Perché “Delusi dal Bamboo”

...Tutti in forma!

Poco prima del matrimonio, Sonia ed io, abbiamo comprato e ristrutturato la casa che, nei nostri sogni, sarebbe diventata il nostro nido.

Ci siamo mossi per tempo.

Io sono ingegnere civile, e mio padre, ingegnere in pensione, mi ha aiutato nella progettazione (il chè vuol dire che ha praticamente fatto tutto lui).
L’impresa è stata selezionata con cura, mettendo i progetti in mano all’impresario e richiedendo un programma lavori ed un computo completo. Sono stato i scartati tutti coloro che non si sono dimostrati in grado di presentare un programma completo e che facendo il prezzo si sono “dimenticati” di lavorazioni importanti (che ci avrebbero poi fatto pagare a parte).
Con Sonia abbiamo cercato i materiali contattando tantissimi fornitori alla ricerca di arredi, sanitari, porte, finestre, piastrelle e parquet. Dato che lavoravo e mio padre vive a 500 km di distanza, ho assunto un architetto che facesse da direttore lavori.

In altre parole abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per fare sì che questo restauro andasse più liscio possibile e non si verificassero quelle condizioni che fanno sì che, in Italia, quando si vuole augurare a qualcuno qualcosa di brutto, gli si augura di ristrutturare casa.

Nonostante questa attenzione il fornitore del parquet in bamboo ci ha frodato per circa 6000 € e tutto è avvenuto con una rozzezza ed una arroganza che mostrava come, in Italia, il malfattore non abbia nemmeno bisogno di dissimulare.
Ci hanno consegnato un materiale, probabilmente uno scarto di produzione di una società cinese, che non aveva le caratteristiche presenti sul volantino che mi ero fatto consegnare al momento dell’acquisto.

Lo stesso “centro studi”, di proprietà del fornitore, che, secondo il sito internet, sarebbe l’autore delle valutazioni sul materiale, è improvvisamente evaporato quando si è iniziato a parlare di eseguire test sul materiale consegnato.
Nel momento in cui si sono resi conto che una campagna di test sarebbe stata comunque effettuata, il fornitore ha iniziato a tenere un atteggiamento prima arrogante e poi minaccioso ed ha ripetuto più colte che non solo dovevamo tenerci il materiale ma, se ne avessimo parlato in giro, questi signori sarebbero passati alle vie legali contro di noi.

I test sono stati fatti, ed hanno dimostrato che ci avevano fornito spazzatura.

Nonostante ciò il fornitore l’ha passata liscia in quanto, nel momento in cui ci siamo affacciati sulla scena giudiziaria, siamo stati dapprima soggetti alle attenzioni di un avvocato senza scrupoli intento a spillarci più soldi possibile ed ad impedire il procedimento e poi siamo stati pure abbandonati dal direttore lavori che ha pure pensato bene di portarsi via, lui pure, qualche soldino in più.

Il sommo paradosso è stato che l’impresario ed il fornitore degli infissi, cioè le persone per bene per fortuna presenti in questa storia, sono rimaste invischiate i ed, anzi, hanno corso i maggiori rischi in quanto erano gli unici che non producevano carte false per scaricare le colpe sugli altri.

A parte la nostra situazione personale, che presenta aggressioni dalle quali comunque siamo stati in grado di difenderci, il bamboo ha fatto sì che un intero sistema stato ci deludesse profondamente.

Non abbiamo voglia di vivere in una comunità dove le persone per bene sono candidate ad essere vittime.
Non abbiamo voglia di vivere in una società dove il parassita è sovrano, l’arroganza è regola e la società ed una giungla dove il forte opprime il debole.
Soprattutto non abbiamo voglia di vivere in una società che considera “stupido” chi ama il suo lavoro e vuole farlo a regola d’arte, chi vuole rispettare la parola data, chi pone si impone un’etica più stringente della semplice gabbia costituita da poche leggi non aggirabili.

