Dovendo uscire da un’infanzia politica

DOTTORE

Questa mattina ho letto un articolo di Uriel Fanelli che mostra, ancora un volta, che la responsabilità della crisi Greca sia principalmente dei suoi politici.

Sembra che uno degli effetti peggiori dell’Entrata nell’Unione sia stata una cieca fiducia di noi elettori degli stati “del sud” che abbiamo ritenuto di votare persone ignobili nella certezza che, prima o poi, sarebbero venuti i tedeschi a rimettere le cose a posto.

Sembra, tra l’altro, che questa cosa la sapessero anche i tedeschi.

Così, da un lato, noi siamo caduti in un’infanzia politica degni di un paese del quarto mondo dove i capi tribù vengono eletti da uno stuolo di clientes.
Dall’altro, i tedeschi, si sentono in diritto di “punire” i loro figliocci nella speranza di educarli.

So di ripetermi quando dico che l’Europa deve essere una cosa diversa: deve essere molto di più una storia di amore tra pari piuttosto che un rapporto tra genitore e figlio inetto.

So però anche che, finché consegneremo il potere locale in mano a gente a cui non affideremmo il riordino della nostra cantina (più per il fatto che è talmente inetta da far crollare tutti gli scaffali che per il fatto, peraltro spesso anche vero, che ci fregherebbe tutto il vino) non potremo mai trattare un popolo civile come un “pari”.

Dobbiamo trovare la forza ed il coraggio di distillare una classe politica seria e capace o non ci sarà Europa in grado di tirarci fuori dai guai.

Ma la Grecia no.
di Uriel Fanelli

Scritto da Uriel Fanelli il 2/19/2012
L’abitudine di cercare le suggestioni fa si che l’italiano stia vivendo questa crisi come un grande film dal quale si aspetta emozioni. Poiche’ si aspetta emozioni, guarda quanto avviene in grecia concentrandosi sui fatti eclatanti. Quindi adesso si va cianciando di Grecia in default , come se fosse l’ Italia o l’Irlanda, quando per la Grecia il default e’ proprio l’opzione impossibile da seguire. Rimango un convinto sostenitore del default per nazioni come Italia , Spagna ed Irlanda (e probabilmente anche la Francia) , ma la Grecia non puo’. Vediamo il perche’ con alcuni fatti economici.

Il PIL totale della grecia e’ di 318 miliardi di euro. Normalizzato, 309.

La composizione e’ circa la seguente:

Servizi: 78% del PIL, di cui 40% sono servizi pubblici.
Industria: 18%
Agricoltura e pesca: 3.6%

Andiamo per gradi, perche’ ci sono delle brutte sorprese. Per prima cosa esaminiamo il discorso dell’agricoltura.

L’agricoltura greca , insieme alla pesca, impiega il 12% della forza lavoro. E’ un settore sostenuto da finanziamenti europei. Senza tali finanziamenti, il rapporto tra 12% della forza lavoro e il 3.8% del PIL e’ una gran brutta notizia.

Significa, appunto, che il 12% delle famiglie (1.230.000 di persone) dovranno accontentarsi di appena il 3.8% del PIL. Poiche’ parliamo di 16 miliardi, senza fondi europei fa un reddito procapite di 12.000 euro/anno circa.

L’industria fa il 18% del PIL. Stiamo parlando di 57 miliardi di euro, circa una provincia come Padova. Essa da’ lavoro al 22% della popolazione, cioe’ sfama 2.420.000 persone.(1) Questo significa che attualmente il PIL procapite dell’industria greca e’ di circa 23.000 euro/anno.

Sfortunatamente, l’export totale della Grecia (compreso il turismo) fa 22 miliardi di euro, meno del 10% del PIL . Quindi, il 60% di quei prodotti rimane in casa.(vedremo dopo cosa significa) .

Per fare un paragone, quello dell’italia e’ 458 miliardi di euro, circa il 28% del PIL.

L’import della grecia fa invece 43 miliardi. Il che significa che i greci importano piu’ di quanto esportino. (vedremo poi cosa significhi alla voce “svalutazione”).

Per fare un paragone, l’import italiano e’ di 458 miliardi di euro (circa in pareggio) , ancora il 28% del PIL.

Il settore dei servizi e’ abbastanza variegato. Ci sono i servizi marittimi che sono importanti e pesano il 6%, c’e’ l’amministrazione pubblica che pesa il 40%, c’e’ il turismo che pesa circa il 16% del PIL, poco meno dell’industria e che sfama il 15% della popolazione greca.

E’ fondamentale avere questi numeri per capire quanto la “modern money theory”, o qualsiasi altra teoria si applichi in seguito ad un default, possano fare per i greci.

