodo stesso, nell’intera RNP e nel mondo. (Si sottolinea che l’informazione assoluta su quanto succede nel nodo e nella rete è una della funzioni irrinunciabili del nodo che, in caso la espleti, deve essere considerato malfunzionante e/o corrotto).

Organizzazione: Il nodo fornisce assistenza ai militanti nel lancio dei un progetti (che sono attività politiche prolungate nel tempo, organizzate, e mirate ad un obiettivo preciso e controllabile), ne garantisce il finanziamento e ne monitora i risultati (sulla base di presupposti discussi nel post intitolato “La pioggia e la necessità di un governo diverso“).

Gestione dei Nodi

Il nodo è composto da un numero minimo di 7 militanti dei quali, almeno 4 si dedicano a garantire il funzionamento del nodo stesso: essi sono il Coordinatore (C), un Responsabile della Comunicazione(RC), un Portavoce (P), ed un Tesoriere (T).

Questi quattro serventi devono essere convinti dell’importanza del ruolo che andranno a ricoprire al punto di rinunciare ad ogni altra attività nella rete e questa convinzione sarà giustificata dal fatto che la necessità dei quattro ruoli è giustificata dai principi più importanti che sono l’essenza della rete Nea Polis.

Guardiamo prima chi sono questi quattro serventi.

Il Coordinatore (C) è un quadro eletto a Settembre e gestisce tutte le attività del nodo, ne garantisce la funzionalità, sceglie e lancia i progetti (che devono essere però approvati dalla maggioranza dei militanti del nodo).

Il Portavoce (P) è un quadro eletto a Marzo e rappresenta il nodo nella rete e con l’esterno. All’interno del nodo non ha nessun potere tranne quello di scegliere il Tesoriere.

Il Tesoriere può essere un quadro o un cronista, tiene la cassa del Nodo, consegna i soldi al coordinatore quando gli vengono richiesti ma, prima di farlo, ha il dovere di farsi spiegare per filo e per segno come verranno spesi e di informarne RC.

Il responsabile della comunicazione (RC) un cronista ed è eletto a giugno.

Ed ora guardiamo i principi per cui questi serventi sono necessari.

Si è accettato di dare potestà di prendere tutte le decisioni interne al nodo ad un Coordinatore in quanto si ritiene opportuno che ciò che succede all’interno di un nodo sia associabile ad un unico responsabile (principio di responsabilità).

Questo responsabile deve essere soggetto al giudizio dei militanti sovrani con cadenza annuale e, di conseguenza, è necessario che una persona diversa dal coordinatore si occupi di informare i militanti di tutto ciò che accade (principio di terziarietà dell’informazione).

Come ulteriore controllo, il Coordinatore deve richiedere i fondi per realizzare le sue idee ad una figura terza (il tesoriere) il quale, pur non potendosi rifiutare di erogare le somme richieste,  si occuperà di rendere note ai militanti tutte le azioni del coordinatore che prevedano una spesa dei (loro) soldi.

Infine, il responsabile del nodo non sarà lo stesso che rappresenta il nodo stesso all’interno della rete.

Chiaramente, tutto il sistema funziona se si accetta il concetto che ogni militante può svolgere uno ed un solo servizio direttivo all’interno della rete in modo da garantire il risalto delle persone più serie e diligenti ed impedire l’occupazione delle cariche da parte di gruppi ristretti di persone.

Gestire un nodo è semplice    

La gestione di un nodo può apparire complessa finchè non si prova a farla: in realtà è molto semplice.

Sette o più militanti, liberi da altri impegni, si incontrano e decidono che vogliono formare insieme un nodo.

Sanno che almeno quattro di loro dovranno mettersi a disposizione del nodo e che, se non ci sono quattro persone disposte a farlo, nella realtà delle cose, il nodo non esiste.

A quel punto si scelgono un coordinatore che da il via ad incontri periodici ed a quella attività di formazione ed informazione che contraddistinguono il nodo.

All’inizio non ci sono soldi da spendere e bisogna raccontare solo quello che succede alle riunioni.

Insomma, ci si vede, e si parla di politica allo scopo di formarsi ed informarsi vicendevolmente e si cerca di coinvolgere nuovi cittadini.

Solo dopo, quando si avranno militanti liberi, si potranno lanciare progetti e le cose diverranno un po’ complicate ma, a quel punto, questa complicazione sarà contrabilanciata dai compagni disponibili per risolvere i problemi.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!