Quindi il bamboo ci ha fatto un grande servizio: ci ha deluso.

E la “delusione”, che implica sempre la fine di un’illusione, invece di deprimerci ci ha fatto venire voglia di essere attivi nella modifica di questa realtà che non ci piace ed ha dato il via ad un impegno di cui il blog, il gruppo su flickr, ed il gruppo su Facebook, sono parte importante in quanto ci servono a comunicare e condividere con altri questa nostra “delusione” positiva e fattiva e trasformare la stessa in un impegno.

Questi spazi di discussione che stiamo creando sono dedicati a tutti coloro che vogliono impegnarsi con noi a trasformare, nuovamente, questa giungla in un giardino e che, come noi, sentono fortemente il bisogno di vivere in una comunità di fratelli che vivano una vita serena nella consapevolezza che il vicino di casa è un amico.

Ed è nostra opinioni che queste discussioni debbano sì riguardare le scienze sociali, l’economia, la legge e la politica ma, soprattutto, debbano riguardare la nostra esigenza di chiederci cosa c’è dentro di noi, cosa ci rende felici, ed che cosa vogliamo veramente.

Solo così, potremo renderci conto, che l’intera società che è stata messa in piedi negli ultimi anni è una truffa, un mondo dove la felicità è virtuale mentre la disperazione è reale, è un mondo, insomma, che merita di essere abbattuto.

6 pensieri su “Perché “Delusi dal Bamboo”

  1. Michele Muraro

    Apprezzo e condivido, ma ormai informazioni ne abbiamo a bizzeffe e in molti abbiamo capito dove siamo finiti, ergo, è ora di spegnere i computer ed iniziare a muoverci. Ogni giorno è peggiore, non dobbiamo più attendere, e non basta, anche se è fondamentale, cambiare nel proprio piccolo da soli.

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  2. Guido Autore articolo

    Carissimo Michele,

    concordo pienamente sulla necessità di iniziare a muoverci mentre concordo meno quando si parla della necessità di spegnere i computer.

    Sto lavorando per convincere diversi movimento i con cui collaboro a superare la scelta tra movimento on-line ed il movimento off-line e proporre un’attività politica che veda i computer per ciò che sono: strumenti per fare cose.

    Comunque, questo sito non è altro che uno strumento per condividere spunti ed informazioni con persone con cui faccio cose nel mondo reale e, naturalmente, per trovare questi complici per la nostra attività.

    Ciao

    Guido

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  3. Stefano Russo

    Ciao !!credo e spero che ormai la vostra odissea sia finita! Io ho un negozio di rivendita di parquet e in negozio, da ormai 4 anni, ho messo il Bamboo…eccezionale! Io credo che il blog lo dovresti chiamare no “Delusi dal Bamboo” ma “Delusi dal Rivenditore”…. Credo che se avessi comprato anche un Prefinito Rovere o tradizionale da quel rivenditore ti avrebbe rifilato una fregatura!!!

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  4. Stefano Russo

    Ciao !!credo e spero che ormai la vostra odissea sia finita! Io ho un negozio di rivendita di parquet e in negozio, da ormai 4 anni, ho messo il Bamboo…eccezionale! Io credo che il blog lo dovresti chiamare no “Delusi dal Bamboo” ma “Delusi dal Rivenditore”…. Credo che se avessi comprato anche un Prefinito Rovere o tradizionale da quel rivenditore ti avrebbe rifilato una fregatura!!!

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  5. Stefano Russo

    Ciao !!credo e spero che ormai la vostra odissea sia finita! Io ho un negozio di rivendita di parquet e in negozio, da ormai 4 anni, ho messo il Bamboo…eccezionale! Io credo che il blog lo dovresti chiamare no “Delusi dal Bamboo” ma “Delusi dal Rivenditore”…. Credo che se avessi comprato anche un Prefinito Rovere o tradizionale da quel rivenditore ti avrebbe rifilato una fregatura!!!

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