E così, dopo i quadricipiti… addominali

Avevamo due giorni in Salento e, per paura di riposarci troppo, abbiamo pensato bene di accogliere un autista salentino nella nostra fiancata.

E’ accaduto sabato mattina, poco dopo le 9 e 30.

In una svolta a sinistra, dopo che le macchine dietro di noi si erano fermate per farci svoltare, l’autista salentino di cui sopra ha pensato di superare l’intera fila e schiantare la sua Opel Corsa sul mozzo posteriore sinistro della nostra Alfa 147.

Ne è conseguito un bel botto ed un movimento a trottola: la macchina ci ha protetto deformandosi e nessuno si è fatto (troppo) male. Noi abbiamo avuto il piacere di provare i fasti della sanità pugliese.

All’ospedale di Manduria, un ferito grave ha buone probabilità di morire cercando il pronto soccorso che si trova nascosto sulla sinistra.

Inforcato il pronto soccorso si riceve il benvenuto dal fatto che, sul cartello in entrata, il primario ha perso il “pri” ed è rimasto solamente “mario”.

A fianco, una matita impietosa ha scritto “mario chi?”.

Mario chi?

Il pronto soccorso si è rivelato pronto come da premesse e così, dopo sole sei ore, il dottore di turno mi ha chiesto:

“Cosa è successo?”

“Un salentino mi è entrato nella fiancata a 120 all’ora”.

“E tu come ti senti?”

“Contrariato”

“Goditi l’oggi perchè domani starai malissimo: vomiterai, ti si addormenteranno le mani, avrai le vertigini, dolori articolari e tutto il resto.

Otto giorni con il collare e poi se stai bene stai bene, se no, non stai bene”

Questa è vera saggezza salentina, carpe diem. Certo che, se ci diceva anche come usare il collare, il servizio sarebbe stato extra lusso.

Quando gli chiesi il certificato con i giorni egli mi ha detto che no… che prima dovevo pagare… si trattava di un certificato opzionale da consegnarsi previo pagamento di piccola cifra per servizietto intra-moenia (25 euri+5 di IVA).

Comunque nessun problema, saremmo dovuti andare al CUP, pagare, e lui ci avrebbe dato subito il certificato che era come fosse già pronto.

Quando abbiamo chiesto all’infermiera dove fosse il CUP (qualunque cosa fosse), ella ci ha guardato come se fossimo scemi.

Mentre io pensavo di spiegarle che io ero sì scemo ma a causa di un salentino che aveva deciso di transitare per il retrotreno della nostra auto(non-più)mobile, lei ci ha detto che il CUP è un ufficio che fa orario di ufficio e neanche tutto.

Dopo che io gli dicevo che il dottore ci aveva detto che avrei potuto pagare subito mi ha detto di stare tranquillo in quanto quel dottore non sapeva nemmeno che giorno era.

Io non mi sono sentito tranquillo ma ho accettato la necessità di ripassare li lunedì per il certificato.

La gente in sala d’aspetto, con la quale, nelle ultime sei ore, avevo intessuto una relazione è stata molto carina e ci ha chiesto come è andata.

“Beh, mi hanno distrutto la macchina. Sono stato visitato da un medico che non sapeva nemmeno che giorno fosse che mi ha detto di sorridere perchè il domani sarà peggiore. Però non riesco a non essere allegro.”

Parlando seriamente… era vero.

In questi giorni siamo stati allegri, Sonia ed io. Lo siamo stati perchè il destino con una mano ci ha tolto e con due ci ha donato.

L’incidente poteva essere molto grave e non lo è stato.  A San Pancrazio c’è pieno di persone che ci vogliono bene: e ci siamo sentiti protetti e coccolati. Verremo ripagati di tutte le spese.

Siamo un po’ sgarrupati ma, indipendentemente dal verdetto del medico fatalista, le fosche previsioni sono state ridotte a dolori muscolari tutto sommato sopportabili e diminuenti di giorno in giorno.

Soprattutto, il collare ci impedisce di muovere il collo, e conseguentemente, dopo i quadricipiti esercitati con i mobili IKEA, ci è stato fornito un nuovo trainer per i nostri addominali che renderà più calzante il vestito da sposa ed aumenterà le mie probabilità di entrare nel panciotto.

Paccoli, collari e barocco.

Soprattutto, quanto accaduto ci ha ricordati quanto è bello tutto ciò che stiamo ricevendo dalla vita.

PS

Dopo l’incidente, Sant. Antonio sta battendo cassa in tutti i modi, ma questa è un’altra storia da raccontare in seguito.

3 pensieri su “E così, dopo i quadricipiti… addominali

  1. Giovanna

    …il commento arriva spontaneo…”Ma chi e’ questo Mario…la la la…chi ca… e’ questo Marioooo…”

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  2. Guido Autore articolo

    Eggià… “e non smetter di cantare cara… cosa mi vuoi dire…”

    “Ti ricordi l’altro giorno… alla settimana bianca…”

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  3. Federica

    Ho due cari amici che il lavoro ha portato in terra di Puglia e so, per esperienza personale dato che siamo andati a trovarli lo scorso novembre, come guidano da quelle parti… I miei amici, che prima di traferirsi in Puglia hanno vissuto quasi due anni in Bulgaria (mica in Svezia) sono sconvolti dalla situazione in cui si sono ritrovati…
    Comunque tutto è bene quel che finisce bene, macchina sfasciata a parte…
    🙂

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