Abbiamo detto che immediatamente gli addetti all’agricoltura piombano nella fame nera, con un reddito da terzo mondo. Fine dei fondi UE, reddito a 12.000 europrocapite. Meta’ del reddito procapite medio nazionale. Stiamo parlando del 12% dei greci che piombano nella poverta’.

Serve a qualcosa svalutare? No. L’agricoltura greca e’ stata convertita (grazie ad un gigantesco flusso di fondi europei) ad una agricoltura intensiva negli ultimi anni. Questo la rende dipendente dalla filiera dei fertilizzanti, delle macchine agricole, della chimica in generale e delle sementi ad alto rendimento.

Inoltre, nell’agricoltura l’offerta NON E’ elastica: se anche svalutate del doppio, non e’ che abbiate il doppio dei prodotti: se non altro perche’ non c’e’ time to market.

Non appena si svalutasse, e’ vero che i prodotti greci sarebbero piu’ attraenti, ma sfortunatamente i carburanti per l’agricoltura, i trattori, le macchine agricole, i prodotti chimici come fertilizzanti ed altro e le sementi andrebbero comprate all’estero.Nella moneta piu’ forte. E no, non si puo’ compensare producendo di piu’: le terre sono quelle. Risultato: disastro.

L’industria greca e’ principalmente industria marittima, telecomunicazioni e petrolifera. Questo spiega il basso tasso di esportazioni a fronte di un grande import: la grecia non produce NULLA di quanto serve per queste tre industrie. NON ha grossi produttori di elettronica o telefonia, non ha petrolio ma lo compra e le sue azende petrolifere sono delle mere distillerie(2), non ha acciaio per le navi ma lo compra.

A che cosa serve svalutare? Serve a rendere costosissime le materie prime, facilita su un export piccolissimo (22 miliardi), rende devastante l’import notevole dei greci (44 miliardi su 319 di PIL). Uccide immediatamente il petrolifero greco e l’industria delle telecomunicazioni, e costringe l’industria navale ad andarsene.

E sui cittadini? Nella condizione in cui si esporta cosi’ poco , si importa molto rispetto al PIL, si puo’ considerare valida l’equazione inflazione=svalutazione*(1+D), dove D e’ il rapporto tra il disavanzo commerciale e il PIl greco. Significa che i greci hanno un disavanzo di 21 miliardi di euro, che fa il 6.5% del PIL, quindi facciamo inflazione=svalutazione*1.06

Svaluti del 50% . Bene: domani i prezzi si alzano dello 53%. I cittadini, anche se esistesse la scala mobile, ci rimetterebbero il 3%. Nelle condizioni greche, nella svalutazione della moneta i cittadini greci ci perdono, anche se tutti i prezzi seguissero, il 6%.

Molti dicono: ma i greci possono vivere di turismo. Mettiamoci i numeri, allora.

Per il turismo ho bruttissime notizie. Il turismo greco da’ lavoro al 15.6% della popolazione , cioe’ sfama 1.710.000 greci, e ha un PIL del 17% della Grecia, cioe’ circa 54 miliardi di euro. Significa che il reddito procapite nel turismo, in grecia, e’ assai alto: 31578 euro procapite. Piu’ alto della media nazionale.

Il turismo fornisce PIL in due modi: commercio al dettaglio (shopping &co) e lavoro. Se consideriamo che il commercio al dettaglio e tutte le facilities sono importate (condizionatori, televisioni, tutto quanto serve insomma) , l’unico vantaggio della svalutazione e’ di abbassare il reddito relativo delle persone.

Avrete cioe’ che il prezzo di una permanenza e’ alto per ogni cosa materiale (hotel, ristoranti, trasporti, shopping) , ma diventa basso per i servizi di pura manodopera: il reddito degli addetti e la prostituzione. Effetto thailandia.

Quello che stiamo svalutando, cioe’, e’ il punto di forza del turismo greco: il reddito procapite. I lavoratori del turismo in grecia, cioe’, sarebbero quelli che pagherebbero la svalutazione. Poiche’ le infrastrutture continuerebbero ad acquistare beni e servizi in euro o dollaro dall’estero, la competitivita’ verrebbe tutta dal differenziale tra i redditi.

Ma supponiamo anche di voler fare della Grecia la Thailandia del Mediterraneo. Abbiamo appena ridotto in miseria il 12% della popolazione delle campagne che si riversa in citta’ (ottimo per la prostituzione e per i lavori poco qualificati), e che abbiamo picchiato duro l’industria e il commercio, aumentando il disavanzo import/export mediante il rapporto di cambio. In una ipotesi ottimistica ove l’industria mantiene l’equilibrio attuale (non si vede come regga il deficit commerciale, ma va sognamo pure) , facciamo di dover recuperare “soltanto” i disoccupati del 2011: il 20.9%.

