Apocalypse now? – Il destino della nave quando i topi scappano.

All’angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio:

Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente!

Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente io ti vomiterò dalla mia bocca.

Tu dici: “Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!” Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo.

Perciò io ti consiglio di comperare da me dell’oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere.

Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti.

Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. 21 Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.

Apocalisse 3.14-22

L’unica notizia sui giornali di oggi è quella della frantumazione del PD.

Come al solito Veltroni si distingue per il suo coraggio e per l’abnegazione con cui si spende a favore dei compagni di partito…  dissociandosi dal partito stesso poco prima delle elezioni.

Considerando l’esperienza delle elezioni romane, è evidente che alla semplice freddezza di un capofila segue la dispersione di tutti i voti ad esso legati. Figuriamoci cosa accade dopo il suo ritiro.

Ed ecco che, da un giorno all’altro, tutta una serie di maggiorenti di un partito normalmente impermeabile a qualsivoglia evoluzione  scoprono di non volersi ricandidare e fanno un passo indietro.

La domanda è: “Quando i topi scappano, in genere, che fine fa la Nave?”.

Personalmente ritengo che Renzi scoprirà un dettame sia dell’ingegneria e della lupara bianca: “quando si rottama una macchina è meglio non essere chiusi nel porta bagagli!”

In altre parole, l’unica interpretazione che mi sento di dare è che sono tutti convinti che il PD uscirà distrutto dalle prossime elezioni e si stanno mettendo a disposizione come uomini della provvidenza nel dopo catastrofe e/o, da subito,  come uomini dei mercati nell’arraffa tutto finale orchestrato da Monti.

Infatti, c’è da aspettarsi che questi signori, non più soggetti al giudizio delle urne, si prepareranno a votare qualsiasi cosa proposta dal maggiordomo dei mercati.

Spero che nel futuro, prima di ricostruire la sinistra, ci daremo pena di leggere le parole di San Giovanni sulla chiesa di Lodicea.

 

Dal Sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-15/solo-veltroni-stando-statuto-110846.shtml?uuid=AbXCOCtG

Non solo Veltroni. Stando allo statuto del Pd altri 35 parlamentari non potrebbero più ricandidarsi. A partire da D’Alema…

Non solo un atto politico ma anche una scelta che, almeno stando alle regole su cui si fonda il Partito democratico, sarebbe dovuta, almeno sul piano delle regole su cui si fonda il partito. Walter Veltroni, l’ex leader del Pd con sei legislature alle spalle (è deputato dal 1987), ha annunciato di voler fare un passo indietro e di non volersi candidare alle prossime elezioni. Il problema è che – stando a quanto dispone lo Statuto del partito – ben 35 persone, tra deputati e senatori, dovrebbero tirarsi indietro. Anzi, non avrebbero potuto nemmeno candidarsi. Intanto Matteo Renzi, candidato alle primarie, preme sulla “rottamazione” della cosiddetta “vecchia guardia”.

Il limite dei tre mandati
L’articolo 21 dello Statuto disciplina i casi di incandidabilità e incompatibilità, e prevede che non sia ricandidabile, da parte del Pd per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo, chi ha ricoperto questa funzione per la durata di tre mandati. Ora, se scorriamo l’elenco dei deputati e dei senatori del partito con più legislature alle spalle, ci rendiamo conto che il record appartiene tra i membri della Camera, a Massimo D’Alema (che, in base alle ultime indiscrezioni, potrebbe seguire l’esempio del “rivale di un tempo, Veltroni) e a Livia Turco, entrambi con sette legislature nel carnet. Se prendiamo in considerazione invece il Senato, il primo posto è occupato da Emma Bonino, con otto legislature, tallonata da Anna Finocchiaro, che ne ha sette.

La replica del partito: lo Statuto è arrivato dopo le elezioni
In realtà, rilevano dal partito, lo Statuto è stato approvato dall’Assemblea costitutente nazionale il 16 febbraio del 2008, ma è entrato in vigore nell’ottobre, cioè dopo le elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del Parlamento, che si sono tenute ad aprile. Il messaggio, dunque, è il seguente: il limite esiste, anche se sono previste delle deroghe, ma nella scorsa tornata elettorale non era ancora in vigore. Tutt’altra questione, almeno sotto il profilo politico, per le primarie e per le elezioni che si terranno nel 2013.

Le deroghe
«La deroga – si legge nello Statuto – può essere concessa solo sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo fondamentale che, in virtù dall’esperienza politico-istituzionale, delle competenze e della capacità di lavoro, il soggetto per il quale viene richiesta la deroga potrà dare nel successivo mandato all’attività del partito attraverso l’esercizio della specifica carica in questione. La deroga può essere concessa, su richiesta esclusiva degli interessati, per un numero di casi non superiore, nella stessa elezione, al 10% degli eletti del Partito Democratico nella corrispondente tornata elettorale precedente».

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