Piu’ i nuovi poveri, gli agricoltori: il 12%. Fa circa il 33% della forza lavoro.

Dobbiamo cioe’ triplicare il GDP del turismo, cioe’ il numero di turisti in Grecia.

Attualmente si tratta di 17.5 milioni di presenze ogni anno. ( Non tanti: per fare un paragone: la sola citta’ di Venezia ne ha 29.300.000/anno http://www.istat.it/dati/catalogo/20041116_00 ) occorre “solo” che ne arrivino 3 volte tanti.

Significa, in definitiva, quadruplicare le infrastrutture turistiche e dei trasporti della Grecia.

E occorre farlo una condizione in cui il manufatturiero greco e’ quello della provincia di Padova , si importa praticamente tutto, compresi autobus , aerei, pezzi di ricambio per automobili e automobili, e la dracma l’hai appena svalutata. Dove li trovate gli investimenti, o i prestiti, dopo essere falliti? Come triplicate le infrastrutture? Fate dormire i turisti nei letti a castello?

Morale della storia: sono un sostenitore del default italiano e di quello irlandese e spagnolo. Anche la Francia farebbe bene a ristrutturare. Ma alcuni paesi, come Grecia e Portogallo, non hanno ALCUN beneficio nella svalutazione, anzi hanno dei forti danni. Inoltre, con dei manufatturieri deboli e un’economia basata su servizi NON esportabili, come quelli statali, non aumentano affatto la loro attrattivita’ svalutando.

Il settore agricolo greco e’ sovraesposto all’abbandono della UE, quello industriale e’ praticamente succube delle importazioni, con la sola eccezione di quello marittimo, che pero’ e’ un settore legato al commercio e quindi soffre la svalutazione per via dell’inflazione che produce.

La Grecia NON PUO’ mandare affanculo i creditori. E’ per questo che la stanno usando per dare l’esempio: la Grecia NON HA SCELTE.

E’ molto diversa la situazione dell’italia: con un equilibrio commerciale quasi perfetto (428 miliardi contro 429, o giu’ di li’) si tratta di un paese praticamente , per dirla come i fisici “adiabatico”. E’ probabilmente l’unico posto al mondo ove la modern money theory potrebbe essere applicata in condizioni MOLTO vicine a quelle teoriche.

Anzi: l’elasticita’ del mercato dei prodotti che l’italia vende e’ migliore di quella che compriamo, e i prodotti italiani hanno un time to market apprezzabilissimo. Il che significa, essenzialmente, che nella PEGGIORE delle ipotesi la svalutazione NON cambia nulla. Nella migliore, l’elasticita’ di quel che vende e’ piu’ alta di quel che compra. Significa che essenzialmente le esportazioni crescerebbero piu’ di quanto diminuirebbero le importazioni.

Ed e’ per questo che per l’ Italia c’e’ il trattamento speciale col governo fantoccio mentre la Grecia e’ il grande esempio per tutti: si tratta di un condannato che non puo’ sottrarsi alla punizione esemplare, mentre l’ Italia potrebbe fare ciao ciao a tutti, uscire dall’euro, svalutare, e rimanere in equilibrio: import uguale all’export, nel cambio tanto ci perdi e tanto ci guadagni. Ma ti sei liberato di 1000 miliardi di debito.

Capisco lo scalpitare dei sostenitori della modern money theory: si tratta di una teoria di difficilissima applicazione, tranne in casi rarissimi. E i casi, anzi IL caso, e’ proprio l’ Italia. Nemmeno l’ Argentina si trovava in condizioni cosi’ perfette per l’applicazione di una simile teoria. LA grande massa dell’import e dell’export li rende stabili, ma contemporaneamente c’e’ equilibrio quasi perfetto, se non per un 2 per mille del PIL. Roba da niente.

Con questo post, per tenere i post separati tra loro nella home page, mi prendo anche il 19. Cosi’ non scrivero’ nulla nel weekend. In ogni caso questo post non contiene previsioni per i prossimi tre giorni, quindi ve lo prendete cosi’. E , tra parentesi, se anche li contenesse potreste sempre verificare con google , twitter e facebook (ove li rifletto) la reale data di scrittura.

Uriel

(1) Continuo a fare il rapporto sul totale della popolazione.

(2) Non e’ come ENI che ha le mani sui pozzi, per intenderci.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!